Acala (Buddhismo)

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Statua di Acala (Fudō Myō-ō) sul monte Koya, in Giappone. La sua mano destra impugna la spada fiammeggiante (khaḍga) della conoscenza di ciò che è vero, mentre la sinistra impugna il laccio (pāśa) che, similmente a Yama, gli serve per condurre i defunti verso un migliore destino.

Acala (Acalaceṭā o Āryācalanātha in sanscrito; Fudō myō-ō (不動明王?) in giapponese; Budong mingwang (不动明王sempl., Bùdòng míngwángpinyin) in cinese, Pudong myŏngwang 부동명왕? in coreano, Bất động minh vương in vietnamita) è, nel Buddhismo Shingon, una manifestazione del Buddha Vairocana. Noto anche come Ācalanātha, Ācala-vidyā-rāja o Caṇḍamahāroṣaṇa, è il centrale e più importante dei Cinque Re della Saggezza o della Luce (明王 Myō-ō?) ed è particolarmente venerato nel tempio del Monte Akakura, in Giappone. È protettore contro le impurità fisiche e spirituali, aiuta gli uomini ad evitare le infezioni del corpo e della mente.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Acala in sanscrito significa "fermo" ovvero colui che "non si muove", è un soprannome di Śiva. Fu incorporato nel pantheon del buddhismo Mahayana di sviluppo Vajrayana, intorno al VI secolo d.C. in Asia centrale come "re della conoscenza" (vidyrāja, lett. "Re della luce" intesa quest'ultima come conoscenza mistica). Originariamente doveva ricoprire il ruolo di difensore di fronte a Yama (il giudice dei morti) delle azioni del defunto ai fini di procurargli una migliore rinascita.

Acala come manifestazione del Buddha Vairocana[modifica | modifica sorgente]

Viene associato, sia in Cina che Giappone, al culto dei morti. In particolare, presso il Buddhismo Shingon, viene nominato durante gli uffici funebri. Prima di essere portate al tempio, le spoglie del defunto vengono poste nella sua casa di fronte all'altare familiare che contiene le immagini dei tredici Buddha. Durante il rito, il monaco officiante invoca l'Essere che rappresenta l'intero Universo e che si manifesta agli uomini attraverso i suoi cinque attributi di personificazione: terra, fuoco, acqua, aria ed etere. Vengono dunque invocati i cinque Dhyāni Buddha: Vairocana, Akshobhya, Ratnasambhava, Amithāba e Amogasiddhi. Dopo che Amithāba, che ha il compito di condurre il defunto accompagnato da Avalokiteshvara e Mahāsthāmaprāpta, è stato invitato ad incontrare il defunto per accompagnarlo da questo mondo al prossimo, viene invocato Kṣitigarbha come conduttore del defunto, insieme ad Acala esempio di virtù. Dopo queste invocazioni, il celebrante invoca Vairocana il "grande Buddha". In questo senso, in Giappone, si coglie il ruolo di Acala (giapp. ''Fudō Myō-ō) come anche manifestazione di Vairocana (giapp. Dai-nichi Nyorai) per combattere il male. E definito Myō-ō (san. mahā deva) in quanto guida cinque di questi deva. È spesso accompagnato da due figure giovanili denominate Kimkara e Cetaka.

Acala come manifestazione del Bodhisattva Vajrapāṇi[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazione[modifica | modifica sorgente]

È un protettore del Buddhismo e la sua immagine viene spesso posta al di fuori dei templi come monito per i demoni. In Cina e Giappone, nel suo ruolo particolare nel culto dei morti, è rappresentato come un dharmapāla, circondato di fiamme, con un'espressione severa e minacciosa, la spada della saggezza (khaḍga) nella mano destra per colpire i malvagi ed una corda (pāśa) che, similmente a Yama, regge nella mano sinistra per condurre i defunti verso un migliore destino oppure per legare i colpevoli. Ha spesso il ginocchio destro posato a terra per chiedere giustizia a Yama nei confronti del defunto.

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