Adozioni di software libero

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Questa pagina è una lista di casi rappresentativi di adozione di software libero e formati aperti da parte di aziende, scuole ed enti istituzionali nel mondo.

Motivi[modifica | modifica sorgente]

La spinta alla valutazione di questo passaggio è motivata da diversi elementi. Da un lato si vuole tutelare con l'uso di formati aperti l'accessibilità ai dati da parte di clienti ed utenti anche a distanza di tempo e contemporaneamente eliminare i potenziali rischi legati alla dipendenza dal software proprietario.

Un ulteriore vantaggio non meno motivante del precedente è la riduzione dei costi derivati dall'acquisto delle licenze ma anche necessari per il mantenimento operativo dei sistemi, dato dai costi di assistenza informatica, formazione del personale, rinnovo del software ecc.

Questo costo è definito Total Cost of Ownership (TCO).

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia la pubblica amministrazione sta valutando i possibili benefici derivanti dall'azione di formati aperti, come si può evincere dall'emanazione di direttive volte a sensibilizzare gli enti in questa direzione.

Un punto di riferimento è la direttiva Stanca, in cui si richiede esplicitamente l'adozione di soluzioni informatiche in grado di gestire almeno un formato aperto. Il Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione(oggi http://www.digitpa.gov.it/), l'ente governativo che si occupa di supportare le amministrazioni nell'utilizzo efficace dell'informatica, gestisce un Osservatorio Open Source destinato ad analizzare e promuovere l’uso e la diffusione di codice a sorgente aperto. L'Osservatorio Open Source del CNIPA ha realizzato una rilevazione continua[1] sull'uso del software open source presso le pubbliche amministrazioni italiane; tale strumento - in continua evoluzione - ha lo scopo di raccogliere e diffondere i casi di adozione e le best practice relative all'uso delle tecnologie open in ambito istituzionale[2]. Inoltre, è anche attivo un Ambiente di Sviluppo Cooperativo[3] per permettere lo sviluppo (nella tipica modalità "aperta" delle community) di applicativi e componenti open source per la Pubblica Amministrazione.

Leggi sul Software Libero[modifica | modifica sorgente]

Il Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, Decreto Sviluppo (in supplemento ordinario n. 129/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 147 del 26 giugno 2012), coordinato con la legge di conversione 7 agosto 2012, n. 134 recante: «Misure urgenti per la crescita del Paese.». (GU n. 187 del 11-8-2012 - Suppl. Ordinario n.171) ha modificato in maniera sostanziale l'art. 60 del CAD, Codice dell'Amministrazione Digitale (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e sue successive modifiche ed integrazioni).

Nello specifico l'art. 60 del CAD è stato così modificato: Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software combinazione delle precedenti soluzioni.

Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilita’ di accedere a soluzioni open source o gia’ sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma è effettuata secondo le modalità e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circa il loro rispetto.

Ad oggi (30/10/2012) L'Agenzia per l'Italia digitale sta ancora scrivendo le bozze delle definizioni dei formati dei file e del tipo di documento da adottare.

Leggi regionali sul Software Libero[modifica | modifica sorgente]

Queste sono le leggi approvate da alcune regioni italiane.

Toscana
Il 21 gennaio 2003 all'interno della Legge Regionale su Promozione dell'Amministrazione elettronica e della società dell'informazione e della conoscenza nel sistema regionale. Disciplina della "Rete telematica regionale Toscana" è stato introdotto fra i criteri guida l'utilizzazione di standard aperti e l'utilizzo preferenziale di software a sorgente aperto[4].
Umbria
Secondo la Legge Regionale n. 11 del 25 luglio 2006, Norme in materia di pluralismo informatico sulla adozione e la diffusione del software a sorgente aperto e sulla portabilità dei documenti informatici nell'amministrazione regionale, gli uffici pubblici della Regione Umbria devono adottare software libero per produrre documenti e servizi, in modo tale da garantirne un accesso senza ostacoli da parte dei cittadini[5][6].
Veneto
Il 14 novembre 2008 Il consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge regionale n. 19 Norme in materia di pluralismo informatico, diffusione del riuso e adozione di formati per documenti digitali aperti e standard nella società dell'informazione del Veneto[7].
Piemonte
Il consiglio regionale del Piemonte ha approvato la legge regionale n. 9 del 26 marzo 2009 Norme in materia di pluralismo informatico, sull'adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella pubblica amministrazione[8].
Lazio
Il 23 maggio 2012 il consiglio regionale del Lazio ha approvato la Legge Regionale su Disposizioni in materia di riutilizzo delle informazioni e dei dati pubblici e iniziative connesse: legge sull'Open data ma che prevede che "la Regione, in conformità con la legislazione statale vigente, conceda in uso gratuito ad altre amministrazioni pubbliche i programmi informatici di cui sia titolare o sviluppati per suo conto" e "una graduale sostituzione di programmi informatici proprietari con programmi informatici liberi"[9]
Puglia
Il consiglio regionale della Puglia, in data 24 luglio 2012, ha approvato la LEGGE REGIONALE n. 20 “Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti e hardware documentato”

