Acquedotto del Fiora

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L'acquedotto del Fiora è un'infrastruttura interregionale di approvvigionamento idrico, gestita dall'omonima azienda, che approvvigiona una vasta area a cavallo tra la Toscana meridionale e il Lazio settentrionale. Permette il rifornimento d'acqua potabile all'intera provincia di Grosseto, alla parte centro-meridionale della provincia di Siena e alla porzione nord-occidentale di quella di Viterbo, per uso agricolo, domestico e industriale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'acquedotto del Fiora fu costruito a partire dagli anni trenta del secolo scorso, contemporaneamente all'aumento demografico che si verificò soprattutto nelle aree pianeggianti costiere della provincia di Grosseto. Lo scopo dell'infrastruttura era, infatti, quello di portare grosse quantità d'acqua dall'area montana dell'Amiata (che da sempre ne è ricchissima) verso la pianura e la fascia costiera.

Con la riforma agraria che seguì la completa bonifica della Maremma e l'eliminazione del rischio malaria legato alla presenza della zanzara anofele, le aree pianeggianti conobbero, a partire dal dopoguerra, un ulteriore ed esponenziale incremento demografico, grazie all'arrivo di numerosi immigrati, provenienti soprattutto dall'Italia nord-orientale - Veneto in primis - (attività agricole) ma anche dall'Abruzzo e dalla Sardegna (pastorizia). La richiesta d'acqua aumentava sempre più con il passare del tempo, rendendo necessario, pertanto, un continuo implemento e sviluppo della nuova infrastruttura acquedottifera.

Inoltre, il boom del turismo estivo verso le località costiere, che si è verificato negli ultimi decenni, ha richiesto ulteriori interventi per evitare razionamenti e carenze d'acqua, specialmente nei siccitosi, che ha portato alla creazione di numerosi invasi, sia nelle aree collinari che pianeggianti.

Situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

L'acquedotto attinge dalle numerosi sorgenti d'acqua di cui è ricco il cono vulcanico del Monte Amiata e prende la denominazione dal corso d'acqua principale che origina dall'area di questo massiccio montuoso; a valle, viene ulteriormente alimentato da alcuni invasi artificiali di raccolta di acqua piovana.

Nel periodo primaverile ed estivo, proprio quando gli invasi artificiali della pianura sono spesso vuoti a causa della scarsità di precipitazioni che interessano la Maremma grossetana e laziale, l'infrastruttura deve far fronte ad una maggiore domanda di acqua dovuta sia alle attività agricole che alle numerose presenze turistiche nell'intera zona.

Per limitare i rischi di possibili razionamenti idrici, è stato recentemente aperto l'impianto di dissalazione all'Isola del Giglio (gestito dall'omonima azienda) e sono allo studio progetti per la realizzazione di nuovi dissalatori anche lungo la fascia costiera continentale, in modo da poter risolvere definitivamente i problemi legati al rifornimento idrico e ai ricorrenti periodi di siccità che hanno determinato una condizione di aridità strutturale sia nella pianura maremmana che sulle isole dell'Arcipelago Toscano.
Negli ultimi anni, inoltre, è in corso un'intensa attività di manutenzione per rinnovare le condutture in modo da limitare il più possibile la percentuale di acqua che viene persa durante il percorso.
Attualmente, l'infrastruttura è il più grande acquedotto della Toscana e uno dei maggiori, sia dell'Italia centrale che dell'intero territorio nazionale italiano. Dal 1º gennaio 2002 l'azienda Acquedotto del Fiora S.p.A. è gestore unico, in Toscana, dell'ATO n. 6 Ombrone, ai sensi della legge 36/1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito ufficiale dell'Acquedotto del Fiora S.p.A.