Aconzio

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Aconzio (in greco Ἀκόντιος, -ου, in latino Ăcontĭus, -i) è un personaggio della mitologia greca, generalmente accompagnato a Cidippe.

Proveniente da Ceo, durante un viaggio a Delo in occasione delle celebrazioni dedicate ad Artemide, s'infatua di Cidippe, sacerdotessa presso il tempio della dea.

Come racconta Callimaco all'interno degli Aitia, Aconzio, straordinariamente colpito dalla bellezza della giovane, escogita un sistema particolare per farla sua sposa. Presa una mela, vi scrive sopra: "giuro per il santuario di Artemide di sposare Cidippe " e la invia alla fanciulla.

Ella legge ad alta voce la frase, senza tuttavia accorgersi di compiere un giuramento solenne nel tempio della dea. Cidippe viene tre volte promessa in sposa dal padre ad altri uomini ma ogni volta il matrimonio non può essere celebrato per una misteriosa malattia che la colpisce. Una volta venuta a conoscenza, tramite un Oracolo, del fatto che la dea Atena ha impedito tali matrimoni a causa del voto, il padre della sposa decide di prendere Aconzio come genero. Il mito viene riproposto anche nelle Eroidi di Ovidio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Callimaco, Aitia, framm. 67 e 75
  • Ovidio, Heroides, 20, 21
  • Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Classica, TEA, 1994, ISBN 8878195391
  • Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori [agosto 1924], luglio 1940.
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