Acciaio (sommergibile)

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Acciaio
Il sommergibile Acciaio
Il sommergibile Acciaio
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo Sommergibile di piccola crociera
Classe Platino
Proprietà Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Cantiere OTO, Muggiano
Impostata 21 novembre 1940
Varata 22 giugno 1941
Entrata in servizio 30 ottobre 1941
Destino finale affondato dal sommergibile HMS Unruly il 13 luglio 1943
Caratteristiche generali
Dislocamento in superficie 712 t
in immersione 865
Lunghezza fuori tutto 60,18 m
Larghezza 6,475 m
Profondità operativa 80 m
Propulsione 2 motori diesel Tosi da 1500 CV totali
2 motori elettrici Ansaldo da 800 CV totali
Velocità in superficie: 14 nodi
in immersione: 7,5 nodi
Autonomia in emersione: 2300 mn a 14 nodi
o 5000 mn a 8,5 nodi
in immersione: 7 mn alla velocità di 7 nodi
o 80 mn a 3 nodi
Equipaggio 4 ufficiali, 40 sottufficiali e marinai
Armamento
Armamento [1]

dati presi da [1]

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L’Acciaio è stato un sommergibile della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l’entrata in servizio prese base ad Augusta; lo comandava il tenente di vascello Ottorino Beltrami[2].

Svolse la sua prima missione offensiva, in acque cirenaiche, a partire dal 23 marzo 1942; fece ritorno senza aver avvistato alcuna unità nemica[2].

Verso metà giugno fu inviato, insieme ad altri tre sommergibili, a formare uno sbarramento tra Capo Ferrat e Capo Bougaroni (costa algerina), in opposizione all’operazione britannica «Harpoon», nell’ambito della Battaglia di mezzo giugno: non riportò comunque avvistamenti[3].

A inizio novembre salpò da Augusta e raggiunse la propria zona d’agguato al largo di Algeri[2][4]. Alle 6.17 del 10 novembre, mentre si trovava emerso, individuò una nave identificata come incrociatore classe Leander; si avvicinò sino a circa 1300 metri e gli lanciò quattro siluri divisi in due coppiole[4][2]. Due delle armi transitarono a prua dell’incrociatore, una a poppa e l’ultima transitò sotto la zona poppiera dello scafo senza esplodere, anche se da bordo dell’Acciaio fu avvertita una detonazione[4]. Il sommergibile eluse poi la forte reazione della scorta[4].

Il 7 febbraio 1943, di sera, avvistò al largo di Capo Bougaroni una nave identificata come cacciatorpediniere inglese classe J, contro cui lanciò due siluri prima di immergersi in profondità[5][2]. Le due armi colpirono il bersaglio che tuttavia non era un cacciatorpediniere, bensì un ben più piccolo peschereccio antisommergibili, il Tervani, da 409 tonnellate[5][2]. La nave, al momento dell’attacco, stava rimorchiando la nave cisterna francese Moy Mazrout scortata da altri due pescherecci antisommergibile, l’Achroite e l’Arnold Bennett; dopo essere stata colpita (ore 23.27) affondò in pochissimo tempo (in posizione 37°22’ N e 6°14’ E), con due soli superstiti[6].

Altre fonti riportano però una versione diversa: l’Acciaio, alle 23.30, avrebbe lanciato i suoi due siluri – in posizione 37°28’ N e 6°20’ E – contro un’altra nave, il posamine veloce HMS Abdiel, che avrebbe evitato le armi, mentre il vero affondatore del Tervani sarebbe stato un’unità gemella dell’Acciaio, il capoclasse Platino[6].

Il 10 luglio 1943 l’Acciaio (di cui era comandante, al momento, il tenente di vascello Vittorio Pescatore) lasciò La Maddalena diretto in un’area a settentrione della Sicilia, ma da quel momento scomparve[2].

Si venne poi a sapere che alle 20.22 del 13 luglio il sommergibile britannico Unruly aveva avvistato l’Acciaio in navigazione a settentrione dello stretto di Messina[6][7][2]. Alle 20.49 il sommergibile inglese aveva lanciato quattro siluri da 2700 metri: tre erano andati a finire contro la riva, ma uno aveva colpito l’Acciaio, che era affondato con tutto l’equipaggio nel punto 38°35’ N e 15°49’ E[6][2].

Scomparvero con il sommergibile il comandante Pescatore, 3 ufficiali e 41 fra sottufficiali e marinai[8].

In tutto l’Acciaio aveva svolto 24 missioni di guerra, percorrendo complessivamente 13.848 miglia in superficie e 1650 in immersione[9].

Ottorino Beltrami ha narrato alcune avventure avute sull'Acciaio in un documentario dal titolo Sopra e sotto i mari. Nel documentario ci sono molte fotografie dell'Acciaio scattate dal marianio Mario Carletti imbarcato con Beltrami. Sia Beltrami che Carletti si salvarono dall'affondamento perché entrambi rimasti a terra per motivi di salute.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Navypedia.
  2. ^ a b c d e f g h i Regio Sommergibile Acciaio
  3. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 326
  4. ^ a b c d Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 342
  5. ^ a b Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 358
  6. ^ a b c d Allied Warships of WWII - Submarine HMS Unruly - uboat.net
  7. ^ Giorgio Giorgerini, Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini a oggi, p. 363
  8. ^ Caduti
  9. ^ Attività Operativa
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