Acrisio

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Acrisio (in greco Ἀκρίσιος, -ίου, in latino Ācrĭsĭus, -ĭi) è un personaggio della mitologia greca, figlio di Abante e Aglaia.

Ebbe una forte rivalità col fratello gemello Preto, che emerse fin dall'infanzia: il motivo del contendere era l'eredità del padre. La lotta durò a lungo, fino a quando Preto non venne sopraffatto, ed Acrisio poté salire al trono della città di Argo.

Secondo il mito[1], dal matrimonio con Euridice nacque Danae, ma un oracolo predisse che sarebbe morto per mano del figlio di sua figlia. Per evitare rischi, rinchiuse Danae in un appartamento sotterraneo, o forse in una torre di bronzo, ma Zeus se ne innamorò e vi si introdusse sotto forma di pioggia d'oro. Dalla loro unione nacque Perseo, che Acrisio fece rinchiudere con la madre in una cassa poi abbandonata in mare.

Nonostante i molti ostacoli, Perseo e Danae riuscirono a tornare a casa, approdando sull'isola di Serifo. Acrisio, appena apprese la notizia, abbandonò la città, rifugiandosi a Larissa. Infine ciò che era stato predetto si avverò: Perseo fu chiamato a Larissa per partecipare a dei giochi funebri e lanciando il disco, colpì involontariamente Acrisio, che era tra gli spettatori. Il re morì dopo alcuni giorni.

Secondo un altro mito, Acrisio morì pietrificato per aver involontariamente guardato la testa della Medusa, portata dal nipote come trofeo dopo la sconfitta delle Gorgoni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sofocle, Antigone, 944

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Classica, TEA, 1994, ISBN 8878195391
  • Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori [agosto 1924], luglio 1940.

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