Achille e Giovanni Judica Cordiglia

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Riproduzione della Vostok 1 (1961), Musée de l'air et de l'espace, Le Bourget (Francia).

I fratelli Achille Judica Cordiglia (Paderno Dugnano, 9 settembre 1933) e Giovanni Battista Judica Cordiglia (Erba, 1939) sono due appassionati di telecomunicazioni degli anni sessanta, famosi per essere riusciti ad ascoltare i segnali provenienti dai primi satelliti, sia sovietici che americani, fra i quali lo Sputnik 1, lo Sputnik 2 (quello della cagnetta Laika) e l'Explorer 1.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1959 i due fratelli crearono a Torino una rete televisiva via cavo, di nome TCH - TV Tele Club, che però poche settimane dopo dovettero chiudere a causa degli studi universitari. Achille è laureato in medicina all'Università degli Studi di Torino dove si è specializzato in cardiologia e nel 1967 si è ulteriormente specializzato in medicina aeronautica e spaziale a Roma. Giovanni Battista, invece, sin dagli anni cinquanta è appassionato di telecomunicazioni, audio e fotografia. Collaboratore e divulgatore scientifico oltre che documentarista, è inoltre perito fonico e fotografico presso il Tribunale di Torino. Nel 1969 e nel 1973, su incarico dell'Arcivescovo Michele Pellegrino, ha effettuato numerose fotografie della Sindone di Torino, per la prima volta in scala e a colori. Ha effettuato numerose perizie giudiziarie in processi, tra i quali il sequestro Sgarella, il caso SME-Ariosto e il sequestro Melis.

L'attività di radioascolto[modifica | modifica sorgente]

In un primo momento utilizzarono le loro riceventi dalla loro casa, ma poi riadattarono un vecchio bunker, da loro rinominato Torre Bert, come sede del loro "centro di ascolto spaziale". Le loro imprese suscitarono molto clamore sulla stampa generalista del tempo, fino a fargli ottenere un invito ad una trasmissione televisiva condotta da Mike Bongiorno, che fruttò loro in premio una gita alla sede della NASA, realizzando il loro sogno di appassionati.

Tra le molte registrazioni ve ne sono alcune molto suggestive che i fratelli ipotizzano possano essere relative a voli umani effettuati dai Sovietici ben prima del volo di Yuri Gagarin, voli non annunciati pubblicamente dai media dell'ex-URSS e conclusisi però in modo tragico con la perdita dell'equipaggio.

Le registrazioni infatti contengono quelli che potrebbero essere gli ultimi rantoli di cosmonauti morenti o i loro disperati appelli prima della morte (il titolo di un loro libro "...Questo il mondo non lo saprà..."[1] si riferisce proprio alle parole contenute in una di queste registrazioni).

In particolare, la prima di queste registrazioni risalirebbe al novembre 1960, la seconda al febbraio 1961.

Di queste presunte missioni umane pre-Gagarin l'Unione Sovietica non ha mai confermato l'esistenza; il programma in italiano di Radio Mosca a quel tempo si preoccupò di smentire le conclusioni dei fratelli mentre qualche giornale di regime definì i fratelli "banditi" a causa delle loro insinuazioni.

Teoria dei cosmonauti perduti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cosmonauti perduti.

A seguito delle intercettazioni si creò un movimento di persone che sostiene l'esistenza di un certo numero di "cosmonauti perduti", morti nello spazio prima e dopo Gagarin, che il regime dell'ex-URSS non abbia voluto rivelare, nell'ottica di propaganda mediatica all'epoca della Guerra Fredda. Altri però sostengono l'inattendibilità di questa teoria basandosi sul fatto che molti altri radioamatori europei che pure erano all'ascolto negli stessi periodi non abbiano confermato gli ascolti eseguiti dagli Judica Cordiglia riferibili ai cosmonauti perduti (ad eccezione di un altro radioamatore italiano, Mario Del Rosario). Costoro però ignorano le numerose conferme date anche dall'osservatorio tedesco di Bochum, che allora era diretto dal Prof. Kaminski. Tuttavia lo svedese Sven Grahn, ingegnere ed esperto di comunicazioni radio, ha espresso dubbi sull'origine spaziale di tali intercettazioni, avanzando l'ipotesi che in alcuni casi potrebbe trattarsi di trasmissioni terra-terra o trasmissioni da aerei in volo.[2]. Anche l'astronomo britannico sir Bernard Lovell, direttore dell'Osservatorio Jodrell Bank (che era in grado di captare i segnali di satelliti e capsule spaziali), si è dichiarato scettico sull'esistenza di voli spaziali umani prima di Gagarin[3].

Dopo la caduta del regime sovietico e la successiva apertura al pubblico degli archivi dell'Agenzia Spaziale Russa, non si è trovata alcuna traccia di voli spaziali umani prima di Gagarin.[4] Un curatore di un sito internet dedicato agli ipotetici cosmonauti perduti però ritiene che sulla vicenda esistano documenti ancora segreti.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Achille e G. Battista Judica Cordiglia. ...questo il mondo non lo saprà.... Torino, Minerva Medica, 2007. ISBN 8877115750.
  2. ^ a b Focus Storia n. 16, ottobre-novembre 2007,Cosmonauti perduti
  3. ^ James Oberg, Phantom Cosmonauts
  4. ^ Le Stelle, n. 57, dicembre 2007, Cosmonauti perduti, nota di Luciano Anselmo (ricercatore ISTI/CNR)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]