Acmone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nella mitologia greca, Acmone era il nome di diversi personaggi, fra cui:

Acmone, il terzo dei Dattili[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione più antica, testimoniata da uno scolio al primo libro di Apollonio Rodio, i Dattili erano tre: Celmis, Damnameneo e Acmone. Il nome di quest'ultimo significa, in greco antico, "l'incudine".

Acmone, uno dei Cercopi[modifica | modifica wikitesto]

Acmone (conosciuto anche come Euribato o Triballo o Aclemone o Atlanto o Atlante), figlio di Oceano e Tia, era insieme al fratello gemello Passalo uno dei più grandi imbroglioni, ladri e impostori della mitologia greca [1].

Un giorno, mentre Eracle, che si trovava in Lidia al servizio della regina Onfale[2], si riposava, gli sottrassero le armi. Al suo risveglio scoprì l'accaduto e, vinti i due briganti, li legò alle estremità di due aste e li mise a testa in giù dietro la schiena. Durante la loro infanzia la madre gli profetizzò che un uomo di nome Melampigo (sedere nero) li avrebbe un giorno vinti; Eracle, la cui pelle di leone scopriva i glutei, aveva il sedere abbronzato, e quando i Cercopi se ne accorsero scoppiarono a ridere. Quando Eracle chiese il motivo di tanta ilarità la risposta lo divertì tanto che lasciò liberi i fratelli.

Secondo un'altra versione del mito, seppure avvertiti dalla madre di prestare attenzione al prode Eracle, da lei chiamato con il curioso soprannome di "Sedere bruciacchiato", essi, trasformatisi in mosconi, davano fastidio ronzando ogni notte vicino al letto dell’eroe, rapinandolo. Una notte, Eracle li fece prigionieri e li diede ad Onfale come schiavi, oppure li uccise, oppure li liberò perché divertito dai loro scherzi [3].

In seguito, Zeus, infuriato perché avevano tentato di ingannarlo, li avrebbe trasformati in scimmie, deportandoli nell'isola di Pitecusa (in greco, "scimmia"), che da loro prenderebbe il nome[4].

Credenze legate ai Cercopi[modifica | modifica wikitesto]

I Cercopi erano anche gnomi che turbavano i sogni: per scacciarli, si doveva invocare l’aiuto di Eracle. In seguito, vengono raffigurati come cercopitechi, come indica il loro stesso nome. Del resto, se ne trovano in abbondanza a Gibilterra, un luogo fortemente legato al mito di Eracle, poiché vicino, appunto, alle cosiddette colonne di Ercole.

Pitecusa, invece, è probabilmente il nome delle isole di Ischia e di Procida: qui non si sono mai viste scimmie simili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Suidas, s. vv.; Schol. ad Lucian. Alex. 4; Tzetz. Chil. v. 75.
  2. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, II, 6.3
  3. ^ Tzetz. ad Lycoph. 91
  4. ^ Ovidio, Metamorfosi, XIV, 92; Pomp. Mela, ii. 7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia moderna[modifica | modifica wikitesto]

mitologia greca Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca