Afraate

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Afraate, detto il sapiente persiano (in greco antico: Ἀφραάτης, Afraates, in latino: Aphrahat; ... – 346), è stato uno scrittore e forse vescovo persiano.

Di religione pagana, si convertì al Cristianesimo e scrisse 23 dimostrazioni o omelie in lingua siriaca. Morì probabilmente nell'anno 346.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Gli argomenti di tali omelie sono varie ma si riferiscono principalmente a questioni teologiche e ascetiche. Nove di esse si rivolgono contro i Giudei, molto potenti all'epoca in Mesopotamia e ostili ai cristiani. Nelle sue opere espone la dottrina delle tre persone divine, ammettendo l'unità della persona di Cristo in due nature. Egli afferma anche che l'anima, dopo la morte, rimane in uno stato di letargia spirituale fino al giorno della resurrezione del corpo, perché l'anima non vuole lasciare del tutto il corpo, al quale aderisce per le funzioni terrene esercitate, mentre nella sua essenza celestiale è unita a Cristo.

I suoi scritti furono all'inizio attribuiti a Giacomo di Nisibi ma, nel 1855 Cureton riuscì a dimostrarne la paternità ad Afraate.

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