Adolfo Tino

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Adolfo Tino (Avellino, 1900Milano, 3 dicembre 1978) è stato un banchiere e giornalista italiano.

[modifica] Biografia

Nacque ad Avellino nel 1900. Giornalista, scrisse prima sul Giornale d'Italia. Allontanato, per divergenze con il regime, fonda Rinascita liberale, giudicata da Renzo De Felice "l'unica voce originale e veramente proiettata verso il futuro che ebbe l'antifascismo nell'ultimo squarcio di vita semilegale". A seguito della chiusura di Rinascita liberale interrompe l’attività pubblicistica per dedicarsi all'avvocatura.

Nel periodo fascista il suo studio d'avvocato, a Milano, fu il punto d'incontro dell'antifascismo laico ed azionista. Fu il luogo di ritrovo per Ferruccio Parri, per Raffaele Mattioli, per Riccardo Bauer, per Umberto Zanotti Bianco, per Bruno Visentini e per altri azionisti del capoluogo lombardo.

Agli inizi del 1942 fu insieme a Ugo La Malfa uno degli artefici della nascita del Partito d'Azione. Ugo La Malfa e Tino, infatti, sono gli autori dell'articolo di fondo di presentazione del nuovo partito ("Chi siamo"), nel primo numero dell'Italia libera, uscito clandestinamente tra la fine del 1942 ed il gennaio del 1943. Dopo la caduta del fascismo e l'armistizio dell'8 settembre '43, Tino riparò in Svizzera, a Lugano, per sfuggire all'arresto, da dove continuò la sua attività per il Partito d'Azione e la Resistenza. Dopo lo scioglimento del Partito d’Azione nel 1947, Tino confluì con l'amico La Malfa nel partito repubblicano e poi si ritirò gradualmente a vita privata, interessandosi quasi esclusivamente di finanza e diventando presidente di Mediobanca e mentore di Enrico Cuccia.

Morì a Milano nel 1978.

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