Achille Pinelli

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San Bartolomeo dei Bergamaschi in Piazza Colonna

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Achille Pinelli (Roma, 1809Napoli, 5 settembre 1841) è stato un pittore italiano. Figlio del più famoso Bartolomeo e di Mariangela Gatti, seguì il padre nella sua arte sia pur compiendone una rielaborazione volta a superare la retorica e la pomposità paterna verso un più semplice tratto tra l'aneddotica e la satira.

Ha lasciato circa duecento acquerelli dipinti tra il 1826 e il 1835, conservati al Museo di Roma, che riproducono le facciate di altrettante chiese di Roma, alcune delle quali sono oggi abbattute. Liliana Barroero e Daniela Gallavotti Cavallero così li descrivono: "... rimangono utile documento iconografico per edifici scomparsi o successivamente modificati, e per la puntigliosa descrizione dei costumi quotidiani della Roma dei primi decenni dell'Ottocento: processioni di «sacconi», cortei di condannati a morte, venditori ambulanti, frati, monache, gendarmi, borghesi, giochi di bambini, mendicanti animano una città popolaresca e popolosa..." Ma non si limitò a riportare come in una fotografia, che proprio in quegli anni si andava sviluppando (tra il 1819 e il 1827) quando Nicéphore Nièpce scattò la prima foto al mondo nelle campagne di Châlon-sur-Saône, le facciate di queste chiese, ma come un vignettista moderno ne popolò la piazza o la via antistante con scene popolari.

Figure forse più abbozzate rispetto alla cura che metteva Bartolomeo nelle sue incisioni, ma che comunque documentano l'epoca che fu quella di Gregorio XVI. In un certo senso Achille Pinelli dipinse lo stesso «popolino» di Giuseppe Gioachino Belli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Ceccarelli (Ceccarius), Achille Pinelli, Roma, Paolo Cremonese ed., 1931.
  • Achille Pinelli, Le chiese di Roma negli acquerelli di Achille Pinelli a cura di Bruno Brizzi, testi di Liliana Barroero, Daniela Gallavotti Cavallero, Roma, Colombo, 1985.
  • La Roma di Achille Pinelli. Acquerelli 1832-1835 a cura e con un saggio introduttivo di Maria Elisa Tittoni, Roma, Gangemi, 2007.

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