Adalberto Minucci

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sen. Adalberto Minucci
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Adalberto Minucci.jpg
Luogo nascita Magliano in Toscana
Data nascita 4 marzo 1932
Luogo morte Roma
Data morte 21 settembre 2012
Titolo di studio Laurea in medicina
Professione Giornalista
Partito PDS
Legislatura XI
Gruppo Partito Democratico della Sinistra
Pagina istituzionale
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Legislatura IX, X
Gruppo Comunista
Collegio Siena
Pagina istituzionale

Adalberto Minucci (Magliano in Toscana, 4 marzo 1932Roma, 21 settembre 2012) è stato un giornalista e politico italiano.

Nel 1950 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, di cui sarebbe divenuto segretario comunale, provinciale e regionale, seppur per pochi mesi. Si trasferì così a Torino nel 1955, all'indomani della sconcertante sconfitta subìta dalla Fiom alle elezioni delle Commissioni interne indette tra i lavoratori della FIAT dello stabilimento di Mirafiori, dove divennero preziose per il suo partito e la rappresentanza sindacale dell'epoca le sue inchieste riportate da cronista, per capire meglio la nuova realtà di fabbrica[1].

Nel corso della sua carriera giornalistica poi, ha diretto per vari anni la redazione piemontese de l'Unità ed è stato il responsabile del PCI torinese negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta. Rimase in Piemonte sino agli anni ottanta, assumendo progressivamente ruoli di prim'ordine nel partito fino a diventare responsabile nella dirigenza della segreteria regionale.

Inoltre nel 1975 e nel 1983, fu tra gli artefici e tessitore nella coalizione di governo del centrosinistra in Piemonte, che portò il socialista Aldo Viglione alla guida della presidenza della giunta regionale. Membro della direzione nazionale comunista per vent'anni, è stato direttore di Rinascita e ha fatto parte della segreteria del PCI durante la segreteria di Enrico Berlinguer. Responsabile dell'informazione del partito, proprio a causa di questa sua importante carica si è recentemente scoperto che egli fu spiato negli anni Ottanta dai servizi segreti del SISDE.[2]

È stato eletto per due legislature alla Camera dei deputati (nel 1983 e 1987) e per una al Senato della Repubblica nel 1992 nelle liste del Partito Democratico della Sinistra. Negli ultimi anni, ha fatto parte della direzione nazionale del Partito dei Comunisti Italiani, e scriveva per La Rinascita della sinistra che è il giornale dello stesso partito. È stato anche direttore di Left. Malato da molto tempo, il 21 settembre 2012 muore ad ottant'anni nella sua abitazione romana dove viveva.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Il grattacielo nel deserto, con Saverio Vertone, Roma, Editori Riuniti, 1960.
  • Torino e la sua classe operaia per un nuovo tipo di sviluppo e per una svolta democratica del paese. Rapporto al XIV Congresso Provinciale della Federazione torinese del PCI, Torino, Gruppo Editoriale Piemontese, 1972.
  • Scienza e organizzazione del lavoro. Introduzione generale al convegno di studi promosso dall'Istituto Gramsci. Torino, 8-9-10 giugno 1973, con Giovanni Berlinguer, Torino, Gruppo Editoriale Piemontese, 1973.
  • Terrorismo e crisi italiana, intervista di Jochen Kreimer, Roma, Editori Riuniti, 1978.
  • I comunisti e l'ultimo capitalismo. Un'analisi nuova e provocatoria delle società industriali, che supera gli schemi del leninismo per riproporre in una moderna chiave di classe la prospettiva del superamento dei sistemi capitalistici, Roma, Newton Compton, 1989.
  • L'ultima sfida. Crisi della democrazia e crisi dei comunisti italiani, Siena, Sisifo, 1992.
  • La sinistra da Craxi a Berlusconi. Come colmare il vuoto lasciato dal PCI nella democrazia italiana, Roma, Sisifo, 1995. ISBN 88-86059-09-4.
  • Sinistra senza classi, Roma, Editori Riuniti, 1997. ISBN 88-359-4185-7.
  • Comunismo: illusione e realtà, Roma, Editori Riuniti, 2006. ISBN 88-359-5755-9.
  • La crisi generale tra economia e politica. Una previsione di Marx e la realtà di oggi, Roma, Voland, 2008. ISBN 978-88-624-3017-3.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Addio ad Adalberto Minucci, il berlingueriano storico - esserecomunisti.it
  2. ^ Il SISDE spiava Berlinguer - la Repubblica del 6 ottobre 1995

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]