Adrastea (astronomia)
| Adrastea
(Giove XV)
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|---|---|
| Scoperta | 8 luglio 1979 |
| Scopritori | David Jewitt Edward Danielson |
| Parametri orbitali | |
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(All'epoca J2000)
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| Semiasse maggiore | 128 694 km |
| Perijovio | 128 460 km |
| Apojovio | 128 930 km |
| Circonf. orbitale | 808 610 km |
| Periodo orbitale | 0,29826 giorni (7 ore 9,5 min) |
| Velocità orbitale |
31 322 m/s (min)
31 378 m/s (media) 31 435 m/s (max)
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| Inclinazione orbitale | 2,22° |
| Inclinazione rispetto all'equat. di Giove |
0,00° |
| Eccentricità | 0,0018 |
| Dati fisici | |
| Dimensioni | 26×20×16 km[1] |
| Diametro medio | 16,4±2,0 km[1] |
| Superficie | ~5,3 × 109 m² |
| Volume | ~4,4 × 1012 m³ |
| Massa |
7,5 × 1015 kg
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| Densità media | 3,0 × 103 kg/m³ |
| Acceleraz. di gravità in superficie | 0,0066 m/s² (0,001 g) |
| Velocità di fuga | 11 m/s |
| Periodo di rotazione | Rotazione sincrona |
| Velocità di rotazione (all'equatore) |
3,05 m/s |
| Inclinazione assiale | nulla |
| Temperatura superficiale |
~122 K (media)
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| Pressione atm. | nulla |
| Albedo | 0,10±0,045[1] |
Adrastea (Αδράστεια in lingua greca) (o Giove XV) è il secondo satellite naturale di Giove in ordine di distanza dal pianeta; è il corpo celeste più piccolo del gruppo di Amaltea, che raggruppa i quattro satelliti più interni del pianeta.
Indice |
[modifica] Cenni storici
Adrastea venne scoperto nel 1979 dagli astronomi statunitensi David Jewitt ed Edward Danielson grazie all'analisi delle immagini riprese dalla sonda Voyager 2 l'8 luglio 1979;[2][3] appariva come un debole punto luminoso sulla linea bianca degli anelli di Giove e fu il primo satellite naturale ad essere scoperto grazie alle fotografie scattate da una sonda spaziale, e non tramite l'osservazione telescopica.
Dopo la scoperta gli venne attribuita la designazione provvisoria S/1979 J1; nel 1983 l'Unione Astronomica Internazionale convenne di attribuirgli il nome ufficiale di Adrastea, figlia di Giove e Ananke secondo la mitologia greca.[4]
Poco dopo la scoperta di Adrastea, lo studio delle lastre fotografiche prese qualche settimana prima dalla sonda Voyager 1 permise di identificare due altri satelliti interni di Giove, (Tebe e Metis).
Nel 1998 le riprese effettuate dalla sonda Galileo permisero di determinare la forma di Adrastea, anche se la qualità delle immagini è piuttosto scarsa.[5]
[modifica] Caratteristiche fisiche
Adrastea ha una forma irregolare e le sue misure, circa 20×16×14 km,[1] lo rendono il più piccolo dei quattro satelliti interni di Giove. La composizione e la massa non sono note, ma assumendo che abbia una densità media paragonabile a quella di Amaltea,[5] cioè circa 0,86 g/cm3,[6] la sua massa risulterebbe di circa 215 kg. La bassa densità di Amaltea implica che il satellite sia composto di ghiaccio con una porosità del 10-15%; si ritiene che Adrastea abbia una struttura simile.[6]
Al momento non è noto alcun dettaglio della superficie di Adrastea, in quanto la risoluzione delle immagini disponibili è troppo scarsa.[1]
[modifica] Orbita
Adrastea orbita intorno a Giove con un raggio medio di circa 129.000 km (1,806 il raggio gioviano) al limite esterno dell'anello principale.[5] È uno dei tre satelliti naturali del sistema solare ad orbitare il suo pianeta in un tempo inferiore al giorno del pianeta; gli altri due sono Metis e Fobos, il satellite di Marte.
L'orbita ha bassi valori sia per l'eccentricità, 0,0015, che per l'inclinazione rispetto all'equatore gioviano, 0,03°.[5]
A causa del blocco mareale, Adrastea è in rotazione sincrona con Giove a cui mostra sempre la stessa faccia. Il suo asse maggiore è allineato verso Giove, disponendosi così secondo la combinazione di più bassa energia.[1]
[modifica] Destino di Adrastea
Adrastea è situata all'interno dell'anello principale di Giove (come anche Metis), che probabilmente contribuisce a mantenere stabile grazie al continuo apporto di materiali. Giace al di sotto del raggio dell'orbita sincrona di Giove, e di conseguenza le forze mareali del pianeta stanno provocando il lento decadimento della sua orbita. Adrastea si trova peraltro già oltre il limite di Roche di Giove,[5] ma sembra abbastanza piccola da evitare la disgregazione ad opera delle forze di marea.
