Accordi di Plombières
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| « Rimovendo anche ogni geniale impulso, la Francia non poteva vedere con pace che le forze dell'Italia cadessero in mano di chi potesse torcerle contro di lei. … la Francia … sa d'avere nemici molti e potenti. Ora, i nemici suoi sono i nostri; noi siamo l'antiguardo del popolo francese. » | |
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(Carlo Cattaneo, “Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra. Memorie”, Lugano, febbraio 1849)
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Gli Accordi di Plombières furono firmati in un incontro segreto tra l'imperatore francese Napoleone III e il primo ministro del regno sabaudo, Camillo Benso Conte di Cavour, tenutosi nella cittadina termale di Plombières il 20 luglio 1858 [1].
Indice |
[modifica] Gli accordi
Gli Accordi di Plombières ipotizzavano la divisione della penisola italiana in tre Stati: un regno dell'Alta Italia comprendente, oltre al Piemonte, il Lombardo-Veneto e l'Emilia-Romagna, sotto la casa sabauda, che in cambio avrebbe ceduto alla Francia i territori di Nizza e della Savoia; un regno dell'Italia centrale formato dalla Toscana e dalle province pontificie, sotto Napoleone III, ed eventualmente da affidare al cugino Gerolamo Bonaparte, a cui fu stabilito di dare in sposa Clotilde, figlia di Vittorio Emanuele II; un regno meridionale affidato a Luciano Murat, figlio di Gioacchino Murat (1808-1819).
Al Papa, che avrebbe conservato la sovranità su Roma e dintorni, sarebbe stata offerta la presidenza della futura confederazione italiana.
L'alleanza era di natura difensiva, quindi per diventare operativa era necessario che l'Austria attaccasse il Piemonte.
[modifica] Gli scopi
Nonostante gli accordi, gli scopi dei due leader erano opposti: Cavour riteneva che controllando la parte più sviluppata d'Italia avrebbe di fatto controllato l'intera penisola, mentre Napoleone III era convinto che avendo sotto il suo dominio i due terzi della penisola, avrebbe di fatto controllato anche il Piemonte.
[modifica] Il trattato d'alleanza tra il Regno di Sardegna e la Francia
Il trattato formale d'alleanza fu firmato il 24 gennaio 1859 a Torino da Vittorio Emanuele II e il 26 a Parigi da Napoleone III. Il trattato non comprendeva tutti i punti discussi a Plombières nel luglio del 1858. In particolare, il trattato franco-piemontese lasciava cadere le ipotesi discusse a Plombières riuguardo agli assetti geopolitici dell'Italia centrale e meridionale, e si limitava a stabilire l'intervento militare della Francia a fianco del Piemonte in caso di aggressione di quest'ultimo da parte dell'Austria, la formazione, a guerra conclusa, di un Regno dell'Alta Italia sotto lo scettro sabaudo, la cessione alla Francia della Savoia e di Nizza. Una convenzione militare stabilì che la Francia avrebbe impiegato 200.000 soldati e il Piemonte 100.000, che la direzione delle operazioni militari sarebbe stata affidata a Napoleone III, e che le formazioni volontarie avrebbero dovuto avere un'organizzazione simile a quella delle forze regolari. Una convenzione finanziaria stabiliva, inoltre, che le spese di guerra erano a carico del Piemonte. Infine, per consacrare l'alleanza tra i due sovrani il 30 gennaio 1859 furono celebrate a Torino le nozze tra Clotilde di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele II, e Gerolamo Bonaparte, cugino di Napoleone III.
[modifica] I risultati
Cavour riuscì abilmente a farsi dichiarare guerra dall'Austria respingendo un ultimatum austriaco del 23 aprile 1859. Nel frattempo una serie di insurrezioni scoppiarono a Firenze, Modena, Parma, e nello Stato Pontificio, facendo comprendere a Napoleone III l'irrealizzabilità del suo progetto di porre la penisola italiana sotto il diretto controllo francese, secondo la politica perseguita dalla Francia almeno dal XVIII secolo e tesa a contrastare i disegni britannici di controllo del Mediterraneo.
Napoleone III decise quindi di interrompere unilateralmente la campagna militare, firmando con gli austriaci l'armistizio di Villafranca, l'11 luglio 1859.
[modifica] Note
- ^ Accordi di Plombieres http://www.cheminsdememoire.gouv.fr/page/affichepage.php?idLang=fr&idPage=3082

