Abditomys latidens
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Mammalia | ||
| Superordine | Euarchontoglires | ||
| Ordine | Rodentia | ||
| Sottordine | Myomorpha | ||
| Superfamiglia | Muroidea | ||
| Famiglia | Muridae | ||
| Sottofamiglia | Murinae | ||
| Genere | Abditomys Musser, 1982 |
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| Specie | A.latidens | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Abditomys latidens Sanborn, 1952 |
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| Areale | |||
Abditomys latidens (Sanborn, 1952) è l'unica specie del genere Abditomys (Musser, 1982), endemica dell'isola di Luzon, nelle Filippine.[1][2]
Indice |
Descrizione [modifica]
Roditore di medie dimensioni, con lunghezza della testa e del corpo tra 216 e 232 mm, la lunghezza della coda tra 242 e 271 mm, la lunghezza del piede tra 45 e 47 mm, la lunghezza delle orecchie tra 21 e 24 mm e un peso fino a 269 g.[3]
Il cranio è corto e con un rostro largo e spesso, una bolla timpanica grande e un palato corto che termina tra gli ultimi molari. Gli incisivi sono larghi.
Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:
| 3 | 0 | 0 | 1 | 1 | 0 | 0 | 3 |
| 3 | 0 | 0 | 1 | 1 | 0 | 0 | 3 |
| Totale: 16 | |||||||
| 1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari; | |||||||
La pelliccia è soffice. Il colore delle parti superiori è marrone, con la parte centrale cosparsa di peli nerastri. I fianchi sono più chiari mentre le parti ventrali sono giallo-brunastre con la base dei peli grigia. Le orecchie sono grandi e marroni. L'alluce ha una grossa unghia invece dell'artiglio. La coda è più lunga della testa e del corpo, è uniformemente grigio-brunastra ed è ricoperta di minuscoli peli. Le femmine hanno un paio di mammelle pettorali, un paio post-ascellari e 2 paia inguinali.
Etimologia [modifica]
Il termine generico deriva dalla combinazione dell'aggettivo latino abditus il cui significato è "nascosto" e del suffisso greco -mys, riferito alle forme simili ai topi. Il termine specifico invece deriva dalla combinazione delle due parole latine latus, il cui significato è largo e dens, ovvero dente, con evidente allusione alla peculiarità degli incisivi.
Biologia [modifica]
Comportamento [modifica]
Una specie è stata catturata su di un albero. La lunga coda fa supporre che sia arboricola.
Alimentazione [modifica]
Le caratteristiche dentarie fanno supporre una dieta a base di bambù o di altre piante coriacee.
Distribuzione e habitat [modifica]
Questa specie è endemica dell'isola di Luzon, nelle Filippine.
Gli unici due esemplari catturati vivevano in una foresta di pini a circa 2.250 metri ed in un campo di riso a 76 metri di altitudine.
Stato di conservazione [modifica]
La IUCN Red List, considerato che sono noti alla scienza solo due esemplari, l'ultimo dei quali catturato nel 1970, classifica A.latidens come specie con dati insufficienti (DD).[1]
Note [modifica]
- ^ a b c Heaney, L. 2008. Abditomys latidens. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
- ^ D.E. Wilson; D.M. Reeder, Abditomys latidens. In Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference. 3rd edition, Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4
- ^ Novak, 1999, op. cit.
Bibliografia [modifica]
- Colin C.Sanborn (1952). Philippine Zoological Expedition, 1946-1947. Fieldiana Zoology (33).
- Guy G.Musser (1982). A new genus of arboreal rat from Luzon Island in the Philippines. American Museum Novitates (2730).
- Ronald M. Novak, Walker's Mammals of the World, 6th edition, Johns Hopkins University Press, 1999. ISBN 9780801857898
Altri progetti [modifica]
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