Aeroporto di Albenga

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Aeroporto di Albenga
L'aeroporto visto dal monte Tirasso
L'aeroporto visto dal monte Tirasso
IATA: ALL – ICAO: LIMG
Descrizione
Nome impianto Aeroporto Internazionale di Villanova d'Albenga "Clemente Panero"
Tipo Civile
Esercente Aeroporto di Villanova d'Albenga S.p.A.
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Posizione 8 km a nord di Albenga, 48 km a sud-ovest di Savona e 30 km a nord-est di Imperia
Costruzione 1922
Altitudine AMSL 45 m
Coordinate 44°02′N 8°07′E / 44.033333°N 8.116667°E44.033333; 8.116667Coordinate: 44°02′N 8°07′E / 44.033333°N 8.116667°E44.033333; 8.116667
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
LIMG
Sito web www.rivierairport.it
Piste
Orientamento (QFU) Lunghezza Superficie
09/27 1.429 m conglomerato bituminoso
PAPI

[senza fonte]

L’Aeroporto di Albenga[1] (IATA: ALLICAO: LIMG) è un aeroporto italiano situato a 8 km a nord--ovest della città di Albenga, nel territorio del comune di Villanova d'Albenga. La struttura, intitolata alla memoria di Clemente Panaro, occupa un'area complessiva di 97 ettari. L'Aeroporto ligure occupa una posizione strategica trovandosi a pochi km dalle più rinomate località turistiche della Riviera delle Palme: Alassio, Albenga, Loano, Finale Ligure e Sanremo. Facilmente raggiungibile anche dalla Costa Azzurra, si può raggiungere Montecarlo, Nizza e Cannes con un'ora di auto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1912 venne aperto un campo volo dotato di una pista in erba lunga 900 metri orientata sulla direttrice sud-est/nord-ovest.
Nel 1929 la Piaggio Aero Industries cominciò ad utilizzare l'aeroporto per il montaggio e il collaudo dei suoi aerei. Il primo ad essere prodotto e commercializzato fu il Piaggio P.9.

Nel 1937, prima del suo genere in Italia[2], venne costruita la pista in macadam; essa era orientata 100-280 e misurava 1016x60 metri. Da questo momento l'aeroporto fu utilizzato come sede della 119ª Squadriglia di ricognizione della Regia Aeronautica.

Nei due anni successivi vennero costruiti un hangar, una caserma a due piani completa di autorimessa e una palazzina ufficiali con annesso circolo.
Verso la fine della guerra, cioè tra il 1944 e il 1945 l'aeroporto fu completamente distrutto dall'esercito tedesco in ritirata, i lavori di ricostruzione non cominciarono prima del 1946: la pista venne allungata a 1140 m e dotata di una pista di rullaggio che collegava la testata 10 con il piazzale di sosta dei velivoli.

L'attività commerciale dell'aeroporto riprese il 15 aprile 1947 con il volo proveniente da Roma Ciampino. La completa trasformazione dell'aeroporto da militare a civile fu affidata nel 1948 al Consorzio dei Fiori, società costituita l'anno prima con lo scopo di implementare il movimento turistico e di consentire l'esportazione dei fiori e dei prodotti agricoli della riviera di ponente. Sempre nel 1948 ripresero l'attività sia l'Aeroclub di Savona sia la Piaggio Aero Industries.
Nel 1959 fu costituita la società SEAVA con lo scopo di aumentare il numero dei voli turistici.
Nel 1968 l'aeroporto disponeva di voli di linea per Roma Ciampino, Milano, Aosta e Torino per un totale di circa 30000 passeggeri annui.
Negli anni seguenti, a causa dell'evoluzione della tecnologia aeronautica, che consentiva di costruire aerei sempre più grandi e capienti, dell'apertura dell'Aeroporto di Genova e del trasferimento in esso dell'attività della Piaggio, cominciò il declino dell'aeroporto, nonostante si fosse proceduto ad un ulteriore allungamento della pista.
Nell'estate del 1997, dopo quasi 30 anni di inattività, ripresero i collegamenti stagionali con la Corsica, la Sardegna ed i voli di linea regolari per l'aeroporto di Roma Fiumicino gestiti prima da Alitalia e poi da Air One; questi ultimi furono presto sospesi per il poco successo ottenuto.
Sotto pressione dell'ex ministro Claudio Scajola, residente nella vicina Imperia, nel 2008 l'aeroporto è stato riaperto ai voli civili[3].
L'aeroporto è sede dell'Aeroclub Savona che è suddiviso in varie sezioni: scuola di volo motore, paracadutismo, aviazione leggera, aeromodellismo e volo acrobatico; ospita inoltre la Società Elicotteristica Eliliguria che ha per scopo sia la prestazione di servizi elicotteristici per passeggeri sia l'espletamento di numerosi altri compiti quali il trasporto di materiale al gancio, la costruzione e la tesatura di linee elettriche, l'avvistamento e l'intervento per lo spegnimento di incendi boschivi, la manutenzione dei ripetitori televisivi, i servizi aerofotografici, il soccorso stradale, alpino e in mare.

La struttura[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto, intitolato alla memoria di Clemente Panero, soldato pilota caduto durante la Grande Guerra e decorato con Medaglia d'argento al Valor Militare, dispone di una pista in conglomerato bituminoso lunga 1429 m ( più una striscia erbosa di arresto lunga 140 m), larga 45 m e dotata di illuminazione.
L'orientamento della pista è RWY 09-27, l'altitudine è 45 m s.l.m. e l'assistenza al volo è fornita da ENAV S.p.A. sulla frequenza 123.850MHz.[4]
I piazzali di sosta per i velivoli sono due, una in macadam di 12000 m² e una in erba di 10000 m². La gestione è affidata ad A.V.A. S.p.A. che garantisce la regolare attività tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 6:00 alle ore 21:00.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AIP ITALIA - parte GEN2-4, www.enav.it. URL consultato il 15 settembre 2013.
  2. ^ Storia dell'aeroporto, www.rivierairport.it, 16 ottobre 2010.
  3. ^ Scajola e il milione di euro stanziato per il volo Albenga-Roma, Corriere della Sera, 18 agosto 2008. URL consultato il 5 maggio 2010.
  4. ^ AIP Italia : Aerodrome chart ICAO, 14 ottobre 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]