Comuni e provincie[modifica | modifica sorgente]

Comune di Firenze[modifica | modifica sorgente]

giugno 2001: L'amministrazione comunale di Firenze ha approvato una mozione proponente l'Introduzione e espansione di Software Libero nella Pubblica Amministrazione. [10]

Comune di Lodi[modifica | modifica sorgente]

marzo 2002: approvata una mozione per l'introduzione ed espansione di Software Libero nella Pubblica Amministrazione [11]

Comune di Roma[modifica | modifica sorgente]

L'assessore al comune di Roma Mariella Gramaglia ha annunciato, nel febbraio 2004, la scelta dell'amministrazione di migrare gradualmente l'infrastruttura informatica a piattaforme di tipo aperto, sottolineando che le motivazioni sono prevalentemente di natura politica. È inoltre previsto che la libera concorrenza sarà favorevole alle piccole imprese locali fornitrici di sistemi open source[12].

Provincia di Bolzano[modifica | modifica sorgente]

Le scuole italiane in provincia di Bolzano sono passate al Software Libero[13][14].

A spingerci verso il software libero - spiega l'ispettore Lorenzi - non ci sono ragioni economiche legate ai costi delle licenze proprietarie. L'unica molla che ci ha spinto al cambiamento è stato un approccio per così dire filosofico che seguiamo nei processi di istruzione. Crediamo che le tecnologie abbiano un ruolo fondamentale nella costruzione dei saperi e poter contare su tecnologie non proprietarie consente di allargare le possibilità di crescita.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Biblioteca di Fermo[modifica | modifica sorgente]

Sulle postazioni pubbliche della Biblioteca Civica "Romolo Spezioli" di Fermo verrà installato Ubuntu Linux[15].

Istat[modifica | modifica sorgente]

L'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) sta lavorando da anni per introdurre software libero al proprio interno. Per fare questo dapprima è stato creato un gruppo di lavoro sull'Open Source che ha iniziato a diffondere le tematiche del FLOSS, in seguito sono state prese alcune decisioni strategiche, tra cui la più importante è stata la migrazione dei server centrali a Linux.

La decisione iniziale è del 2004: andava sostituito il parco installato composto da decine di server RISC IBM e da un server multiprocessore IBM/SP, tutti dotati del sistema operativo AIX. È stata definita dapprima l'architettura hardware (server multiprocessore con processori CISC) e scelta la distribuzione Linux (si è optato per Red Hat): la migrazione è iniziata nel 2005, partendo da una sede "pilota" scelta tra le sedi romane dell'Istituto.

Dopo la fase di test, sono state migrate le applicazioni e i database, in parallelo con una fase di formazione del personale (informatico e statistico) sulle funzionalità della nuova piattaforma. Dopo l'esito positivo della sperimentazione, si è deciso di proseguire estendendo la migrazione a tutte le sedi; la migrazione si è conclusa nel 2009.

Tra gli obiettivi raggiunti:

  • un notevole risparmio economico: il solo costo delle licenze software annuali non più pagate ripaga i server acquistati nel primo anno;
  • indipendenza dai fornitori hardware che ha consentito di bandire gare dove sono stati ottenuti notevoli risparmi nell'acquisto hardware;
  • un servizio affidabile: nei primi due anni di funzionamento Linux si è dimostrato una piattaforma stabile e sicura.

In parallelo è stato introdotto l'ambiente Open Source R, l'uso di R ha consentito all'Istat di iniziare a scrivere software Open Source[16]; alcuni pacchetti software Open Source sono oggi disponibili alla pagina http://www.istat.it/it/strumenti/metodi-e-software/software.

Brasile[modifica | modifica sorgente]

Il governo[modifica | modifica sorgente]

Dal 2005 il governo federale brasiliano di Luiz Inácio Lula da Silva intende perseguire una politica decisa per favorire l'adozione del software open source imponendone l'uso agli uffici della pubblica amministrazione.

La ragione principale che ha portato alla decisione è di natura economica. L'obiettivo è di dirottare il denaro speso in licenze per sistemi proprietari acquistati all'estero verso lo sviluppo del settore infomation tecnology interno.

