Adenoidi (libro)

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Adenoidi
Autore Daniele Luttazzi
1ª ed. originale 1994
Genere Umorismo, Satira
Sottogenere Narrativa, Giallo, Vignetta, Pulp, Favola, Intervista
Lingua originale italiano

Adenoidi è un libro umoristico scritto da Daniele Luttazzi. Raccoglie testi di monologhi, sketch televisivi racconti e articoli di rivista scritti dal 1988 al 1994.

Il titolo è in riferimento alla prima epurazione dalla tv subita da Luttazzi nel 1989. Le adenoidi sono delle ghiandole linfatiche che quando si infiammavano un tempo venivano asportate; il titolo perciò è una metafora dei monologhi: «quando sono infiammati vengono asportati dalla televisione. Diciamo che Adenoidi è un monologo sulla libertà di espressione»[1].

Nella presentazione sul risvolto interno di copertina, il critico Daniele Brolli scrive: «Sarebbe grave limitare i paragoni possibili a Lenny Bruce o Woody Allen.», «Questo è il libro che Karl Kraus non scrisse e quello che Kurt Vonnegut jr e Mark Leyner dovevano ancora iniziare quando Luttazzi li ha preceduti.»

Aldo Grasso del Corriere della Sera l'ha citato come esempio di «raro acume e amara comicità»[2].

Indice

[modifica] Contenuti

La primissima edizione conteneva anche una parodia di Fernando Pessoa, che venne tolta nelle edizioni successive. Luttazzi disse che voleva farne un libro a parte, espandendo il materiale. Tra gli altri contenuti, troviamo:

[modifica] Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando (1989)

Il libro si apre col monologo di esordio di Luttazzi, Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando, con cui vinse il concorso nazionale per nuovi comici la Zanzara D'Oro nel 1989.

Non mancano battute su politica (come quella sulla nuova tortura pedofila che comportava l'iscrizione al partito socialista —cambiato poi in Forza Italia nelle edizioni successive); per questa battuta la RAI Craxiana del 1989 lo censurò dal programma Fate il vostro gioco); e battute sulla religione: «Mia madre con le sue solite convinzioni religiose. È tuttora convinta che Alberto Lupo sia morto per i nostri peccati».

Come esempio dell'importanza del ritmo e della rapidità nella comicità, è stata talvolta citata la battuta: Mio nonno era un duro. Un vero duro. Sulla sua lapide c'è scritto: «Cazzo guardi?».

[modifica] Parodie di Marzullo (1990)

Nel 1990 Luttazzi venne ingaggiato al programma televisivo Banane di Telemontecarlo, a cui propose una parodia di Gigi Marzullo. Luttazzi faceva l'imitazione non solo di Marzullo, ma anche dei suoi ospiti in tre immaginarie interviste: Hitler, Freud e Gesù. Gli sketch vennero registrati ma non vennero mai mandati in onda.

Il libro contiene i testi delle tre interviste.

In relazione a questa censura Luttazzi ha commentato: «Mi interessa far ridere parlando delle cose, non fare la macchietta. In Italia va molto la macchietta, soprattutto ora che non si può parlare delle cose.»[3]

[modifica] Adenoidi (1993)

Brevissima parodia de "Gli indifferenti" di Alberto Moravia, il cui incipit è: Entrò Carla. Qui Luttazzi inizia (e finisce) questo racconto-flash con la frase: Entrò Carla, ma aveva sbagliato romanzo. E infatti Carla non fa parte di questo racconto ma di quello di Moravia.

[modifica] Daumenlutschen Ausdruckserscheinungen von Entfremdungsgefuehl (Succhiamento del pollice, aspetto espressivo dell'alienazione) (1993)

Parodia di racconto poliziesco, ambientato in «uno dei locali notturni più famosi della riviera di Lectric Combo: lo Strudel Technirama». I personaggi principali sono:

  • Mommomery Clif, avvocato penalista.
  • Eugenio Montale, detto "el Sphinctero Grande", che affida il caso a Clif.
  • Glenda Octoroon, culturista ermafrodito. Allatta Demente, il suo cucciolo di aragosta.

Altri personaggi:

  • Deirdre Knelf, ninfomane amish tossicodipendente da quaalude, segretaria di Clif
  • Spiv Corvine, epistemologo adiadococinetico, investigatore privato, spesso collabora con Clif
  • Rebecca Paneborg, ex moglie di Montale, figlia di Lars Panneborg
  • Lars Panneborg, catechista bisessuale nato a Stoccolma nel 1750, vero inventore del telefono. Si fa ibernare e viene scongelato due secoli dopo.
  • Dervis Valsava, chirurgo milanista ciclotimico affetto dal Morbo di Wilson
  • Murray Spivak, astronomo dilettante trapezzista torero, conduttore del tv-quiz Indovina il mio tumore.

Il racconto poliziesco Daumenlutschen Ausdruckserscheinungen von Entfremdungsgefuehl (1993) è stata la prima opera narrativa italiana a contenere emoticons.[4]

[modifica] Cristo Biodegradabile (1992)

Quattro spot pubblicitari in cui messaggi religiosi si mescolano a spot di automobili, banche, detersivi e trattamenti contro la calvizie.

[modifica] Come ti erudisco il neo-nazi (1991)

Luttazzi analizza e commenta «l'episodio che più di ogni altro ha assunto in sé senso e prospettiva» delle «atrocità che vengono perpetrate a danno dei telespettatori italiani», ovvero una puntata del Maurizio Costanzo Show dedicata al risorgente fenomeno europeo del neonazismo (andata in onda il 5 novembre 1991).

