Acquaviva (famiglia)

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Stemma degli Acquaviva fino al 1481

Gli Acquaviva sono stati una famiglia nobile italiana, conti di San Flaviano (di Giulia dal 1481) e duchi di Atri, poi anche conti di Conversano e Nardò, per un ramo, e conti e poi principi di Caserta per l'altro.

La loro famiglia derivava da un ramo che aveva origine in Germania, dai duchi di Baviera e che, disceso in Italia nel X secolo, aveva acquisito possedimenti nelle Marche e in Abruzzo. Nel 1239 Andrea di Acquaviva fu giustiziere di Terra d'Otranto al servizio di Federico II del Sacro Romano Impero, in breve la famiglia divenne una delle maggiori casate del regno di Napoli insieme ai Sanseverino, ai D'Aquino, ai Ruffo, ai Del Balzo, ai Piccolomini e ai Celano.

Indice

[modifica] Rami della famiglia

Rami principali della famiglia Acquaviva d'Aragona

[modifica] Dal Ducato di Atri e contea di San Flaviano alla contea di Conversano e ducato di Nardò

Giulio Antonio Acquaviva poi d'Aragona (+ assedio di Otranto 7 febbraio 1481), 7º Duca di Atri, 7º Conte di San Flaviano poi Giulianova, Signore di Forcella, Roseto, Padula ecc. dal 1462, 1º Duca di Teramo dal 1464, Patrizio Napoletano; Cavaliere dell’Ordine dell’Ermellino, Generale contro i Turchi in Puglia, subì la confisca di Atri e San Flaviano che furono restituiti il 30-4-1469; assunse il cognome Acquaviva d’Aragona con Privilegio del Re di Napoli del 30 aprile 1479. Sposò nel 1456 Caterina Orsini del Balzo, figlia naturale del Principe di Taranto Giovanni Antonio del Balzo Orsini, Contessa di Conversano, Signora di Turi, Noci, Castellana, Casamassima, Bitetto e Gioia del Colle.

Figlio di Giulio Antonio, Belisario Acquaviva (*1464; + di peste, Napoli 24 luglio 1528, sepolto nella chiesa di Sant’Antonio da Padova in un bellissimo monumento funebre a Nardò), 14º Conte di Conversano e Casamassima 1495/1496, rinuncia; 1º Conte di Nardò dal 12 marzo 1497, per concessione del Re di Napoli dopo la confisca ai del Balzo. Insignito del titolo di Marchese dal re Federico I di Napoli dopo la battaglia del Garigliano, condottiero al servizio del Re di Napoli e dell’Imperatore Carlo V. Sposò Sveva Sanseverino, figlia di don Gerolamo, 2º Principe di Bisignano.

Dopo di lui la Contea di Conversano passò al fratello Andrea Matteo III e poi al nipote Giannantonio Donato (+ 1554), quindi a Giangirolamo I (1521-1592), 17º conte e da questi ad Adriano (+ 1607) ed a Giulio Antonio I, 19º conte. Quest'ultimo, sposando Caterina Acquaviva D'Aragona (duchessa di Nardò), riunì i due rami di Conversano e Nardò nel figlio Giangirolamo II.

Giovanni Bernardino era figlio di Belisario I; morì durante un'incursione turca a Nardò 25 agosto 1541 e ivi sepolto. 2º Duca di Nardò dal 1528, Patrizio Napoletano; condottiero al servizio dell’Imperatore Carlo V.

Francesco (+ 1559), figlio di Giovanni Bernardino, 3º Duca di Nardò dal 1559, Patrizio Napoletano; Preside in Otranto, Barletta, Gallipoli e Taranto e comandante di cavalleria spagnola.

Giovanni Bernardino II (+ 1596), figlio di Francesco, 4º duca di Nardò.

Belisario II (+ 1619), figlio di Giovanni Bernardino II, 5º duca di Nardò.

Caterina, figlia di Belisario II, 6º duchessa di Nardò, sposò nel 1598 Giulio Antonio Acquaviva 19º conte di Conversano, unendo le due linee di successione Acquaviva d'Aragona eredi di Belisario.

Giangirolamo II (detto il Guercio di Puglia), era figlio del conte di Conversano Giulio Antonio I d'Aragona, e di Caterina ( duchessa di Nardò): unificò le due linee di discendenza della famiglia. Successe al padre nel 1626 e mantenne il suo ruolo di signore fino al 1665, anno della sua morte. Sposato con la contessa Isabella Filomarino dei principi della Rocca fu il 20º conte di Conversano ed il 7º duca di Nardò.

