Aepyprymnus rufescens

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Ratto canguro rossiccio[1]
Rufous getting into pouch.JPG
Aepyprymnus rufescens
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Infraclasse Metatheria
Superordine Australidelphia
Ordine Diprotodontia
Sottordine Macropodiformes
Famiglia Potoroidae
Sottofamiglia Potoroinae
Genere Aepyprymnus

Garrod, 1875

Specie A. rufescens
Nomenclatura binomiale
Aepyprymnus rufescens
(Gray, 1837)

Il ratto canguro rossiccio (Aepyprymnus rufescens Gray, 1837), noto anche come bettongia rossiccia, è una piccola specie della famiglia dei Potoroidi diffusa in Australia. Vive nelle regioni costiere e sub-costiere che vanno da Newcastle, nel Nuovo Galles del Sud, a Cooktown, nel Queensland; in passato si trovava anche nella valle del Fiume Murray, in Nuovo Galles del Sud e Victoria[3]. Non è ritenuto una specie minacciata[2].

Il ratto canguro rossiccio è l'unico membro del suo genere ed è la specie più grande tra tutti i Potoroidi. Generalmente ha un mantello di colore grigio con riflessi bruno-rossastri e il suo nome scientifico significa infatti groppa-alta rossastra[4]. Un tempo si riteneva fosse un animale solitario e notturno, ma recenti osservazioni indicano che possa costituire piccole associazioni poliginiche[4]. Si nutre in gran parte di tuberi e funghi, ma anche di foglie ed altra vegetazione[3].

La riproduzione può avvenire in ogni periodo dell'anno, una volta che la femmina ha raggiunto la maturità. Questo avviene generalmente a 11 mesi. Il maschio la raggiunge tra i 12 e i 13. Una volta matura, la femmina è in grado di riprodursi a intervalli di tre settimane. Se la fecondazione va a buon fine, la gestazione dura meno di un mese, circa 22-24 giorni. Il piccolo, che nasce completamente sviluppato, vive all'interno del marsupio per circa 16 settimane. Lasciato il marsupio, trascorrerà con la madre le successive 7 settimane, durante le quali imparerà a nutrirsi da solo[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Aepyprymnus rufescens in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ a b (EN) Lamoreux, J. & Hilton-Taylor, C. (Global Mammal Assessment Team) 2008, Aepyprymnus rufescens in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  3. ^ a b Peter Menkhorst, A Field Guide to the Mammals of Australia, Oxford University Press, 2001, p. 100.
  4. ^ a b c R. Strahan, The Mammals of Australia: the national photographic index of Australian wildlife, Reed Books, 1995, p. 758.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi