Achille Compagnoni

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Achille Compagnoni in vetta al K2 nel 1954

Achille Compagnoni (Santa Caterina Valfurva, 26 settembre 1914Aosta, 13 maggio 2009) è stato un alpinista italiano.

Indice

[modifica] La vita e le imprese

Originario di Santa Caterina Valfurva, condusse vita militare per 18 anni nel 5º Reggimento alpini.[1] Ancora in epoca prebellica si distinse nello sci nordico, vincendo anche una coppa Dolomiti[2] e divenendo maestro di sci. La sua attività alpinistica si sviluppò dapprima in Valfurva, poi nella zona del Cervino, ove si era trasferito dal 1934.[3] Nel corso della sua carriera salì la Gran Becca per quasi cento volte.[2]

La sua attività fu tale da guadagnargli, nel 1953, la convocazione di Ardito Desio per far parte della spedizione italiana che nel 1954 avrebbe tentato la salita al K2, la seconda montagna più alta del mondo. Superate le selezioni preliminari, Compagnoni partì per il Karakorum, ove ebbe funzione di braccio destro ed assistente del capo spedizione Desio. Il 31 luglio 1954, insieme a Lino Lacedelli, vinse la vetta del K2. In quell'occasione riportò il congelamento di alcune dita delle mani; ciò gli causò un lungo ricovero al rientro dalla spedizione.[4]

Tornato in patria, Compagnoni ebbe a ridire con il Club Alpino Italiano in merito alla proprietà delle riprese effettuate in vetta al K2 e successivamente utilizzate per il film Italia K2, documentario ufficiale della spedizione; vi fu anche una causa legale.[5] Negli anni successivi, comunque, fu molto attivo nel propagandare il film Italia K2 presso le scuole pubbliche e presso le sezioni del CAI.[6]

Il congelamento alle estremità patito sul K2 comportò severi limiti alla sua successiva carriera alpinistica, la quale fu necessariamente poco più che modesta. Proseguì comunque nelle sue attività di guida alpina a Valtournanche e di albergatore a Cervinia.

In ambito cinematografico, Compagnoni interpretò nel 1959 il ruolo del cappellano militare nel film di Mario Monicelli La grande guerra. L'anno successivo ebbe di nuovo un cameo nel film di Luigi Comencini Tutti a casa, dove interpreta un partigiano.[7]

Morì la notte del 13 maggio 2009 all'ospedale di Aosta dopo un ricovero di alcuni giorni.[8][9]

[modifica] La spedizione al K2

Ormai è acclarato che la vetta fu scalata con l'utilizzo dell'ossigeno fino alla cima. Infatti, nonostante la relazione ufficiale di Ardito Desio sostenga che la vetta venne raggiunta, almeno nell'ultimo tratto di percorso, ossia da quota 8.400 m in su, senza ossigeno, la pubblicazione della prima foto scattata in vetta al K2 (in seguito non più pubblicata per molti anni) sull'annuario svizzero "Berge der Welt" del 1955 mostra che le maschere dell'ossigeno erano state utilizzate da Compagnoni e Lacedelli fino in vetta e l'ossigeno non era quindi finito 200 m prima, come sosteneva la versione ufficiale dell'epoca[10]. Compagnoni aveva difatti sostenuto che Walter Bonatti - per quanto privo di maschera - avesse parzialmente esaurito l'ossigeno respirandolo durante il bivacco all'addiaccio nei pressi del nono campo.

D'altronde risultava poco credibile, confrontando gli orari e le quote fornite dai primi due scalatori, che la progressione con l'ossigeno fosse avvenuta coprendo un dislivello medio 31 metri all'ora (tra le quote 8100 m e 8400 m) mentre quella compiuta nelle ultime due ore di salita (tra le quote 8400 m e 8616 m), senza l'ausilio dell'ossigeno, fosse avvenuta alla "prodigiosa" velocità di 100 metri di dislivello all'ora, ossia tre volte più velocemente (e per giunta a un'altitudine superiore e con un peso inutile di 19 kg - il basto con le bombole dell'ossigeno vuote - sulla schiena). Ne nacque una polemica nota come caso K2 che venne finalmente chiarita dal CAI nel 2004.

Fu infatti nel 2004 che il Club Alpino Italiano, a seguito delle risultanze della propria Commissione d’Inchiesta, fece autocritica e riconobbe ufficialmente la versione di Bonatti come l'unica vera e attendibile relativamente alla vicenda del K2 [11], pubblicando poi, nell'aprile 2008, la relazione conclusiva della Commissione d'Inchiesta del CAI.[12][13] Autocritica che, nel dicembre 2008, giunse anche dalla Società Geografica Italiana e che mise così la parola fine alla vicenda risalente al 1954, chiarendo il ruolo di Walter Bonatti nel raggiungimento della vetta. Ciò avvenne con grande onestà intellettuale, considerato che si trattava dell'ambiente che tradizionalmente era stato quello più vicino a Desio[14]: di certo l'ossigeno non terminò prima di raggiungere la vetta, né Bonatti impiegò l'ossigeno destinato a Compagnoni e Lacedelli, che in compenso gli negarono aiuto lasciandolo a passare la notte all'addiaccio a una quota e a temperature impossibili.