[modifica] Relazione con gli anelli di Giove
Adrastea è il maggior contributore di materiale agli anelli interni di Giove, come evidenziato dal fatto che l'anello più denso è situato all'interno dell'orbita del satellite.[7] Più esattamente l'orbita di Adrastea si trova vicino al limite esterno dell'anello principale.[8]
Il contributo sembra derivare soprattutto da materiale espulso dalla superficie dei quattro piccoli satelliti interni a seguito di impatti con micrometeoriti; data la bassa densità dei satelliti, la loro superficie è infatti molto vicina al limite del loro lobo di Roche.[5]
L'estensione del materiale visibile negli anelli dipende dall'angolo di fase delle immagini: in scattering frontale, Adrastea è ben al di fuori dell'anello principale,[8] ma in retroscattering (che permette di rivelare molte più particelle) sembra che ci sia anche un piccolo anello esterno all'orbita del satellite.[5]
[modifica] Note
- ^ a b c d e f Thomas, P.C., Burns, J.A.; Rossier, L.; et al. (1998). The Small Inner Satellites of Jupiter. Icarus 135: 360–371. DOI:10.1006/icar.1998.5976.
- ^ Marsden, Brian G. (25 febbraio 1980). Editorial Notice. IAU Circulars 3454. (discovery)
- ^ Jewitt, D.C., Danielson, G.E.; Synnott, S.P. (1979). Discovery of a New Jupiter Satellite. Science 206 (4421): 951. DOI:10.1126/science.206.4421.951. PMID 17733911.
- ^ Marsden, Brian G. (30 settembre 1983). Satellites of Jupiter and Saturn. IAU Circulars 3872. (naming the moon)
- ^ a b c d e f g Burns, J.A.; Simonelli, D. P.;Showalter, M.R. et al. (2004). "Jupiter's Ring-Moon System". Jupiter: The Planet, Satellites and Magnetosphere. Ed. Bagenal, F.; Dowling, T.E.; McKinnon, W.B.. Cambridge University Press.
- ^ a b Anderson, J.D., Johnson, T.V.; Shubert, G.; et al. (2005). Amalthea's Density Is Less Than That of Water. Science 308 (5726): 1291–1293. DOI:10.1126/science.1110422. PMID 15919987.
- ^ Burns, J.A., Showalter, M.R.; Hamilton, D.P.; et al. (1999). The Formation of Jupiter's Faint Rings. Science 284 (5417): 1146–1150. DOI:10.1126/science.284.5417.1146. PMID 10325220.
- ^ a b Ockert-Bell, M. E., Burns, J. A.; Daubar, I. J.; et al. (1999). The Structure of Jupiter's Ring System as Revealed by the Galileo Imaging Experiment. Icarus 138 (2): 188–213. DOI:10.1006/icar.1998.6072.
[modifica] Voci correlate
| Satelliti naturali di Giove | ||
|---|---|---|
| Gruppo di Amaltea: | Metis • Adrastea • Amaltea • Tebe | |
| Satelliti medicei: | Io • Europa • Ganimede • Callisto | |
| Gruppo di Imalia: | Leda • Imalia • Lisitea • Elara • S/2000 J 11 | |
| Gruppo di Ananke: | Ananke • Prassidice • Arpalice • Giocasta • Euante • Tione • Euporia • S/2003 J 3 • S/2003 J 18 • Telsinoe • Elice • Ortosia • S/2003 J 16 • Ermippe • Mneme • S/2003 J 15 | |
| Gruppo di Carme: | Erse • S/2003 J 10 • Pasitea • Caldene • Arche • Isonoe • Erinome • Cale • Etna • Taigete • S/2003 J 9 • Carme • S/2003 J 5 • S/2003 J 19 • Calice • Eucelade • Callicore | |
| Gruppo di Pasifae: | Euridome • S/2003 J 23 • Egemone • Pasifae • Sponde • Cillene • Megaclite • S/2003 J 4 • Calliroe • Sinope • Autonoe • Aede • Core | |
| Altre: | Temisto • Carpo • S/2003 J 12 • S/2003 J 2 | |
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