In un'intervista per Il mucchio selvaggio Luttazzi ha così riassunto questo brano:

«Ripenso spesso a un episodio significativo del ’94, di cui parlo nel libro Adenoidi. Maurizio Costanzo invita tre neonazisti tedeschi, responsabili delle percosse a un muratore italiano emigrato in Germania, Vincenzo Carchedi. C’era anche lui sul palco, con Iacoviello di Repubblica, il neodirettore del Tg 5 Mentana, i tre neonazisti e il filosofo francese Levy, ebreo.

A inizio trasmissione, Costanzo dice la famosa frase: “Siamo in democrazia, in democrazia chiunque può parlare”. Dà la parola ai tre neonazisti, perfetti, puliti, sembravano tutti Charlie Sheen. Loro dicono: “Noi crediamo in città pulite dove poter crescere i nostri figli”. Applausi a scena aperta. Immagina: il Parioli che applaude tre neonazisti, e Costanzo che assiste alla scena come se fosse una cosa normale.

Soltanto Levy ha avuto il coraggio di parlare: “Attenzione – disse – è vero che in democrazia tutti possono parlare, ma queste persone hanno idee e bastoni, e hanno bastoni perché hanno certe idee. L'idea neonazista è un'idea violenta che la Storia ha già giudicato. Non può più essere riammessa nell'ambito argomentativo democratico”.

Al tempo Costanzo faceva fare la passerella finale agli ospiti, gli offriva un After Eight durante la puntata. Guardavo la trasmissione e mi chiedevo: e adesso Costanzo che fa? Fa fare la passerella ai neonoazisti? Gli fa ciucciare l'After Eight? Ha evitato entrambe le cose, segno ulteriore che era in malafede. Da quei piccoli fatti, capivi quello che stava montando e arrivando. Adesso, ci siamo. Quando tu, governo, permetti a quelli di Forza Nuova di manifestare per Le Pen o il fascismo, si travisa l'essenza della democrazia. La democrazia consente la parola a tutti coloro che non professano idee violente.»[5]

Questa posizione sul rapporto tra democrazia e idee violente è stata riproposta da Luttazzi in un brano dedicato allo scandalo sulle Caricature di Maometto.[6][7]

[modifica] Se san Marco fosse stato uno sceneggiatore di Beautiful (1992)

Una puntata di Beautiful incentrata sul rapporto conflittuale tra "Gesù" e "Maria Vergine".

[modifica] Wanda (1992)

Monologo incentrato sulla relazione sentimentale con Wanda Vaporub. In esso viene usato, in chiave comica, un verso della poesia somewhere i have never travelled (E. E. Cummings, 1931 [7]): «the voice of your eyes is deeper than all roses» (trad.: la voce dei tuoi occhi è più profonda di tutte le rose). Ciò ribadisce la vicinanza tra la poesia e la comicità, mostrando come si possa passare dall'una all'altra cambiando solamente il modo in cui il testo viene presentato.

[modifica] Commenti

[modifica] Sull'attualità di Adenoidi

In un'intervista in cui gli si chiedeva del riutilizzo del nome nello spettacolo Adenoidi 2003, Luttazzi rispose:

« In genere, ogni sette anni riparto da capo, come Walt Disney con Biancaneve. Le generazioni passano, ci sono ragazzi di 18 anni che, per dire, quattro anni fa non hanno visto Sesso con Luttazzi. Adenoidi l'ho scritto nel ’93, nel momento in cui Berlusconi scendeva in campo. Era la mia storia d'amore con la figlia di Berlusconi. È ancora attualissimo. Mi occupavo di Costanzo, Ferrara, Fede, Sgarbi, Vespa. Sono sempre gli stessi... Berlusconi parla sempre di miracoli, ma il vero miracolo l'ha fatto lui: ha convinto gli italiani che lui e i suoi compari erano la novità. Impressionante. Ex Dc. Ex Psi, ex piduisti... è tornata la banda di Tangentopoli. La Banda Bassotti.[5] »

[modifica] Sugli aspetti tecnici

Nel risvolto di copertina il critico Daniele Brolli sottolinea una tecnica ricorrente nei brani del libro: «basta invertire un fattore, sostituirlo a un altro o operare un piccolo straniamento critico per ottenere la misura dell'ipocrisia con cui assistiamo alla persistenza dell'idiozia della civiltà dello spettacolo.». Questo ad esempio in riferimento a Marzullo che intervista Hitler e Gesù, o ai supereroi dei fumetti che collaborano col Cardinal Martini nel salvare l'universo.

[modifica] Curiosità

La dedica all'inizio del libro dice "È orribile dover sopportare tutto questo, ed essere testimoni dell'entusiasmo frenetico di un pubblico cretino." (Alban Berg, a proposito dei festeggiamenti nazisti per il centenario della nascita di Brahms, 16 maggio 1933)

[modifica] Edizioni

[modifica] Note

  1. ^ Luttazzi, battute libere, intervista del regista Michele Schiavino pubblicata su il Mattino online, 13 marzo 2003 [1]
  2. ^ È la morale tv: meglio rubare che dire parolacce, articolo di Aldo Grasso sul Corriere della Sera del 10 febbraio 2001, p.5 [2]
  3. ^ Daniele Luttazzi, intervistato su Capital Tribune l'11 febbraio 2005 [3]
  4. ^ Daniele Luttazzi, sul suo blog ufficiale [4], 12 ottobre 2005
  5. ^ a b Daniele Luttazzi, intervistato da Andrea Scanzi per il mucchio selvaggio, maggio/settembre 2002 [5]
  6. ^ Daniele Luttazzi, Il diritto di stare zitto - MicroMega - La Primavera n°1, pp. 27-32 [6]
  7. ^ Daniele Luttazzi, Posso non essere d'accordo con te, ma difenderò fino all'ultimo il tuo diritto di stare zitto! - Blog ufficiale, post del 20 febbraio 2006

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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