Per contrastare questa politica la Microsoft ha avviato la distribuzione di una versione di Windows XP con funzionalità limitate ma a prezzo ridotto in Brasile.[17][18][19]

Francia[modifica | modifica sorgente]

Il parlamento[modifica | modifica sorgente]

L'assemblea nazionale è migrata nel 2007 a Ubuntu Linux [20][21][22]

La gendarmeria[modifica | modifica sorgente]

dicembre 2005: Dopo avere adottato OpenOffice.org, la Gendarmeria francese ha deciso di adottare Firefox e Thunderbird nei suoi uffici[23].

Dopo le buone prestazioni ottenute con i software sopra citati è stato decisa la migrazione dal sistema operativo Windows ad una versione modificata della distribuzione Linux Ubuntu.

La versione sviluppata per la gendarmeria prende il nome di GendBuntu. Entro fine 2015 nel 90% delle postazioni informatiche, utilizzate nelle 4500 stazioni della Gendarmeria, sarà presente il sistema operativo GendBuntu.

Il risparmio stimato sarà di due milioni di euro annui.

http://www.ubuntu.com/products/casestudies/french-national-police-force-saves-2-million-year-ubuntu

Germania[modifica | modifica sorgente]

Comune di Monaco di Baviera[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 2003 il comune di Monaco di Baviera ha annunciato[24] un piano per migrare gradualmente, nell'arco di quattro anni, i propri sistemi informatici da Windows a Linux, tra cui diversi server Windows NT, 14000 PC desktop e 16000 notebook. L'investimento previsto è di 35 milioni di euro.

Le motivazioni della proposta, più che per considerazioni economiche sono state considerazioni sull'accessibilità dei dati ma soprattutto la certezza di potere controllare nel dettaglio i codici sorgente. La proposta ha ricevuto l'approvazione di tutte le forze politiche locali tranne il partito conservatore CSU, che si è dichiarato fermamente contrario. Il progetto ha assunto il nome ufficiale di LiMux.

Intorno alla metà del 2004 il progetto ha subito un brusco arresto in occasione della possibile approvazione da parte del parlamento europeo della normativa sui brevetti software in Europa. I timori sono dettati dai rischi che nel codice del software libero possano essere presenti violazioni di brevetto, e secondo alcuni studi si andrebbe da poche decine a 238, di cui alcuni Microsoft. Per definire meglio la situazione è stata commissionato ad un gruppo di esperti legali, tra cui Bernhard Frohwitter, esperto in proprietà intellettuali, uno studio dell'impatto che la decisione europea avrebbe sul progetto. In seguito ai pareri rassicuranti uniti al sostegno del governo tedesco e alla determinazione degli ideatori, il progetto è quindi ripreso, sebbene con forti ritardi[25][26]. A dicembre 2013 il Comune ha dichiarato di aver teminato completamente la migrazione[27].

Schwäbisch Hall[modifica | modifica sorgente]

Schwäbisch Hall aggiornò le proprie 400 workstations a Linux nel 2002. Le motivazioni principali furono i costi e una maggiore sicurezza data dal software libero.

Russia[modifica | modifica sorgente]

Il governo[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 2003 il ministero russo all'informatizzazione ha stipulato un accordo con IBM per avviare un "Centro di competenza Linux". Enti pubblici, istituzioni educative ed aziende possono testare prodotti, ottenere supporto, consulenza, formazione e certificazione. Speranza del governo è che questa iniziativa permetta alle aziende locali di acquisire conoscenze nel settore e acquisire competitività a livello mondiale[28].

Spagna[modifica | modifica sorgente]

Estremadura[modifica | modifica sorgente]

La regione autonoma dell'Estremadura ha annunciato nel 2012 la migrazione a Linux Debian per i 40.000 computer dell'amministrazione regionale dopo aver adottato già linux per il servizio sanitario pubblico e le scuole[29].

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Lo stato del Massachussetts[modifica | modifica sorgente]

Nell'agosto 2005 lo Stato del Massachusetts ha deliberato di utilizzare software libero per la propria documentazione ufficiale.

Il Massachussetts è stato il primo Stato degli USA ad affrontare la questione dell'utilizzo di formati aperti nei documenti pubblici.

Su annuncio di Eric Kriss, segretario di stato per l'Amministrazione e le Finanze[30], il Massachusetts ha convocato un summit sull'open format summit il 9 giugno 2005. Tra gli intervenuti il Segretario Kriss, il CIO Peter Quinn, e rappresentanti di formati proprietari e aperti.

