Adelaide d'Angiò

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Adelaide d'Angiò (942 circa[1]Avignone, 29 maggio 1026[2]) per matrimonio fu contessa di Gévaudan, Forez, Tolosa, Provenza e contessa di Borgogna.. Fu anche regina d'Aquitania come consorte di Luigi V di Francia, ma non fu mai regina di Francia perché il loro matrimonio fu annullato prima che egli cingesse la corona francese. Durante l'infanzia di due dei propri figli agì da reggente nel Gévaudan e a Tolosa.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Era figlia del Conte d'Angiò e poi, conte di Nantes e duca di Bretagna, Folco II e di Gerberga (secondo lo storico Maurice Chaume era figlia del Visconte Goffredo d'Orleans), infatti secondo il Cartulaire de l'abbaye de Saint-Chaffre du Monastier et Chronique de Saint-Pierre du Puy', era la sorella del conte d'Angiò, Goffredo detto Grisegonelle[3][4] (figlio di Folco II secondo la Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou[5]). Folco II d'Angiò era figlio del conte d'Angiò, Folco il Rosso[6]e di Rosalia di Loches, figlia di Garnier (Warnerius), signore di Loches.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I numerosi matrimoni di Adelaide, ben cinque, aumentarono il potere e il prestigio degli angioni[7], il movimento verso l'alto della sua famiglia fu tale che, a tre generazioni dalla nascita di Ingelger, capostipite degli angioni, Adelaide era riuscita a sposarsi entro le famiglie più nobili e più antiche della Francia occidentale[7].

Il primo marito di Adelaide fu Etienne de Brioude, conte di Gévaudan e Forez, nell'Aquitania orientale[4], ella doveva essere attorno ai quindici anni, ed era la sua seconda moglie[8], mentre lui doveva essere di parecchio più vecchio[9], nonostante questo ebbero tre figli che sopravvissero fino all'età adulta. Il matrimonio, avvenuto prima del 960 è confermato dal Cartulaire de l'abbaye de Saint-Chaffre du Monastier et Chronique de Saint-Pierre du Puy'[10]. Adelaide rimase vedova attorno al 970[2] ed agì come reggente per i figli Guillaume, Pons e Bertrand[11] governando entrambe le contee mentre i figli imparavano a governare le proprietà paterne. Nel 975 uno dei figli morì lasciando ad Adelaide anche il compito di allevare il nipote[11].
Nello stesso anno il fratello di Adelaide, Guido, venne nominato Vescovo di Le-Puy fra l'opposizione dei nobili locali, egli richiese l'intervento della sorella, ella rispose inviando un'armata e la contesa si concluse con la cosiddetta Pace di Dio[11].

Sempre nel 975 ella si sposò con Raimondo IVI, conte di Tolosa; questo matrimonio è confermato dalle Richeri Historiarum[12]che fu assassinato, tre anni dopo, lasciandola vedova, con due figli piccoli.

Nel 982, a Vieux-Brioude, Haute-Loire, si sposò con il figlio del re dei Franchi occidentali, Lotario IV, l'erede al trono, Luigi[12]. In quello stesso giorno[2], i due, sempre secondo le Richeri Historiarum furono incoronati re e regina d'Aquitania dai vescovi[13], tra cui Guido, il fratello vescovo di Adelaide[9]; il matrimonio tuttavia durò poco perché già due anni dopo i due, incapaci di vivere pacificamente insieme, divorziarono[13], anche per la differenza di età (nell'Ex Libro de Otiis Imperialibus vengono definiti: Ludovicus, qui adhuc puer Blanchiam duxit uxorem[14]) giacché Luigi aveva circa quindici anni ed Adelaide circa quaranta[9] ed avevano costumi ed interessi diversi[13]. Secondo il monaco cluniacense e cronista, Rodolfo il Glabro fu Adelaide che stanca del marito, Luigi, lo convinse a seguirla in Aquitania, dove lo abbandonò, riunendosi ai suoi familiari[15].

Poco dopo, tra il 984 ed il 986, Adelaide, contro il volere del papa, Giovanni XV (almeno sino alla morte di Luigi V, avvenuta, nel 987, causa avvelenamento, secondo il Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d´Anjou[16]), contrasse il suo quarto matrimonio con Guglielmo I di Provenza come viene confermato nel Chronica de Gesta Consulum Andegavorum[17] e nel Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus 9[18], Questo matrimonio fece un grande scalpore, come riportato dalle Richeri Historiarum[19]. Adelaide, dopo aver dato tre figli a Guglielmo, rimase nuovamente vedova, nel 993, poco dopo che suo marito si era ritirato in monastero per divenire monaco presso Avignone[4].
Dopo la morte del marito Adelaide fece alcune donazioni all'abbazia di Saint-Victor de Marseille, come risulta dai documenti del Cartulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille: nº 653, nel 1003[20], n 15, nel 1005[21] e nº 630, nel 1018[22], ed infine controfirmò la nº 225, nel 1024[23].

Nel 1010 Roberto II di Francia si recò a Roma insieme a Oddone II di Blois per assicurarsi l'annullamento delle proprie nozze con Costanza d'Arles una delle figlie che Adelaide aveva avuto da Guglielmo. Papa Sergio IV era tuttavia amico degli angioni e per questo sostenne il matrimonio patrocinando anche le contese che Adelaide stava avendo per mantenere il controllo sulle terre dell'Abbazia di Montmajour. Queste terre erano state donate da Guglielmo ad Adelaide ed erano state precedentemente donate a lui da uno dei fratelli, Boso. La disputa sorta fra i parenti in merito all'abbazia condusse il pontefice a minacciare tutti di scomunica se essi non avessero ritirato le loro pretese lasciandole ad Adelaide[24]. La minaccia ebbe effetto, Adelaide le conservò e continuò ad agire come reggente per i figli avuti da Guglielmo.

