Addio alle armi (film 1932)

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Addio alle armi
Poster - A Farewell to Arms (1932) 01.jpg
La locandina del film
Titolo originale A Farewell to Arms
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1932
Durata 80 min

89 min (versione originale USA)

Colore B/N
Audio Mono (Western Electric Noiseless Recording)
Rapporto 1.37 : 1
Genere sentimentale, guerra, drammatico
Regia Frank Borzage

Jean Negulesco (regista seconda unità, non accreditato)

Soggetto dal romanzo di Ernest Hemingway e dal lavoro teatrale di Laurence Stallings
Sceneggiatura Oliver H.P. Garrett e Benjamin Glazer
Produttore Edward A. Blatt e Benjamin Glazer (associati, non accreditati)
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia Charles Lang
Montaggio Otho Lovering, George Nichols Jr.
Effetti speciali Farciot Edouart
Musiche Nat W. Finston, Herman Hand, W. Franke Harling, Bernhard Kaun, John Leipold, Paul Marquardt, Ralph Rainger, Milan Roder, Abner Silver, Richard Wagner, Allie Wrubel
Scenografia Roland Anderson e Hans Dreier (non accreditati)
Costumi Travis Banton
Interpreti e personaggi

Addio alle armi (A Farewell to Arms) è un film del 1932 diretto da Frank Borzage, tratto dal romanzo omonimo di Ernest Hemingway.

L'amore fra il tenente dell'esercito americano Frederic e la crocerossina inglese Catherine sboccia durante la prima guerra mondiale sul fronte del Piave. Lui, autista di ambulanze, la mette incinta, lei scappa in Svizzera e lui pur di raggiungerla diserta. Finale tragico e romantico al tempo stesso.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'ex studente di architettura Frederic Henry si è arruolato nell'esercito per andare a combattere durante la prima guerra mondiale. Ora è tenente, addetto al servizio delle ambulanze e passa il tempo insieme al suo compagno, il capitano Rinaldi, facendo bisboccia e andando a caccia di donne.

Una scena del film

Durante una delle sue uscite, Frederic conosce Catherine Barkley, un'infermiera inglese il cui fidanzato è rimasto ucciso in guerra. Pur se anche Rinaldi aveva fatto la corte alla ragazza, il capitano si ritira quando si accorge che l'amico è seriamente innamorato di lei. Ferito, Frederic viene mandato in ospedale a Milano, dove lo raggiunge Catherine, che Rinaldi ha provveduto a inviare lì per servizio. I due innamorati passano un periodo idilliaco, dove il loro amore viene consacrato da una cerimonia religiosa ufficiosa, compiuta da un sacerdote nella stanza d'ospedale.

Ben presto, però, Frederic viene rimandato a fronte dove aspetta notizie dall'amata. Ma le lettere che i due si scambiano vengono censurate da Rinaldi, preoccupato che l'amico non faccia qualche colpo di testa. Catherine, infatti, è rimasta incinta e, per portare a termine la gravidanza lontano dalla guerra, è riparata in Svizzera dove aspetta a Brissago che la raggiunga Frederic. Quest'ultimo, preoccupato per il silenzio di Catherine, confida la sua pena all'amico sacerdote. Un giorno, non potendo più aspettare, diserta e attraversa l'Italia per arrivare al nord, dove cerca notizie della donna. Rivede Rinaldi che si offre di scrivere un rapporto dove la diserzione di Frederic viene tenuta nascosta e gli viene attribuita una missione, ma Frederic rifiuta e gli chiede, invece, di dirgli dove si trovi Catherine. Rinaldi finisce per cedere e Frederic, a bordo di un'imbarcazione messagli a disposizione dal proprietario dell'albergo, attraversa il lago per raggiungere Brissago. Qui, Catherine, smunta e patita per la lunga attesa che l'ha fatta soffrire, mette al mondo un bambino che nasce morto. Anche lei muore, passando i suoi ultimi istanti tra le braccia di Frederic, mentre intorno a loro la gente festeggia rumorosamente l'armistizio e la fine della guerra.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dalla Paramount Pictures.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla Paramount Pictures, il film uscì nelle sale cinematografiche statunitensi l'8 dicembre 1932. Nel 1933, il film fu distribuito in Messico (28 marzo), Paesi Bassi (19 maggio), Argentina (5 luglio), Finlandia (13 agosto), Danimarca (9 ottobre), Portogallo (16 ottobre)[1].

Censura[modifica | modifica wikitesto]

La censura non gradiva talune situazioni presentate dal romanzo, considerate pericolose per la morale dell'epoca, come ad esempio l'unione senza matrimonio fra il tenente e l'infermiera, o la diserzione dall'esercito, così come un certo antimilitarismo sottinteso nell'opera letteraria da cui il film è tratto.

Ciò costrinse Borzage ad alcune modifiche rispetto al soggetto originario. La diserzione e la ritirata di Caporetto, ad esempio, vengono glissate in un confuso turbillon di immagini di guerra e di dolore, ma senza alcuna spiegazione.[2]

Oltre ad altri dettagli, anche il finale è stato modificato rispetto al testo originario, con un taglio più romantico.

Adattamenti e remake[modifica | modifica wikitesto]

Tratto dal famoso romanzo omonimo di Hemingway, di cui è il primo adattamento cinematografico, vanta almeno due noti remake Addio alle armi del 1957 a firma Charles Vidor ed Amare per sempre del 1996 di Richard Attenborough.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IMDb release info
  2. ^ Nonostante ciò, il film, come del resto anche il romanzo da cui è tratto, fu vietato in Italia sotto il fascismo (Dizionario dei film 1998, a cura di Paolo Mereghetti. Milano, Baldini&Castoldi, 1997. p. 26. ISBN 8880891952).

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