Adelardo di Bath
Adelardo di Bath, (in latino Adelardus Bathensis) (Bath, 1080 – Bath, 1152), è stato un traduttore, filosofo e matematico britannico.
È conosciuto per le sue traduzioni dall'arabo al latino di varie opere riguardanti astrologia, astronomia, filosofia e matematica, di cui anch'egli scrisse opere originali. Grazie alla sua opera, alcune opere degli antichi scienziati greci sono state reintrodotte in Occidente attraverso la loro traduzione dall'arabo.
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Biografia [modifica]
Adelardo nacque intorno al 1080 a Bath. Inizialmente, studiò al monastero benedettino, dove divenne monaco dell'Ordine di San Benedetto, poi, dal 1100 andò in Francia, a Tours, dove si applicò nelle arti del trivio e del quadrivio. Compì molti viaggi, tra cui Salerno, Siracusa, Grecia, Toledo e Antiochia. Nel 1106 tornò a Bath, ma già l'anno dopo era a Laon, dove insegnò. Dal 1122 si stabilì definitivamente nella città natale. Morì circa nel 1152.
Opere originali [modifica]
Le sue opere originali più importanti sono Quaestiones Naturales (Questioni naturali), De Eodem et Diverso (L'uguale e il differente), e De avibus tractatus (Trattato sugli uccelli, altrove citato come De cura accipitrum o De curis accipitrum[1][2]), conversazioni indirizzate al nipote sotto forma di dialogo o di corrispondenza.
Le Quaestiones Naturales sono una risposta alle domande del nipote su cosa Adelardo avesse imparato dai suoi studi sugli arabi, mentre le altre due opere sono sugli studi su greci e inglesi. In queste opere Adelardo spiega anche le sue teorie originali, a proposito della forma della Terra (che egli sosteneva essere sferica) e di come essa potesse rimanere ferma nello spazio, oppure su quanto una roccia debba cadere prima di fermarsi se un lunghissimo buco fosse scavato sulla crosta terrestre: oggi si parla del baricentro del pianeta.
Teorizzò anche che la materia non può essere distrutta: la teoria è stata sviluppata in seguito con la legge della conservazione della massa. Si occupò anche di pressione atmosferica e del vuoto. Molte delle domande che si pose riflettevano la cultura popolare del suo tempo.
Tra le altre opere, scrisse un breve trattato sull'abaco (Regulae abaci), uno sull'astrolabio e gli è anche attribuito un manuale di chiromanzia, il Chiromantia parva.
Traduzioni [modifica]
Tradusse le tavole astronomiche di al-Khwārizmī e l'Introduzione all'Astrologia di Abū Ma'shar. Una delle sue opere più conosciute è gli Elementi di Euclide, dall'arabo al latino, che divenne il testo più autorevole nelle scuole di matematica europee. L'edizione del 1482 curata da Giovanni Campano è debitrice di quella di Adelardo.
Note [modifica]
- ^ Adriaan Ernst Hugo Swaen, De cura accipitrum. A mediaeval latin treatise by Adelard of Bath, Amsterdam, 1937
- ^ Entry Adelard of Bath, De cura accipitrum [Adelard CA]dalla Middle English Compendium HyperBibliography dell'Università del Michigan
Bibliografia [modifica]
- (EN) - Charles Burnett (a cura di). Adelard of Bath, Conversations with His Nephew. Cambridge, Cambridge University Press, 1999. ISBN 0-521-39471-6
- (EN) - Charles Burnett. Adelard of Bath: an English scientist and Arabist of the early twelfth century. Warburg Institute, University of London, 1987.
- (EN) - Louise Cochrane. Adelard of Bath: The First English Scientist. London: British Museum Press. paperback, 1995. ISBN 0-7141-1748-X
- (EN) - Charles Homer Haskins. "Adelard of Bath,"pp. 20-42 in Id., Studies in the History of Medieval Science. Cambridge (Massachusetts): Harvard University Press, 1927.
- (EN) - Lynn Thorndike. A History of Magic and Experimental Science: During the First Thirteen Centuries of Our Era, Volume II. Columbia University Press, New York and London, 1923. pp. 19-49. ISBN 0-231-08795-0
Collegamenti esterni [modifica]
Controllo di autorità VIAF: 88125901 LCCN: n84218229