Abu Saʿīd Gardēzī

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Abu Saʿīd Abdul-Hay ibn Dhaḥḥāk ibn Maḥmūd Gardēzī (in persiano: ابوسعید عبدالحی بن ضحاک بن محمود گردیزی) (Gardez, ... – 1061) è stato un geografo e storico persiano, attivo nella prima metà dell'XI secolo.

Nativo di Gardez, Afghanistan, è noto principalmente per i suoi trattati di storia islamica nell'Asia centrale e nella Persia orientale. La sua opera più importante è lo Zayn al-Akhbār.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Ben poche notizie si hanno sulla sua esistenza, nonostante il suo nesba indichi chiaramente la provenienza da Gardīz, nell'Afghanistan orientale, mentre il nome Zahāk/Żaḥḥāk, comune nella regione dello Zābolestān, collegherebbe la sua famiglia a quelle zone. Molto probabilmente era un alto funzionario, in contatto con la corte ghaznavida, con il sultano e con l'amministrazione. Non viene tuttavia menzionato dal contemporaneo Abu'l-Fażl Bayhaqī (segretario della corte ghaznavida e storico) nei suoi scritti (o perlomeno in quello che di essi rimane). Gardīzī dedicò la sua opera più significativa, lo Zayn al-aḵbar al sultano ʿAbd-al-Rašīd ibn Maḥmūd, probabilmente quando già era in età avanzata.

Lo Zayn al-aḵbār[modifica | modifica wikitesto]

Giudizio sull'opera[modifica | modifica wikitesto]

L'approccio di Gardīzī alla storia contemporanea è, diversamente da quello di molti altri suoi colleghi, distaccato e imparziale, privo di adulazione per il potente protettore a cui il libro è pur dedicato. Il suo stile linguistico è semplice e piano, o anche, per citare le parole di Bahār "maturo e scorrevole". Questa caratteristica lo collega agli autori più antichi di prosa di lingua persiana, in particolare con il visir samanide Balʿamī, traduttore e curatore dell'opera di Tabarī.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • W. Barthold, Gardīzī, in EI2 II, pp. 978.
  • C. E. Bosworth, Early Sources for the History of the First Four Ghaznavid Sultans (977-1041), IQ 9, 1965, pp. 8-10; ristampato in The Medieval History of Iran, Afghanistan and Central Asia, London, 1977.
  • ʿA.-Ḥ. Ḥabībī, Mowarreḵ-e waṭan ʿAbd-al-Ḥayy Gardīzī, ʿErfān 30, 1347 Š./1968, pp. 67 ff.
  • G.Lazard, La langue des plus anciens monuments de la prose persane, Paris, 1963.
  • J. Marquart, Über das Volkstum der Komanen in W. Bang e J. Marquart, Osttürkische Dialektstudien, Berlin, 1914.
  • V. Minorsky, Gardīzī on India, BSOAS 12, 1948, pp. 625-40; rist. in Bīst maqāla/Iranica: Twenty Articles, Tehran, 1964, pp. 200–215.
  • M. Qazvīnī, Moqaddama-ye Ketāb-e zayn al-aḵbār, in M. Qazvīnī, Bīst maqāla-ye Qazvīnī, 2 voll., Tehran, 1332 Š./1953, II, pp. 257-63.