Aegolius funereus

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Civetta capogrosso
Aegolius-funereus-001.jpg
Aegolius funereus
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Ordine Strigiformes
Famiglia Strigidae
Sottofamiglia Surniinae
Genere Aegolius
Specie A. funereus
Nomenclatura binomiale
Aegolius funereus
Linnaeus, 1758

La Civetta capogrosso (Aegolius funereus Linnaeus, 1758), è un uccello rapace notturno della famiglia degli Strigidi.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

È un rapace notturno di piccole dimensioni con grande testa squadrata priva di ciuffi di penne; occhi gialli. Forme tozze e compatte con ali arrotondate che raggiungono l'apice della coda nell'animale posato; il capo, grande e squadrato, presenta un netto disco facciale che circonda gli occhi gialli, bordato da un anello di penne brune con fitte macchie bianche a goccia. Il colorito delle parti inferiori è biancastro con sfumature bruno grigie; le parti superiori sono bruno scure con macchie bianche, più estese sulle spalle.
Il giovane, inconfondibile, è bruno scuro con zone bianco crema fra il becco e gli occhi.
La Civetta capogrosso presenta un'evidente asimmetria delle ossa del cranio che determina una differente posizione delle aperture dei due meati uditivi: tale curioso particolare anatomico accentua l'efficacia dell'udito, consentendo una precisa localizzazione delle fonti sonore ed agevolando la cattura delle prede anche in assenza quasi totale di luce.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della Civetta capogrosso

La Civetta capogrosso si può osservare in quasi tutta l'Eurasia e in America del Nord; in Italia nidifica sulle Alpi, in habitat boschivi. È una specie tipica della taiga. Caccia soprattutto nei settori di foresta con copertura arborea rada e in prossimità di chiarìe e pascoli.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

La civetta capogrosso è assai confidente, non teme l'uomo. L'adulto si affaccia al foro d'ingresso del nido se viene lievemente grattata la corteccia alla base del tronco; tale comportamento è probabilmente volto a prevenire gli attacchi di predatori arboricoli ed in particolare della Martora.

Voce[modifica | modifica sorgente]

Il canto inconfondibile è composto da una serie di 5- 7 note emesse in rapida successione ("ou-ou-ou-ou-ou-ou-ou"); le strofe si ripetono in serie anche molto lunghe e vengono emesse soprattutto nelle ore notturne in inverno e primavera.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Cattura soprattutto piccoli mammiferi (topi, arvicole, toporagni, gliridi) e uccelli sino alle dimensioni del merlo. Come gli altri rapaci notturni ingoia le prede intere o solo sommariamente dilaniate, rigurgitando in seguito le parti non digerite sotto forma di borre oblunghe. Caccia solitamente nelle ore notturne; specie in inverno e primavera è talvolta possibile scorgerla in attività in pieno giorno.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Si riproduce in cavità di alberi, quasi sempre rappresentate dai nidi scavati all'interno di grandi tronchi dal Picchio nero; la recente espansione di quest'ultima specie, pare abbia favorito la Civetta capogrosso in buona parte del suo areale centro-europeo.
La femmina depone 4-6 uova che cova 26-29 giorni. I piccoli lasciano il nido a un mese di vita e prima di essere in grado di alimentarsi autonomamente; come per gli altri rapaci notturni, è quindi possibile trovare al suolo o su arbusti giovani inetti al volo solo apparentemente abbandonati: durante la notte vengono infatti regolarmente nutriti dai genitori che li localizzano grazie ai loro insistenti richiami.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La Civetta capogrosso ha 7 sottospecie:[2]

  • Aegolius funereus funereus (Linnaeus, 1758)
  • Aegolius funereus caucasicus (Buturlin, 1907)
  • Aegolius funereus magnus (Buturlin, 1907)
  • Aegolius funereus pallens (Schalow, 1908)
  • Aegolius funereus beickianus Stresemann, 1928
  • Aegolius funereus richardsoni (Bonaparte, 1838)
  • Aegolius funereus sibiricus (Buturlin, 1910)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2009, Aegolius funereus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Strigidae in IOC World Bird Names (ver 4.1), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 12 luglio 2012.

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