Riunione dei rami di Conversano e Nardò in Giangirolamo II

[modifica] La contea di Caserta

Andrea Matteo Acquaviva III (1458-1529), figlio di Giulio Antonio, 8º Duca d'Atri, conte di San Flaviano, titolo mutato, su sua richiesta e con il beneplacito regio, in quello di conte di Giulia (dal 1481) e 15º conte di Conversano (dal 1496), uno dei feudatari più ricchi del regno, sposò nel 1509 Caterina Della Ratta. Da questa data a Caserta gli Acquaviva succedettero ai Della Ratta, che l'avevano tenuto dal 1310. Andrea Matteo succedeva, nel matrimonio, a Cesare d'Aragona, figlio naturale del re di Napoli, morto in esilio nel 1504.

Andrea Matteo Acquaviva era un uomo colto e raffinato, uomo d'armi e di lettere e seppe abilmente guadagnarsi la contea facendo sposare suo nipote, Giulio Antonio Acquaviva II, con la pronipote della contessa di Caserta, Anna Gambacorta. Il ricco periodo è visibile nei resti del castello di Casertavecchia che venne rinforzato e arricchito di una nuova cinta muraria e di diverse torri.

Dopo alcune vicende il feudo passò nelle mani del secondogenito di Anna Gambacorta, Baldassarre Acquaviva, che fu un condottiero al servizio di Carlo V e di Filippo II. In quel periodo la città entrava in crisi sia spirituale, con la forte presenza di focolai riformisti vicino al luteranesimo, sia perché la vecchia città perdeva importanza a vantaggio di quella presente ai piedi dei monti Tifatini, che era chiamata la Torre, oggi diventato nucleo della città di Caserta.

Claudio Acquaviva (Atri, 14 settembre 1543Roma, 31 gennaio 1615) fu un religioso italiano appartenente alla Compagnia di Gesù, di cui fu il quinto Preposito Generale (dal 1581 alla morte). Portò a compimento la redazione della Ratio Studiorum, l'insieme delle regole didattiche e pedagogiche per i collegi gesuiti.

Il periodo di maggiore sviluppo del villaggio presso la torre arrivò con i successori di Baldassarre: Giulio Antonio Acquaviva II che venne nominato principe nel 1544.

Andrea Matteo Acquaviva IV (1594-1634). Sotto il suo principato vennero costruite e ampliate a Caserta diverse opere che formarono il nucleo di costruzioni borboniche nei secoli successivi come il Palazzo al boschetto, ricco di affreschi di Belisario Corenzio, il palazzo del Belvedere, sul cui nucleo nacque poi la regia colonia di San Leucio ed il Palazzo Acquaviva, l'attuale prefettura, che venne ampliato e arricchito con un bel giardino sulla cui struttura venne costruito poi il parco della Reggia di Caserta. Inoltre, egli va ricordato per la sua forte politica tesa a sostegno della Chiesa per cui incentivò a Caserta la presenza di diversi ordini monastici, contribuendo alla costruzione dei conventi con ampie elargizioni, come per i Padri Minimi per la Chiesa di San Francesco di Paola.

Egli lasciò unica erede la figlia Anna Acquaviva che aveva sposato Francesco Gaetani di Sermoneta la cui famiglia governò lo stato di Caserta fino al momento della costruzione della Reggia.

Giovan Girolamo Acquaviva (Atri, 1679Roma, 14 agosto 1709) è stato uno statista e poeta italiano, XIV Duca di Atri e Grande di Spagna.

[modifica] Arma

Stemma degli Acquaviva dopo l'assunzione dell'appellativo "d'Aragona"

D'oro, al leone rampante d'azzurro lampassato di rosso; nel 1477 il re Ferdinando I di Napoli (1458 - 1493) concesse agli Acquaviva di aggiungere al proprio nome l'appellativo "d'Aragona" e, pertanto, l'arme fu inquartata con le insegne della casa regnante.

[modifica] Bibliografia

  • Atti del sesto convegno gli Acquaviva D'Aragona duchi di Atri e conti di S. Flaviano, 3 volumi, Teramo, Centro Abruzzese di ricerche storiche, 1985-1989;
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