Adelaide Ristori
Adelaide Ristori (Cividale del Friuli, 29 gennaio 1822 – Roma, 9 ottobre 1906) è stata un'attrice teatrale italiana.
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[modifica] Biografia
Attrice tragica molto nota, con numerosi successi di pubblico[1]. Figlia d'arte, parente di Francesco Augusto Bon, Luigi Bellotti Bon e Laura Bon, e capace di recitare perfettamente in inglese e in francese, riscosse notevoli successi anche all'estero, ricevendo anche elogi da Cavour, che le scrisse[2]:
| « Se ne serva di questa sua autorità a pro della nostra Patria, ed io applaudirò in Lei non solo la prima artista d'Europa, ma il più efficace nostro cooperante nei negozi diplomatici. » |
La Ristori compì spesso azioni di propaganda, ad esempio nei teatri in cui si esibiva, in terra italiana ma ancora sotto il dominio asburgico o borbonico. Regolarmente, i suoi spettacoli venivano interrotti dalla polizia, poiché la Ristori, già nota per i suoi sentimenti patriottici, dal palcoscenico lanciava slogan a favore dell'Italia e di Vittorio Emanuele II.
Nel 1847 sposò il marchese Giuliano Capranica del Grillo, dal quale ebbe 4 figli; il matrimonio suscitò scandalo, poiché a quei tempi gli attori e le attrici erano considerati esseri umani al margine della società. Divenuta molto benestante, una rarità per le compagnie teatrali dell'epoca abituate a guadagnarsi con fatica il pane quotidiano, possedeva un lussuoso vagone ferroviario personale con cui si spostava tra Parigi, Londra e gli Stati Uniti. Nel 1885 si ritirò dal teatro e in seguito, rimasta vedova nel 1892, passò il resto della vita occupandosi di assistenza ai bisognosi. Scrisse Ricordi e Studi artistici.
Alla sua memoria sono stati intitolati il teatro di Cividale del Friuli ed una tranquilla ed elegante via di Roma, nel quartiere dei Parioli, nelle vicinanze dell'ultima abitazione in cui visse prima di morire. Anche la città di Bologna le ha intitolato una via,nel quartiere San Donato. Il 7 febbraio 1856 la conclusa ristrutturazione del teatro Valle a Verona viene inaugurata con "Maria Stuarda" di Schiller, protagonista la celebre attrice, che ottiene un tale successo da essere ricordata con l’intitolazione dell'edificio. Caduto in abbandono dalla seconda metà del Novecento, è stato nuovamente restaurato e riaperto, con prima serata il 14 gennaio 2012.
[modifica] Costume
La progettazione dei suoi abiti era affidata a pittori mentre il confezionamento a sartorie. Abbiamo molte fonti per quanto riguarda il costume dell'attrice, conserviamo tutt'ora molte lettere scritte da lei a colleghi e sartorie. Molte di queste, come molti dei vestiti, sono conservati nel Museo dell'attore di Genova. Porterà un cambiamento la Ristori riguardante il costume. Sarà infatti ella stessa a dedicarsi alla scelta di questi per gli interpreti della rappresentazione. Curerà lei i dettagli e sosterrà lei le spese al posto dell'attore. Tipico dell'epoca era infatti commissionare all'attore il compito di comprarsi e curarsi il vestito, troppe volte questo pesava molto economicamente nelle tasche degli interpreti. La Ristori utilizzerà il costume come suo personale biglietto da visita. Consulterà vari musei, documentazioni, chiederà la collaborazione dei più famosi pittori. Acquisterà molti abiti dal sarto più famoso e importante di Parigi, ovvero Worth.
[modifica] Maria Antonietta
Debutterà in prima assoluta a New York il 2 ottobre 1867. Il pubblico a cui era destinato lo spettacolo non comprendeva il testo perché appunto in italiano o in francese, così si decise di basare lo spettacolo su un'esteticità visiva, più precisamente sui costumi. Ad ogni atto gli attori cambiavano i costumi. Le scene per lo spettacolo erano commissionate al più importante laboratorio dei teatri lirici, ovvero il teatro San Carlo di Napoli. Il rumore per i costumi della Maria Antonietta fu tale che l'imperatrice Eugenia ottenne di vederli prima che fossero chiusi nelle ceste (contenitori del corredo) questo fu sfruttato in senso promozionale. Gli abiti di questa rappresentazione avevano più uno stile ottocentesco che rococò.
[modifica] Note
- ^ "Intelligente, colta, magistralmente padrona delle scene, Adelaide Ristori fu una stella di prima grandezza del teatro mondiale e fu idolatrata dal pubblico"; Giorgio Batini, op. cit., pag 118.
- ^ Gaetano Mantellini, Memoirs and Artistic Studies of Adelaide Ristori, New York, Doubleday, 1907, p. VII.
[modifica] Bibliografia
- Giorgio Batini, Album di Pisa, Firenze, La Nazione, 1972.
- Loretta Fasano, Adelaide Ristori. Una cividalese ambasciatrice dell'arte nel mondo, San Giovanni al Natisone (UD), Le marasche, 1994.
- Teresa Viziano, Il palcoscenico di Adelaide Ristori, Roma, Bulzoni, 2000. ISBN 8883195108
- Liliana Naldini: Adelaide Ristori. La marchesa del Grillo, un'attrice del risorgimento, Alzani, Turin 2000, ISBN 88-8170-137-5
- Paola Bignami: Storia del costume teatrale Carocci
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Adelaide Ristori
[modifica] Collegamenti esterni
- Profilo biografico
- Scheda a cura del Civico Museo Biblioteca dell'Attore del Teatro Stabile di Genova
- Il libro di scena della compagnia della Ristori, redatto dal fratello Cesare
- Festival di prosa, musica, danza, poesia, arti visive e marionette, organizzato dalla città di Cividale del Friuli, durante il quale viene assegnato un "Premio Adelaide Ristori" alla migliore attrice della manifestazione.
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