Acquedotto di Eupalino

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Coordinate: 37°41′38.4″N 26°55′48″E / 37.694°N 26.93°E37.694; 26.93

Acquedotto di Eupalino
Ευπαλίνειο όρυγμα
Interno dell'acquedotto di Eupalino, in uno dei punti più larghi
Interno dell'acquedotto di Eupalino, in uno dei punti più larghi
Civiltà Antica Grecia
Utilizzo Acquedotto
Epoca VI secolo a.C. (utilizzato per circa 1 millennio)
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Unità periferica Samo
Scavi
Data scoperta 1882-1884
Amministrazione
Visitabile Si

L'acquedotto o tunnel di Eupalino (in greco antico Ευπαλίνειο όρυγμα, traslitterato in Eupalìneio òrygma) è una galleria di 1036 m di lunghezza che si trova nell'isola di Samo, in Grecia, costruito nel VI secolo a. C. con funzioni di acquedotto. È la seconda galleria storicamente nota che sia stata scavata da entrambe le estremità (in greco antico αμφίστομον, amphistomon, "che ha due aperture"), e la prima che sia stata fatta con un approccio basato sulla geometria.[1] Oggi è una popolare attrazione turistica.

Quadro storico[modifica | modifica wikitesto]

Il segnale alla fine della parte di galleria aperta al pubblico

Nel VI secolo a.C. Samo era sotto il potere del famoso tiranno Policrate. Durante il suo dominio, due squadre, che lavoravano sotto la direzione dell'architetto Eupalino di Megara, scavarono una galleria attraverso il monte Kastro costruendo un acquedotto per rifornire l'antica capitale dell'isola di Samo (ora chiamata Pythagoreion) con l'acqua corrente. Si trattava di un'opera di difesa di estrema importanza, poiché il fatto che l'acquedotto fosse sotterraneo non poteva essere facilmente individuato da un nemico che avrebbe altrimenti potuto tagliarlo e interrompere l'afflusso d'acqua.

L'acquedotto di Eupalino fu utilizzato per un migliaio di anni, come dimostrato dalle evidenze archeologiche. Fu riscoperto nel 1882-1884 e oggi è aperto ai visitatori.

Il testo di Erodoto[modifica | modifica wikitesto]

L'acquedotto di Eupalino, è citato da Erodoto, senza il cui testo non sarebbe stato scoperto:

« E a proposito dei Sami ho parlato più a lungo, perché hanno tre opere che sono superiori a quelle di tutte le altre fatte da Greci: prima un passaggio che inizia dal basso e aperto alle due estremità, scavato in una montagna per non meno di un centinaio e cinquanta orgyie in altezza ; la lunghezza del passaggio è di sette stadi e l'altezza e la larghezza sono entrambe di otto piedi, e attraverso l'intera galleria è stato scavato un altro passaggio di venti cubiti in profondità e tre piedi in larghezza, attraverso il quale passa l'acqua e arriva con tubazioni nella città, presa da un'abbondante fonte: il progettista di quest'opera era di Megara, Eupalino, figlio di Naustrofo. Questa è una delle tre..... »
(Erodoto, Storie 3.60)

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La galleria captava l'acqua da una sorgente interna, che era stata coperta e quindi nascosta ai nemici. Un canale sotterraneo, con pozzetti di ispezione periodica, si snoda lungo la collina fino alla bocca settentrionale del tunnel. Un canale simile, nascosto e sepolti appena sotto la superficie del terreno, conduce dall'uscita meridionale verso est, nella città di Pythagoreion.

Nella montagna stessa, l'acqua scorreva, dentro tubature, in un canale separato a diversi metri sotto il canale di accesso umano, collegato da passaggi verticali o da trincee.

La metà meridionale della galleria è stata scavata con una dimensione maggiore di quella settentrionale, che a tratti è larga appena per essere attraversata con difficoltà da una persona, ed ha un tetto a capanna fatto di lastre di pietra, per prevenire frane. La metà meridionale, al contrario, beneficia di essere scavata attraverso uno strato di roccia più stabile.


