Africa occidentale

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La Macroregione ONU dell'Africa occidentale.

L'Africa occidentale è un'area con grandi differenze geografiche, di biodiversità e di culture. Il continente africano è principalmente orientato su un asse nord-sud, con una sporgenza ad ovest, e questa parte sporgente può essere considerata l'Africa Occidentale.

Non è da confondere con il Maghreb (in arabo "occidentale").

In base alla ripartizione del mondo effettuata dalle Nazioni Unite, l'Africa Occidentale è una delle macroregioni in cui è divisa l'Africa. Essa include 16 Stati:

Oltre a questi Stati l'ONU ha incluso anche l'Isola di Sant'Elena, un territorio britannico d'oltre mare.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La costa di questa parte di Africa è sul meridionale oceano Atlantico, la maggior parte della quale nel senso est-ovest. Porzioni di questa costa erano conosciute con i nomi di Costa del grano, Costa d'oro e Costa d'Avorio. La tratta degli schiavi fu molto attiva in quest'area; la maggior parte degli afro-americani discende da schiavi trasportati dall'Africa occidentale.

Le zone costiere hanno per la maggior parte clima tropicale, e una cintura di foresta tropicale seguiva una volta la costa attraverso questa fascia. Il nord e le terre continentali sono occupate dalla savana e quindi addentrandosi dal Sahel.

Le nazioni di quest'area (con l'ex potenza colonizzatrice che li controllava) confinanti con l'Atlantico, da nord-ovest a sud-est sono:

I paesi senza sbocco sul mare sono:

Nella definizione di Africa occidentale come macroregione ONU, è compresa anche Sant'Elena, un territorio del Regno Unito, situato nell'Oceano Atlantico.

A volte anche il Camerun e il Ciad vengono considerati parte dell'Africa occidentale, mentre altre volte ne è esclusa la Mauritania.

I confini coloniali che si riflettono negli attuali confini fra le nazioni dell'area non tenevano conto dei gruppi etnici e delle linee culturali e spesso dividono singoli gruppi etnici tra due o più stati.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cartina del 1571

Storicamente, l'area è stata interessata da molti dei maggiori imperi africani, tra i quali l'Impero del Ghana, l'Impero del Mali e l'Impero Songhai. Fu una delle aree del mondo di grande civilizzazione e la grande città di Timbuktu fu uno dei più importanti centri di commercio e di cultura del mondo antico. Stati prosperi e attivi culturalmente prosperarono in Africa occidentale per molti secoli, nonostante svariati fattori, tra cui la tratta degli schiavi, la desertificazione del Sahel, e soprattutto la spartizione dell'Africa da parte delle nazioni europee abbiano portato questi stati ad un graduale declino.

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Studi archeologici a Mejiro Cave hanno appurato che esseri umani, probabilmente del gruppo dei pigmei, arrivarono in Africa occidentale attorno al 12000 a.C. Strumenti per la fabbricazione di pietre microlitiche sono state trovate nella zona della savana dove erano stanziate tribù pastorali avanzate, che utilizzavano scalpelli e lame di pietra e lance. Gli uomini delle tribù della Guinea e delle foreste non utilizzarono i microliti per secoli, ma prosperarono usando strumenti d'osso e di altri materiali. Durante il V millennio, quando gli avi dei moderni africani cominciarono ad entrare nell'area, iniziarono a svilupparsi degli insediamenti agricoli stabili, con prove dell'addomesticamento dei bovini e della coltivazione dei cereali. Attorno al 3000 a.C. un altro grande cambiamento avvenne nelle società dell'Africa occidentale, con l'invenzione di arpioni e ami da pesca primitivi.

Un'intensa migrazione degli allevatori di bovini del Sahel ebbe luogo nel III millennio a.C., e le comunità pastorali incontrarono le sviluppate comunità di cacciatori-raccoglitori della regione della Guinea. La selce era di più facile reperibilità nella zona e aveva reso l'uso dei microliti per la caccia molto più facile. La migrazione degli allevatori del Sahel fu probabilmente causata dalla desertificazione totale del deserto del Sahara durante tale millennio, che contribuì grandemente all'isolamento dell'Africa occidentale dai mutamenti tecnologici e culturali in Europa e nella costa mediterranea del nord Africa. Nonostante ciò, l'utilizzo sempre maggiore del ferro e la diffusione delle tecnologie per la sua lavorazione portarono ad un miglioramento nella costruzione di armi e permisero agli agricoltori di aumentare la loro produttività e di produrre quel surplus di prodotti agricoli che permetterà la nascita delle città-stato che saranno ricomprese negli imperi.

Nel 400 a.C. ci furono contatti con le civiltà mediterranee, in particolare con Cartagine e un regolare commercio di oro veniva condotto dai berberi del Sahara come annotato da Erodoto. Il commercio era molto limitato prima dell'utilizzo del cammello, ma beni di provenienza mediterranea potevano arrivare fino al nord dell'attuale Nigeria. Si era sviluppato un fiorente commercio attraverso il quale gli abitanti dell'Africa occidentale esportavano oro, tela di cotone, ornamenti metallici e pellami verso nord attraverso le rotte dei commerci trans-sahariane in cambio di bronzo, cavalli, sale, tessuti e perline. Successivamente anche l'avorio, gli schiavi e le noci di kola furono oggetto di scambio.

L'età degli imperi[modifica | modifica sorgente]

Mansa Musa con una pepita d'oro in un particolare dell'Atlante catalano del 1375.

Fu proprio il commercio il motore che diede l'impulso all'ulteriore sviluppo delle civiltà dell'Africa occidentale. Mentre la siderurgia era giunta nell'area dell'attuale Nigeria intorno al V secolo d.C., dando origine alla civiltà di Nok, intorno all'VIII secolo una casta di re guerrieri (o Ghana) si impose nell'area degli attuali Senegal, Mauritania e Mali, fondando quello che è oggi conosciuto come Impero del Ghana, che prosperò grazie al controllo della parte meridionale delle principali rotte commerciali trans-sahariane, prima di essere distrutto da un'invasione almoravide nel 1052.

Tra i regni che lottarono per ripristinare l'egemonia sulla regione emerse nel 1240 il regno mandingo di Malel che, sotto la guida di Sundiata Keita, divenne l'Impero del Mali. Questo nuovo impero prosperò per molti secoli, raggiungendo il suo apogeo nel XIV secolo sotto Mansa Musa, e arrivando a controllare la maggior parte dell'Africa occidentale subsahariana[1]. Nel XV secolo, i Songhai, un popolo che abitava ai confini orientali dell'impero, approfittarono di una serie di lotte dinastiche per invadere la maggior parte delle terre del Mali, dando il via all'ultimo dei grandi imperi dell'Africa occidentale, l'Impero Songhai, che fu a sua volta distrutto da un'altra invasione dal Marocco nel 1591.

Il contatto con gli europei[modifica | modifica sorgente]

Il post-colonialismo[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Western Africa." Encyclopædia Britannica. 2010. Encyclopædia Britannica Online. 06 Apr. 2010

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