Adrastea (mitologia)

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Nella mitologia greca, Adrastea (Aδράστεια che in greco significa inevitabile; a volte chiamata Adrastia, Adrasteia, Adrestea, Adastreia) era la ninfa che allevò Zeus quando Rea lo sottrasse alla voracità di Crono e lo nascose a Creta in una grotta.[1]

Era, per taluni mitografi, la figlia di Melisseo e di Ananke e sorella di Ida ed Amaltea[2]. Altri le considerano figlie di Oceano[3].

Il nome, a volte, appare come epiteto della dea Cibele, ed è connesso col re Adrasto (uno dei due figli del veggente Merope), che le aveva dedicato un tempio nella città da lui fondata, chiamata anch'essa Adrastea, nei pressi di Cizico[4].


"Adrasteia" — "che non si può evitare" fu anche l'appellativo di Nemesi, originariamente dea del frassino, dea giustiziera di qualsiasi hybris, eccesso, superbia o violenza.[5].

La figura mitologica di Adrastea ha analogie con Urdhr - la maggiore delle Norne[6] della mitologia nordica - che presiedeva al destino degli uomini e dimorava all'ombra del sacro albero: il frassino Yggdrasill.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fernando Palazzi, I miti degli dei e degli eroi, Loescher, Torino, 1960, pp.14-15
  2. ^ Callimaco Inno a Giove
  3. ^ Igino Astronomo Fabulae 182 "Figlie di Oceano. Le figlie di Oceano sono: Idothea [Ida], Althaea [Amaltea], e Adrasta [Adrastea], ma altri dicono che sono figlie di Melisseus [Melisseo], e balie di Zeus."
  4. ^ Pausania (geografo) Periegesi della Grecia (Hellàdos Perièghesis) 10,37;8
  5. ^ Jacques Brosse, Mitologia degli Alberi ,BUR, Milano, 1994
  6. ^ Le Norne sono divinità della mitologia nordica simili alle Parche romane