Abraham Constantin
Louis Théodore Abraham Constantin (Ginevra, 1º dicembre 1785 – Ginevra, 10 marzo 1855) è stato un pittore e miniatore svizzero[1].
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[modifica] Biografia
Figlio di Jacob e di Élisabeth Rival, cresciuto in un ambiente famigliare dedito al commercio e lontano da interessi artistici, dopo il collegio dove manifestò evidenti propensioni per il disegno e la pittura, frequentando la scuola di disegno du Calabri della Società delle arti dove fu allievo di Constant Vaucher. Compì un apprendistato presso gli smaltatori Michel et Henry L’Evêque, modelli per le tabacchiere prodotte dalla ditta Richard e Soutter. Contemporaneamente seguì i corsi del pittore di quadri storici Constant Vaucher che gli fece conoscere i dipinti di Raffaello, Michelangelo, e di Nicolas Poussin.
All'età di ventun anni decise di trasferirsi a Parigi nel 1807 dando inizio alla sua carriera di pittore, protetto dal barone Desnoyer e da François Gérard, venne introdotto presso l'imperatrice Giuseppina Bonaparte e una copia della Madonna della seggiola di Raffaello gli permette di diventare ritrattista su smalto per la famiglia di Napoleone I.
Dopo la disfatta nella campagna di Russia nel 1812 diversificò la sua attività, iniziando a dipingere su porcellana per la Manufacture nationale de Sèvres, realizzando dapprima dei ritratti e dei soggetti di genere, poi delle copie di quadri dei grandi maestri. Vinse delle medaglie d'oro nelle mostre del 1811 e del 1819 e le sue spiccate doti di copista gli procurarono una fama internazionale. Divenne primo pittore della manifattura di Sèvres, dove lavorò dal 1813, indi fu inviato a Firenze soggiornadovi dal 1820 al 1825, copiando opere di Raffaello ed ebbe l'occasione di legarsi d'amicizia con Jean-Auguste-Dominique Ingres.
Rientrato a Parigi, divenne pittore su porcellana del re di Francia nel 1826 e dal 1828 diresse la scuola reale di pittura su porcellana fondata nel 1827. Nel 1828 fu insignito della Legion d'onore grazie alla copia su porcellana dell'entrata trionfale di Enrico IV a Parigi, opera del pittore François Gérard. In seguito dal 1830 al 1844 si recò spesso a Roma dove conobbe Stendhal. Con lo scrittore francese condivise un appartamento, collaborando con lui nella pubblicazione di una guida per gli amanti della pittura che visitavano l'urbe. Il libro intitolato Idées italiennes sur quelques tableaux célèbres fu pubblicato a Firenze, dal Gabinetto Vieusseux di Giovan Pietro Vieusseux nel 1840. Dopo un viaggio a Dresda su invito del principe di Sassonia, si stabilì definitivamente nella sua città natale fino alla fine dei suoi giorni.
Considerata l'alta qualità dei suoi dipinti, il principe Carlo Alberto di Savoia già nel 1826 aveva acquistato un primo gruppo di suoi tredici smalti per la considerevole somma di 120000 franchi, il cui pagamento fu dilazionato in ben dieci anni. Tali opere, prima di giungere a Torino, furono esposte, nello stesso 1826 a Ginevra, a Parigi al Palais de l'Institut e a Londra, in Regent Street. Questo primo nucleo, munito di opportune cornici eseguite a Firenze, comprendeva una selezione di opere celeberrime: dalla Madonna della seggiola, del 1820, alla Venere coricata da Tiziano del 1821. Ad esse si aggiunsero tra il 1829 e il 1832 gli smalti dei quattro autoritratti di Raffaello, Tiziano, Annibale Carracci e Pieter Paul Rubens e il suo Autoritratto del 1824[2].
La raccolta fu completata nel 1831 con un dono da parte del re Carlo X sostenitore del lavoro del pittore, dalla forte valenza politica: uno smalto che raffigurava Carlo Alberto alla Battaglia del Trocadero, un episodio militare con cui il principe aveva riacquistato credito agli occhi dei sovrani assoluti nel 1823 e che aveva favorito il suo ritorno in patria.
Tutti questi suoi svariati capolavori sono conservati nella Galleria Sabauda a Torino, a Sèvres, nel Musée national de céramique, e a Ginevra nel Musée de l'Ariana.
[modifica] Note
- ^ Abraham Constantin sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Facchin, 2011, 650-652.
[modifica] Bibliografia
- Laura Facchin, Opere di artisti svizzeri alla Galleria Sabauda. Una prima indagine, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011, 651.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sikart: Abraham Constantin
- Artnet: Abraham Constantin
- Abraham Constantin: Il Redentore (da Gaudenzio Ferrari)