Achatina fulica

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Chiocciola africana gigante
Achatina fulica Thailand.jpg
Achatina fulica
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Mollusca
Classe Gastropoda
Sottoclasse Orthogastropoda
Superordine Heterobranchia
Ordine Pulmonata
Sottordine Eupulmonata
Infraordine Stylommatophora
Sottinfraordine Sigmurethra
Superfamiglia Achatinoidea
Famiglia Achatinidae
Genere Achatina
Specie A. fulica
Nomenclatura binomiale
Achatina fulica
(Férussac, 1821)

La chiocciola africana gigante (Achatina fulica (Férussac, 1821)) è una chiocciola di grandi dimensioni, originaria dell'Africa orientale (soprattutto Kenya e Tanzania) ma in seguito diffusasi in gran parte del mondo. È stata inserita nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo.[1]

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

  • Achatina fulica hamillei Petit, 1859[2]
  • Achatina fulica rodatzi Dunker, 1852
  • Achatina fulica sinistrosa Grateloup, 1840
  • Achatina fulica umbilicata Nevill, 1879

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

L'Achatina fulica è nativa dellAfrica orientale ed è probabilmente la chiocciola gigante africana più diffusa al mondo.[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

due gusci di esemplari adulti di Achatina fulica

Il suo guscio ha una colorazione brunastra con bande più chiare o più scure, è di forma allungata e formato da spire avvolte comunemente in senso antiorario (è molto più rara la sottospecie in cui le spire si avvolgono in senso contrario al normale). Date le dimensioni è possibile vedere distintamente a occhio nudo l'apparato boccale, formato dalla radula grazie alla quale l'animale può nutrirsi raschiando il cibo. Infatti la radula è una specie di lingua, che presenta nella parte superiore una serie di dentelli calcarei (svariate centinaia) che sono continuamente consumati e rinnovati nella parte posteriore della stessa.[3]

Nel caso di rottura del guscio, se non sono lesi gli organi interni, l'Achatina è in grado di rigenerarlo: le ghiandole salivari secerneranno una sostanza collosa ed elastica che verrà nel tempo sostituita da uno strato di guscio vero e proprio.

Allevamento[modifica | modifica sorgente]

Ultimamente molti allevatori amatoriali si stanno interessando a questo genere di gasteropodi, che sta diventando uno dei nuovi animali esotici più in voga, vista la semplicità di allevamento e riproduzione. In cattività è molto facile far vivere dignitosamente questi animali. Sarà sufficiente un contenitore in plastica sufficientemente grande, un fondo di terra umida (non concimata) di una decina di centimetri e delle prese d'aria sul coperchio o sui lati per facilitare il ricircolo dell'ossigeno. Le temperature non dovranno mai scendere sotto i 10 gradi, soglia sotto alla quale sopravviene la morte. Tra i 18 e i 10 °C avviene il fenomeno dell'opercolamento, in cui la chiocciola si ritira dentro il guscio e forma un solido opercolo nell'imboccatura della conchiglia. In questo stato di letargo può sopravvivere svariati mesi senza mangiare o bere. Il range migliore varia dai 22 ai 26 C. Sarà sufficiente la luce diurna come illuminazione, anche se non ne hanno stretto bisogno, Serve più che altro a dare un fotoperiodo alle chiocciole.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di tutte le verdure in generale, purché ben mature e dolci, come insalata, cetrioli, melanzane, zucchine e frutta come mele, pere e banane. Accetta di buon grado anche omogeneizzati di frutta, e saltuariamente pezzetti di carne, o crocchette per animali domestici. Fondamentale per la sua dieta rimane l'osso di seppia, da fornire con regolarità. Sono da evitare verdure e frutti acidi o piccanti (agrumi, peperoni eccetera).

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Come molte altre chiocciole è ermafrodita.
Achatina è un genere estremamente prolifico, ogni singolo esemplare può produrre da 80 a 200 uova, solitamente il tasso di fertilità è mediamente alto (60-70%). Per la riproduzione è bene che il terriccio sul fondo sia abbastanza profondo e che venga fornito regolarmente calcio necessario per una buona produzione di uova.

Specie invasiva[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale furono introdotti un certo numero di Achatina fulica a scopo alimentare nel sud delle isole del Pacifico, tuttavia la dispersione di alcuni esemplari, favorita dalla loro estrema adattabilità, ne causarono la proliferazione incontrollata. Un tentativo di contenere biologicamente questa specie, che ha causato conseguenze catastrofiche, si è verificato tentando di introdurre una specie carnivora (Euglandina rosea meglio conosciuta come Lumaca lupo), tuttavia pare che quest'ultima abbia attaccato fortemente la lumaca endemica Partula, causando l'estinzione di alcune specie.

È inserita nell'Elenco delle 100 specie aliene più dannose del mondo.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Global Invasive Species Database: 100 of the Worst Invasive Species
  2. ^ a b DOI: 10.3897/zookeys.70.762
  3. ^ Skelley, PE; Dixon, WN; and Hodges, G. 2011. Giant African land snail and giant South American snails: field recognition. Florida Department of Agriculture and Consumer Services. Gainesville, Florida. PDF

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