Abd Allah ibn Mas'ud

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ʿAbd Allāh ibn Masʿūd (in arabo: ﻋﺒﺪ الله ﺑﻦ ﻣﺴﻌﻮﺩ, soprannominato “Ibn Umm ʿAbd” (figlio della madre di uno schiavo); ... – ...) è stato uno dei Compagni più intimi del Profeta e celebre lettore del Corano.

Fu uno dei convertiti della prima ora, forse terzo ad abbracciare l’Islam dopo Khadija e Zayd (o Abu Bakr o ʿAlī).

Di origine beduina, Ibn Mas‘ud fu, per parte di padre, avversario dei Banu Zuhra, il che gli permise di contare sulla protezione di personalità zuhrite di primo piano, come al-Zubayr ibn al-Awwam e Sa'd ibn Abi Waqqas.

ʿAbd Allah rappresenta una figura particolarmente importante per le tradizioni sull’interpretazione del Corano, essendo stato presente a molte rivelazioni, a causa della sua vicinanza al Profeta. Fu senza dubbio partigiano di un Islam mistico, come sembra indicare la straordinaria armonia che emerge dai testi che lo riguardano e dalle vicissitudini della sua esistenza. Sono da attribuire a lui le narrazioni sull’ascensione notturna del Profeta (miʿraj), sul suo viaggio miracoloso a Gerusalemme (isrāʾ), e la data della Notte del Destino.

Incontro col Profeta[modifica | modifica sorgente]

Secondo fonti musulmane, ʿAbd Allah da bambino era solito condurre il gregge di ʿUqba ibn Abi Muʿayṭ, uno dei capi dei Quraysh, per i sentieri della montagna della Mecca dalle prime ore del mattino sino all’imbrunire. Durante una di queste escursioni ʿAbd Allah vide venire verso di lui due uomini di mezz’età dall’aria molto stanca, i quali gli chiesero di potersi dissetare con il latte di una delle sue pecore. Ibn Masʿud rispose loro che non poteva poiché le pecore non erano sue e che egli aveva solo il compito di condurre il gregge al pascolo. Sebbene i due uomini fossero molto assetati, non replicarono; anzi, furono colpiti dall’onestà che Ibn Masʿud aveva mostrato. I due individui erano proprio il Profeta e il suo Compagno Abu Bakr, in fuga da Mecca per l’Egira. Questo incontro segna la conversione di ʿAbd Allah e l’inizio della sua totale fedeltà e devozione nei confronti di Muhammad. Godette di un’intimità quotidiana con il fondatore dell’Islam, dal quale ricevette un singolare insegnamento come ricompensa dei suoi modesti servigi.

La vita dopo la conversione[modifica | modifica sorgente]

ʿAbd Allah fu il primo a tentare la lettura pubblica del Corano nella Kaʿba: audacia che gli costò oltraggi e persecuzioni da parte dei Quraysh. In seguito a ciò, Ibn Mas‘ud fu costretto ad emigrare in Abissinia in compagnia di un numero esiguo di musulmani, nascondendosi alla corte di Mikdad b. ʿAmr, più tardi suo amico e compagno d’armi. Rientrò in tempo per seguire Muhammad a Yathrib, e, di lì a poco, assistette alle battaglie di Badr e di Uhud, in cui non mancò di risparmiare le sue critiche verso i suoi combattenti, secondo lui troppo avidi di bottino di guerra. Per un periodo che va dalla fine di queste battaglie alla morte del Profeta (632), le sue tracce sono andate del tutto perdute.

Sotto il califfato di Umar ibn al-Khattab, ʿAbd Allah assistette alla fondazione di Kufa ad opera del suo protettore Saʿd b. Abi Waqqas, ed è proprio qui che Ibn Masʿud si stabilì definitivamente. Questa fase della sua vita costituì l’apogeo della sua carriera politica e le sue funzioni furono quelle di amministratore delle finanze, di ambasciatore e di propagandista della fede islamica. Importante è l’appoggio che gli diedero i kufani; infatti la maggior parte dei loro tradizionisti resterà sempre fedele a Ibn Masʿud, che assegnerà loro il ruolo di suoi trasmettitori. Alcuni dei suoi più noti discepoli di Kufa sono Alqama ibn Qays al-Nakhaʾi, Aswad ibn Yazid e Masruq ibn al-Ajda.

Durante il califfato di Uthman ibn Affan venne disposta la definitiva stesura per iscritto del Corano e ordinata la distruzione delle tradizioni difformi, ma Ibn Masʿud si rifiutò di consegnare il proprio manoscritto, atto che gli costò una severa punizione corporale che forse però non fu ordinata dal Califfo ma fu il risultato di un’iniziativa del personale inviato a sequestrare la sua copia per poi distruggerla.[senza fonte]

ʿAbd Allah morì nel 652/30 a Medina, in una sorta di soggiorno forzato, o a Kufa, dove i suoi insegnamenti erano molto apprezzati e stimati. Tali insegnamenti sono difficili da ricostruire a causa dell’infedeltà e della tendenziosità delle fonti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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