Il 31 agosto 2005, il Massachusetts ha rilasciato una bozza della sua politica sull'open format che appoggia esplicitamente il formato OASIS OpenDocument a partire dal 2007, il primo Stato a compiere un'azione del genere. L'implicazione per i commercianti di software è che i loro prodotti devono supportare gli open format a partire dal 2007, altrimenti verranno rimossi dalle scrivanie degli impiegati. Microsoft Office, che attualmente[quando?] fornisce la quasi totalità delle applicazioni per ufficio sui computer governativi del Massachusetts, ha risposto sottomettendo la sua tecnologia di formato di documenti, Office Open XML (Extensible Markup Language), all'Ecma International, un ente di standardizzazione. Il formato è co-sponsorizzato da Apple, Barclays Capital, BP, the British Library, Essilor, Intel Corporation, Microsoft, NextPage Inc., Statoil ASA and Toshiba. La prossima versione di Microsoft Office, che arriverà il prossimo anno, salverà i documenti in questo formato.

Peter Quinn ha annunciato le sue dimissioni il 28 dicembre 2005, citando la controversia sorta intorno alla politica dell'open.

Svizzera[modifica | modifica sorgente]

Il governo[modifica | modifica sorgente]

dicembre 2005: 3000 server migrati a Linux[31]

Austria[modifica | modifica sorgente]

Vienna[modifica | modifica sorgente]

Nel 2005 migrò da Microsoft Office 2002 a OpenOffice.org e cambiò i propri server Microsoft Windows 2000 a Gnu/linux

India[modifica | modifica sorgente]

Kerala[modifica | modifica sorgente]

Grazie al progetto IT@School nel Kerala fu adottato software libero e opensource per le scuole

Assam[modifica | modifica sorgente]

Il governo di Assam fece dell'opensource una parte del proprio programma politico

Romania[modifica | modifica sorgente]

Librerie pubbliche[modifica | modifica sorgente]

IOSSPL è un progetto OpeSource usato per le librerie pubbliche.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ CNIPA - Osservatorio Open Source
  2. ^ CNIPA - Osservatorio Open Source - Vetrina
  3. ^ CNIPA - Osservatorio Open Source - ASC - Ambiente di Sviluppo Cooperativo
  4. ^ Disciplina della Rete telematica regionale toscana, softwarelibero.it. URL consultato l'8 maggio 2010.
  5. ^ Legge Regione Umbria, softwarelibero.it. URL consultato l'8 maggio 2010.
  6. ^ Legge Regionale 25 luglio 2006, n. 11, CNIPA. URL consultato l'8 maggio 2010.
  7. ^ Legge regionale 14 novembre 2008, n. 19, Consiglio regionale del Veneto. URL consultato l'8 maggio 2010.
  8. ^ Legge regionale n. 9 del 26 marzo 2009, banca dati leggi regionali del Piemonte. URL consultato l'8 maggio 2010.
  9. ^ Dati pubblici aperti a tutti, il Consiglio approva, Regione Lazio. URL consultato il 16 aprile 2013.
  10. ^ Software libero: la mozione approvata a Firenze
  11. ^ Mozione del Comune di Lodi | Associazione per il Software Libero
  12. ^ Punto informatico, febbraio 2004
  13. ^ Punto informatico
  14. ^ Report: "Risparmio digitale"
  15. ^ Ubuntu equipaggerà i computer della Biblioteca Civica di Fermo, Ubuntu Italia. URL consultato il 16 aprile 2013.
  16. ^ Paper presentato a OSS2005
  17. ^ Microsoft lancia in Brasile una versione semplificata di Windows XP
  18. ^ Articolo su Macity (2003)
  19. ^ Articolo sul sito BBC (2005)
  20. ^ E-LINUX.it:Notizie Linux, Aziende e Business con Linux, Software aziendale per Linux, Aziende Linux in italia
  21. ^ Assemblée nationale : communiqué de presse
  22. ^ Retour d'expérience sur l'utilisation du système Ubuntu GNU-Linux à l'Assemblée Nationale - Enjeux du logiciel libre, standards ouverts et interopérabilité
  23. ^ http://www.linuxvalley.it/news/news.php?IdNews=6673
  24. ^ heise online - Münchener Rathaus-SPD entscheidet sich für Linux [Update]
  25. ^ Punto informatico
  26. ^ Computerwordonline
  27. ^ http://www.cio.co.uk/news/change-management/munich-open-source-completed-successfully/
  28. ^ Punto informatico, ottobre 2003
  29. ^ La Spagna converte 40.000 pc all’open source | HwJournal.net
  30. ^ Executive Office of Administration & Finance - Mass.Gov
  31. ^ Novell Secures Major Enterprise Linux Agreement With Swiss Government

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mariella Berra, Angelo Raffaele Meo, Libertà di software, hardware e conoscenza. 2006. ISBN 8833916464

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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