Absit iniuria verbis

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La locuzione latina absit injuria verbis (lett. "sia lontana l'ingiuria dalle parole") è una versione alterata di una frase di Tito Livio, che risulta originariamente absit invidia verbo, cioè "sia lontana l'ostilità dalla (mia) parola" (Ab Urbe condita, IX, 19, 15).

Il senso, in realtà, non muta di molto. In entrambi i casi, si sottolinea che il pensiero di chi parla esprime (o vorrebbe esprimere) un concetto obiettivo, non fraintendibile o interpretabile da chi ascolta, e soprattutto non offensivo nei suoi confronti. Ovvero, un'espressione attenuativa con la quale, normalmente, si accompagnano dichiarazioni che potrebbero apparire offensive, ma dette con franchezza e per amore di verità, o per riferire un giudizio dato da altri.

La frase è traducibile anche come Non vi sia offesa nelle parole.

A volte si riscontra anche la forma Absit injuria verbo (con il termine verbum al singolare).

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