Tecniche di rilevamento[modifica | modifica wikitesto]

Il metodo utilizzato da Eupalino per permettere ai due gruppi di incontrarsi nel mezzo della montagna è documentata da Hermann J. Kienast e altri ricercatori. Nel pianificare lo scavo, Eupalino usò principi di geometria che sono oramai ben noti, e che furono codificati da Euclide secoli più tardi. Con una lunghezza di 1.036 metri, l'acquedotto sotterraneo di Eupalino è famoso oggi come uno dei capolavori di ingegneria antica.

Eupalino era consapevole che errori nella misurazione avrebbe potuto fargli perdere il punto d'incontro delle due squadre, sia orizzontalmente che verticalmente. Ha quindi utilizzato le seguenti tecniche:

Nel piano orizzontale[modifica | modifica wikitesto]

Dal momento che due linee parallele non si incontrano, Eupalino sapeva che un errore di oltre due metri in orizzontale (la sezione era di circa 1,8 per 1,8 m), gli avrebbe fatto mancare il punto d'incontro. Dopo aver calcolato la posizione prevista del punto di incontro, cambiò la direzione di entrambe le gallerie, come mostrato nel disegno (una a sinistra e l'altro a destra), garantendo così un punto di passaggio, diversamente che se le gallerie fossero state parallele e distanti.

Sezione orizzontale del progetto di Eupalino

Nel piano verticale[modifica | modifica wikitesto]

Allo stesso modo, c'era una possibilità di deviazioni in senso verticale, anche se le sue misure furono abbastanza accurate; Kienast riporta una differenza nell'apertura verticale dei tunnel di soli quattro centimetri. Tuttavia per Eupalino era impossibile correre rischi. Aumentò le possibilità dei due tunnel di incontrarsi, aumentando l'altezza di due gallerie. Nella galleria settentrionale mantenne il pavimento orizzontale e aumentò l'altezza del soffitto, mentre nel tunnel meridionale, mantenne il tetto orizzontale e aumentò l'altezza modificando il livello del pavimento. Le sue precauzioni in senso verticale si rivelarono non necessarie, dato che le misurazioni mostrano che non c'era praticamente stato alcun errore.

Sezione verticale del progetto di Eupalino

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La più antica galleria conosciuta in cui due squadre siano avanzate contemporaneamente è il tunnel di Ezechia a Gerusalemme, portato a termine verso il 700 a.C. Questo è stato costruito mantenendosi vicino al carsismo della zona, in modo tale che gli scavatori potessero indirizzarsi reciprocamente ascoltando il rumore dell'altra squadra. Amos Frumkin e Aryeh Shimron, Tunnel engineering in the Iron Age: Geoarchaeology of the Siloam Tunnel, Jerusalem in Journal of Archaeological Science, vol. 33, nº 2, 2006, pp. 227–237, DOI:10.1016/j.jas.2005.07.018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfred Burns, The Tunnel of Eupalinus and the Tunnel Problem of Hero of Alexandria in Isis, vol. 62, nº 2, 1971, pp. 172–185, JSTOR 229240.
  • B. L. Van der Waerden, Eupalinos and His Tunnel in Isis, vol. 59, nº 1, 1968, pp. 82–83, JSTOR 227855.
  • Harry B. Evans, Review of Hermann Kienast, Die Wasserleitung des Eupalinos auf Samos in American Journal of Archaeology, vol. 103, nº 1, 1999, pp. 149–150.
  • Hermann J. Kienast, Die Wasserleitung des Eupalinos auf Samos (Samos XIX.), Bonn, Rudolph Habelt, 1995, ISBN 3-7749-2713-8.
  • June Goodfield e Stephen Toulmin, How Was the Tunnel of Eupalinus Aligned? in Isis, vol. 56, nº 1, 1965, pp. 46–55, JSTOR 228457.
  • Tom M. Apostol, The Tunnel of Samos in Engineering and Science, vol. 1, 2004, pp. 30–40.
  • The Aqueduct of Eupalinos on Samos, Hermann J Kienast, Ministry of Culture Archaeological Receipts Fund, Athens, 2005. ISBN 960-214-424-6

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