Abito cigno di Björk

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Abito cigno di Björk
Björk and the Swan Dress.jpg
Tipo di abito Abito da sera
Colore   Bianco
Stilista Marjan Pejoski
Anno di presentazione 2001
Evento di presentazione Premi Oscar 2001
Riconoscimenti "Nono abito maggiormente ricordato di tutti i tempi", secondo un sondaggio di Debenhams

L'abito cigno di Björk[1] è il celebre abito a foggia di "cigno" indossato dalla cantante islandese Björk in occasione della 73ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar il 25 marzo 2001. Un sondaggio organizzato da Debenhams e pubblicato sul Daily Telegraph, l'ha votato come il nono abito maggiormente ricordato di tutti i tempi.[2]

Design[modifica | modifica sorgente]

Disegnato dallo stilista macedone Marjan Pejoski, l'abito è stato realizzato sulle forme di un cigno, e durante la cerimonia di premiazione degli oscar, Björk ha mimato la deposizione di un uovo sul tappeto rosso.[3] Il vestito è stato descritto da Emanuel Levy come "Un abito da cigno gigante, una calzamaglia coperta da un enorme cigno la cui testa e becco sono adagiati sul suo [di Björk] petto".[4] La cantante aveva due copie del vestito, dato che per la sua stessa realizzazione esso non poteva essere lavato.[5] In seguito Björk ha utilizzato quell'abito anche sulla copertina dell'album discografico del 2001 Vespertine ed in numerose occasioni durante il Vespertine Tour.

Ricezione[modifica | modifica sorgente]

Per settimane dopo la cerimonia degli oscar, si è parlato a lungo dell'abito cigno nel mondo della moda e dell'intrattenimento. È stato ampiamente criticato e considerato come scandaloso, stravagante o un vestito destinato a "diventare la gaffe della moda dell'anno".[4][6] Altri invece lo hanno consideravano sufficientemente strano da essere più di una semplice mossa pubblicitaria, cosa confermata da Björk.[7] Jay Carr del Boston Globe ha scritto, "L'avvolgente abito cigno di Björk... la fa sembra una profuga provenienti dalla peggiore compagnia di balletto provinciale", mentre Steven Cojocaru ha definito l'abito "probabilmente una delle cose più stupide che io abbia mai visto".[8] Joan Rivers ha sottolineato "In seguito ho visto Björk nella toilette delle donne seminare carta igienica sul pavimento; questa ragazza dovrebbe essere chiusa in un manicomio."[8] Tuttavia, l'abito è stato anche lodato da alcuni per la sua originalità; The New York Observer ha espresso il giudizio "totale complessivo: j'adore" ed anche Melissa Etheridge è stata citata per aver lodato l'abito.[8]

In risposta al clamore mediatico, Björk ha dichiarato "È soltanto un abito".[8] Ha poi specificato relativamente alla scelta del cigno, "Non so davvero perché sono ossessionata con i cigni ma come ho già detto, tutto ciò che riguarda il mio nuovo album ha a che fare con l'inverno e loro [i cigni] sono bianchi, una specie di uccelli dell'inverno. Ovviamente molto romantici, essendo monogami. È una di quelle cose in cui sono troppo coinvolta per poterla descrivere. Quando sei ossessionata da qualcosa, puoi spiegarla solo cinque anni dopo, ma al momento, non sai esattamente perché. Attualmente, i cigni sembrano rappresentare per me tante cose."[9] Un astrologo ha detto che il vestito aveva un valore simbolico.[10]

L'abito è stato successivamente emulato da Ellen DeGeneres in occasione della cerimonia di consegna degli Emmy Awards del 2001.[9][11] Nel 2007, è stato proposto di rendere l'abito parte della sfilata di moda degli oscar organizzata quell'anno per ricordare gli abiti più celebri presentati nelle precedenti edizioni della cerimonia. Tuttavia, secondo la produttrice Laura Ziskin, il team di Björk ha rifiutato l'offerta.[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lisa Plumley, Home for the Holidays, Zebra Books, 28 ottobre 2008, p. 32. ISBN 978-0-8217-8053-4. URL consultato il 15 maggio 2011.
  2. ^ Urmee Khan, Liz Hurley 'safety pin' dress voted the greatest dress in The Telegraph, 9 ottobre 2008. URL consultato il 1º maggio 2011.
  3. ^ Chris Barsanti, Dancer in the Dark in Filmology, Adams Media, 16 dicembre 2010, p. 84. ISBN 978-1-4405-0753-3. URL consultato il 15 maggio 2011.
  4. ^ a b Emanuel Levy, All about Oscar: the history and politics of the Academy Awards, Continuum International Publishing Group, 14 gennaio 2003, p. 24. ISBN 978-0-8264-1452-6. URL consultato il 15 maggio 2011.
  5. ^ Vanity fair, 562–65, Condé Nast Publications, giugno 2007. URL consultato il 15 maggio 2011.
  6. ^ Thomas Beller, Into the Light in SPIN, vol. 7, n. 2, SPIN Media LLC, ottobre 2001, pp. 85–86. ISSN 0886-3032. URL consultato il 15 maggio 2011.
  7. ^ New York, vol. 38, New York Magazine Co, 2005. URL consultato il 15 maggio 2011.
  8. ^ a b c d Richard Crouse, Reel Winners: Movie Award Trivia, Dundurn Press Ltd, 1º settembre 2005, pp. 67–68. ISBN 978-1-55002-574-3. URL consultato il 15 maggio 2011.
  9. ^ a b Mark Pytlik, Björk: wow and flutter, ECW Press, 29 maggio 2003, p. 171. ISBN 978-1-55022-556-3. URL consultato il 15 maggio 2011.
  10. ^ Out, Here Publishing, novembre 2001, p. 130. ISSN 1062-7928. URL consultato il 15 maggio 2011.
  11. ^ The advocate, Liberation Publications, 2007. URL consultato il 15 maggio 2011.
  12. ^ Wear are they? Remembering Oscar gowns, MSNBC, 1º agosto 2007. URL consultato il 15 maggio 2011.
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