[modifica] Citazioni

« Come già sopra evidenziato, l'impresa di Compagnoni e Lacedelli fu già di per sé straordinaria anche in tale nuova versione storico-critica: essa verrebbe sminuita qualora venisse eroicizzata con racconti di arbitraria immaginarietà (rendendo, tra l'altro, tale versione inaccettabile nello scenario della cultura alpinistica internazionale verso la quale il CAI ha da curare responsabilmente una sua rilevante autorità: quanto mai inopportuno sarebbe avallare o lasciar credere versioni che implicano, in maniera più o meno ambigua, un raggiungimento della vetta del K2 senza ossigeno, quale si è qui più sopra dimostrato del tutto inaccettabile dal punto di vista critico-storico). »
(pag. 62 di F. Maraini, A. Monticone, L. Zanzi (i "tre saggi" nominati dal CAI): K2 Una storia finita. 141 pp, Priuli&Verlucca Ed., Scarmagno (TO), dicembre 2007)
« Se n'è andato Achille Compagnoni. Aveva 94 anni, un posto nella storia dell'alpinismo e dell'Italia, forse uno zaino di rimorsi. Tra qualche tempo, passata l'emozione dell'addio, anche i pochi che fino all'ultimo ne hanno difeso la memoria cominceranno a smontarme la figura. Nella vicenda romanzesca dell'assalto alle grandi montagne, che come un western ha avuto bisogno di figure immediatamente riconoscibili, lui rimarrà per sempre il cattivo. »
(Leonardo Bizzaro in La Repubblica, 13.05.2009)
« Era una guida alpina e maestro di sci, un signore che la montagna la viveva per passione e per lavoro. Fino in fondo. Certo la bega con Bonatti non fu una bella pagina, ma a maggior ragione ora, è bene annoverarla tra le debolezze e le tristi cocciutaggini che l'umana specie a volte riesce e far emergere, ancor più delle più belle montagne dalla pianura. »
(Agostino Da Polenza in Montagna.tv, 13.05.2009)

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 2 giugno 2003. Di iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri.[15]
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Tempra eccezionale di alpinista, dopo aver profuso, durante la spedizione italiana al Karakorum- K2 nel 1954, le sue forze nella durissima scalata dello sperone Abruzzi del K2, e predisposto l'attacco finale, si slanciava con mirabile ardimento e sprezzo del pericolo, alla conquista della vetta inviolata. Superati i rischi e sacrifici di ogni sorta, pur avendo esaurito le riserve di ossigeno, traeva ancora dalle altissime qualità del suo forte animo l'energia sufficiente per giungere a piantare sulla seconda cima del mondo il tricolore d'Italia. Luminoso esempio delle più alte virtù di nostra gente.»
— Karakorum - K2, 1954 [16]

[modifica] Note

  1. ^ Intervista ad Achille Compagnoni (PDF)
  2. ^ a b Morto a 94 anni. Compagnoni e K2, una polemica durata 55 anni su Il Giornale del 14 maggio 2009 (consultabile online)
  3. ^ "Non aveva una carriera alpinistica sfolgorante, Compagnoni, prima del K2. Qualche salita in Valfurva, luogo d'origine, poco di più attorno al Cervino, ai cui piedi si trasferì nel 1934, dopo aver prestato in Val d'Aosta il servizio militare." (Leonardo Bizzaro in La Repubblica, 13.05.2009)
  4. ^ Lino Lacedelli - Giovanni Cenacchi, K2 - Il prezzo della conquista, Mondadori, Milano, 2004, ISBN 88-04-55847-4
  5. ^ Archivio del Corriere della Sera
  6. ^ Fonte: Encarta
  7. ^ Achille Compagnoni su imdb.com
  8. ^ Fonte: La Repubblica, 13.05.2009, "È morto Achille Compagnoni, con Lacedelli conquistò il K2"
  9. ^ montagna.tv - Aosta, muore Achille Compagnoni
  10. ^ Le foto in vetta al K2: la prova della maschera
  11. ^ K2: esito della Commissione d'Inchiesta del CAI (2004)
  12. ^ F. Maraini, A. Monticone, L. Zanzi: K2. Una storia finita. 140 pp, Priuli&Verlucca Ed., Scarmagno (TO), 2008. ISBN 978-88-8068-391-9
  13. ^ Scheda del libro K2. Una storia finita
  14. ^ Fonte: La repubblica, 16.12.2008, Impresa K2: Bonatti aveva ragione
  15. ^ Cavaliere di gran croce dell'ordine al merito della Repubblica Italiana Achille Compagnoni
  16. ^ Medaglia d'oro al valor civile Achille Compagnoni

[modifica] Bibliografia

  • 1958 - Achille Compagnoni: Uomini sul K2. 76 pp, Veronelli Editore, Milano
  • 2004 - Achille Compagnoni: K2: conquista italiana tra storia e memoria. Bolis, Azzano San Paolo (BG)

[modifica] Voci correlate

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