Abbreviatore

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Gli abbreviatori erano un corpo di scrittori della cancelleria pontificia, il cui incarico era di abbozzare e preparare in forma compiuta le bolle papali, le note pontificie e i decreti concistoriali, prima che questi venissero scritti in extenso dagli scriptores. Erano anche addetti alla spedizione delle costituzioni apostoliche.

Vengono menzionati per la prima volta negli Extravagantes di papa Giovanni XXII e di papa Benedetto XII. Dall'epoca di papa Benedetto XII (1334-1342) venivano classificati in de Parco majori o Praesidentiae majoris, e de Parco minori. Il nome deriva da uno spazio della cancelleria, circondato da una grata, nel quale essi sedevano, e che veniva chiamato alto o basso (majori o minori) a seconda della vicinanza delle postazioni a quella del vice-cancelliere. Dopo che i protonotari lasciarono l'abbozzo delle minute agli abbreviatori, quelli de Parco majori, che avevano il grado di prelati, divennero i funzionari più importanti della cancelleria apostolica. Per l'epoca di papa Martino V la loro firma era essenziale per la validità degli atti della cancelleria; ed essi ottennero nel corso del tempo molti privilegi importanti.

Originariamente in numero di 24, furono portati a settanta da papa Pio II (1463). Il collegio fu temporaneamente abolito, tra feroci polemiche, dal papa Paolo II che intendeva porre un freno alla libertà di pensiero dell'ambiente umanistico raccolto intorno alla curia. Papa Sisto IV ricreò il collegio degli abbreviatori, portandoli a settantadue e dividendoli in tre categorie.

Tra gli abbreviatori troviamo insigni personalità della cultura quattrocentesca e cinquecentesca come Leon Battista Alberti e Johannes Burckardt.

Gli abbreviatori vennero soppressi nel 1908 da papa Pio X, e i loro incarichi vennero trasferiti ai protonotarii apostolici participantes.

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