L'ultimo matrimonio Adelaide lo contrasse, verso il 1015, con Ottone I Guglielmo di Borgogna (962 – 21 settembre 1026), a cui non diede figli[4]. In questo periodo Adelaide vene citata in alcuni documenti del Cartulaire de Saint-Vincent de Mâcon, il n° CCCCLXXI[25] e il n° CCCCXC[26].
Adelaide premorì al marito, il 29 di maggio di quello stesso anno (1026), secondo gli Obituaires de Lyon II, Prieuré Saint-Pierre de Mâcon[2], approssimativamente attorno agli ottantacinque anni; ella probabilmente morì ad Avignone perché la sua morte è registrata da un monaco che viveva in un'abbazia nelle vicinanze[2], venendo infine sepolta nei pressi di Arles all'Abbazia di Montmajour[2], luogo di tradizionale sepoltura per i conti di Provenza.

Matrimoni e i figli[modifica | modifica sorgente]

Tra il 955 ed il 960 Adelaide si sposò con Stéphane, conte di Gévaudan e Forez e gli diede tre figli[8]:

  • Pons, conte di Gévaudan e Forez che morì dopo il 26 febbraio 1011 (citato nel Cartulaire de l'abbaye de Saint-Chaffre du Monastier et Chronique de Saint-Pierre du Puy'[3])
  • Bertrand, conte di Gévaudan (citato nel Cartulaire de l'abbaye de Saint-Chaffre du Monastier et Chronique de Saint-Pierre du Puy'[3])
  • Humberge (o Ermengarda), che sposò il conte d'Alvernia, Guglielmo IV

Verso il 975 si sposò, in seconde nozze, con Raimondo IV, conte di Tolosa, che morì nel 978 e i due ebbero 2 figli[27]:

  • Guglielmo Tagliaferro (ca. 975-1037), conte di Tolosa, conte di Nîmes e d'Albì
  • Letgarda, ricordata come sorellastra da Conte di Gévaudan, Ponzio, figlio di Stefano di Brioude[27].

Suo terzo marito fu Luigi V di Francia che sposò nel 982, il matrimonio fu sterile e finì con un annullamento nel 984, due anni prima che Luigi diventasse effettivamente re di Francia.

Suo quarto marito fu Guglielmo I di Provenza a cui diede tre figlie:

Al suo quinto marito, Ottone I Guglielmo di Borgogna non diede figli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) #ES Genealogy : Casato d'Angiò - Adelaide dit Alix dit Blanche
  2. ^ a b c d e f (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Conti d'Angiò - ADELAIS [Blanche d'Anjou]
  3. ^ a b c (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-Chaffre du Monastier et Chronique de Saint-Pierre du Puy, Chronicon Sancti Petri Aniciensis, paragrafo CCCCXII pagine 151 e 152
  4. ^ a b c d Detlev Schwennicke, Europäische Stammtafeln: Stammtafeln zur Geschichte der Europäischen Staaten, Neue Folge, Band III Teilband 1 (Verlag von J. A. Stargardt, Marburg, Germany, 1984)
  5. ^ (LA) Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, pagina 75
  6. ^ (LA) Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, pagina 67
  7. ^ a b Constance Brittain Bouchard, Those of My Blood: Constructing Noble Families in Medieval Francia (University of Pennsylvania Press, Philadelphia, 2001)
  8. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà tolosana - ETIENNE de Brioude
  9. ^ a b c Bernard S. Bachrach, Fulk Nerra the Neo-Roman Consul, 987-1040 (University of California Press, 1993),
  10. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-Chaffre du Monastier et Chronique de Saint-Pierre du Puy, Cartularium S. Theofredi, paragrafo CXLIV pagina 70
  11. ^ a b c Jerome Kroll, Bernard S. Bachrach, Medieval Dynastic Decisions: Evolutionary Biology and Historical Explanation, The Journal of Interdisciplinary History,, Vol. 21, No. 1 (Summer, 1990),
  12. ^ a b (LA) Richeri Historiarum libro III, paragrafo 92, pagina 120
  13. ^ a b c (LA) Richeri Historiarum libro III, paragrafo 94, pagina 121
  14. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptires, tomus IX, Ex Libro de Otiis Imperialibus, pagina 45
  15. ^ (LA) Rodulfi Glabri Historiarum Libri Quinque, liber I, caput III, pagine 617 e 618
  16. ^ (LA) Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d´Anjou, anno 986, pagina 382
  17. ^ a b (LA) Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, pagina 110
  18. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus IX, Hugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus 9, anno 996 pagina 385 e note
  19. ^ (LA) Richeri Historiarum libro III, paragrafo 95, pagina 121
  20. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille, Tome I, nº 653, pag. 645
  21. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille, Tome I, nº 15, pag. 18
  22. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille, Tome I, nº 630, pag. 626
  23. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille, Tome I, nº 225, pag. 252
  24. ^ F de Marin de Carranrais, L'Abbaye de Montmajour. Ètude historique, etc. (Marseille,, 1877)
  25. ^ (LA) Cartulaire de Saint-Vincent de Mâcon n° CCCCLXXI, pag. 271
  26. ^ (LA) Cartulaire de Saint-Vincent de Mâcon n° CCCCXC, pagg. 284 e 285
  27. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Conti di Tolosa - RAYMOND de Toulouse
  28. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores,tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1013 pagina 780

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]