Acenaftene

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Acenaftene
Acenaphthene.svg
Nome IUPAC
1,8-diidroacenaftalene
Nomi alternativi
Acenaftene
1,2-diidroacenaftilene
1,8-etilenenaftalene
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C12H10
Massa molecolare (u) 154,2
Aspetto cristalli bianco-grigi
Numero CAS [83-32-9]
Numero EINECS 201-469-6
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,024
Solubilità in acqua 0.004 g/l
Temperatura di fusione 95 °C (368,15 K)
Temperatura di ebollizione 279 °C (552,15 K)
Indicazioni di sicurezza
Flash point 125 °C (398,15 K)
Temperatura di autoignizione >450 °C (>723,15 K)
Simboli di rischio chimico
irritante pericoloso per l'ambiente

attenzione

Frasi H 315 - 319 - 335 - 410
Consigli P 261 - 273 - 305+351+338 - 501 [1][2]

L'acenaftene è un idrocarburo aromatico di origine naturale, derivante come struttura dal naftalene.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Si estrae per rettifica e cristallizzazione dalle stesse fonti da cui si estraggono i naftaleni, ossia prevalentemente dal catrame di carbon fossile.

Si può inoltre ottenere per sintesi dall'etilnaftalene o dal malonilnaftalene.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

È un intermedio di sintesi organica nell'industria dei coloranti e delle resine di polimerizzazione in quanto dà luogo a composti dotati di buona resistenza elettrica e termica. È un additivo nell'industria della gomma, nel tessile, nella fabbricazione di candele come inibitore di germinazione. Possiede proprietà fungicide ed insetticide, soprattutto i derivati acidi acenaftencarbossilici e l'acenaftenone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 31.10.2012
  2. ^ Smaltire presso un impianto di trattamento dei rifiuti autorizzato.
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