Abbie Hoffman

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(EN)
« Revolution is not something fixed in ideology, nor is it something fashioned to a particular decade. It is a perpetual process embedded in the human spirit. »
(IT)
« La rivoluzione non è un qualcosa legato all'ideologia, né qualcosa di modellato su una particolare epoca. È un processo perpetuo insito nello spirito umano. »
(Abbie Hoffman, Soon to be a major motion picture[senza fonte])
Abbie Hoffman alla University of Oklahoma (ca. 1969)

Abbot Hoffman detto "Abbie" (Worcester, 30 novembre 1936Solebury, 12 aprile 1989) è stato un attivista e politico statunitense, esponente della sinistra radicale degli Stati Uniti (New Left), cofondatore dello "Youth International Party" (Yippies) e, successivamente, un fuggitivo ricercato dalla giustizia. La sua figura è associata ai movimenti di protesta negli Stati Uniti durante gli anni sessanta e settanta ed è divenuta un simbolo della ribellione giovanile di quegli anni.


Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di origini ebraiche, dotato di una personalità sardonica e vulcanica, di orientamento anarchico e comunista, Abbie Hoffman organizzò e diresse molte manifestazioni di protesta contro l'establishment. Le sue esperienze nei primi anni cinquanta come studente della Brandeis University, nel Massachusetts, dove studiò sotto Herbert Marcuse, impressero in lui lo spirito della ribellione. Successivamente ottenne la specializzazione all'Università di Berkeley. Sotto la tutela del famoso psicologo e filantropo Abraham Maslow, Hoffman concepì la protesta politica come un processo positivo e di immediata necessità.

Nei primi anni sessanta, tornò a Worcester a lavorare come psicologo in un ospedale statale. Iniziò la sua carriera politica occupandosi di attivismo per i diritti umani nello Stato del Mississippi, come organizzatore del Comitato di Coordinamento degli Studenti Non Violenti (Student Non-Violent Co-ordinating Committee). Nel distretto di Haight-Ashbury, a San Francisco, Hoffman si associò ai Diggers (degli attori diventati attivisti sociali), distribuendo cibo gratis e organizzando alloggi.

Molte delle azioni dimostrative di cui fu protagonista ebbero risonanza tra l'opinione pubblica per la loro teatralità. Una tra le sue azioni di protesta più famose avvenne il 24 agosto 1967, quando condusse un gruppo di oppositori al capitalismo e alla guerra nel Vietnam nella galleria alla borsa di New York e gettò biglietti da un dollaro sugli scambisti, che cominciarono a raccoglierli freneticamente. Ovviamente, Hoffman puntava a mettere in risalto quello che metaforicamente gli scambisti del NYSE secondo lui stavano già facendo. Successivamente alla borsa di New York furono installate delle barriere per prevenire proteste dello stesso tipo. Attraverso il suo coinvolgimento nelle proteste contro la guerra nel Vietnam, Hoffman divenne un'icona della controcultura e il volto del dissidio radicale americano.

Hoffman si unì a molti dei principali contestatori dello stato delle cose negli anni sessanta, come John Lennon e Yoko Ono, Tom Hayden, Timothy Leary e G. Gordon Liddy, e si distinse per il suo modo di fondere la creatività e il suo tipico umorismo selvaggio nelle azioni di protesta. Fu pioniere in molte tattiche nella guerriglia della sopravvivenza e dell'autonomia personale.

Durante la guerra del Vietnam, condusse 50.000 persone in manifestazione attorno al Pentagono nel tentativo di fare levitare in aria l'edificio per mezzo dell'energia psichica della folla.

Da un rapporto dell’FBI su Hoffman

Hoffman fu arrestato durante la convention democratica a Chicago nel 1968, in cui il partito Yippie stava cercando di candidare alla presidenza un maiale di nome Pigasus, come componente del gruppo di persone che fu soprannominato "i sette di Chicago" (the Chicago Seven). Assieme a lui furono arrestati anche Jerry Rubin, il futuro senatore della California Tom Hayden e l'attivista delle Pantere Nere Bobby Seale. Durante il processo le trovate teatrali di Abbie Hoffman conquistarono spesso i titoli dei giornali, come ad esempio quando, invitato a deporre, prestò giuramento alzando il dito medio invece dell'intera mano. Il giorno della sentenza (le accuse vennero infine ribaltate dalla corte) Hoffman invitò il giudice a provare l'LSD.

Al Festival di Woodstock, svoltosi a Bethel nel 1969, Hoffman interruppe la performance degli Who per fare un discorso di protesta contro l'imprigionamento di John Sinclair del Partito delle Pantere Bianche (White Panther Party). Il chitarrista degli Who Pete Townshend non prese bene l'interruzione dell'esibizione del suo gruppo e lo colpì con la sua chitarra cacciandolo dal palco. Pete Townshend affermò successivamente di essere d'accordo con Hoffman riguardo l'imprigionamento di John Sinclair. Nel suo ultimo libro, Ho deriso il potere, Abbie Hoffman nega che Townshend l'abbia colpito con la sua chitarra e relega l'episodio a mera leggenda metropolitana.

Trascinatosi in uno stile di vita fuori legge, Hoffman fu coinvolto nel 1973 in una vendita di cocaina e catturato da agenti in borghese. Dandosi alla fuga e ricorrendo a vari stratagemmi per non essere riconosciuto (tra cui la plastica facciale), Hoffman visse in clandestinità per sei anni, continuando a fare l'attivista sotto il falso nome di Barry Freed. L'F.B.I. compilò 68.000 pagine di documentazione su di lui e assunse due psicologi per analizzare la sua personalità. Fu bandito dalla circolazione in undici stati. Nel 1980 Hoffman uscì dalla clandestinità e dovette scontare una breve condanna alla prigione, prima di tornare all'attivismo sociale. Hoffman si batté su molti fronti, ma le sue passioni erano ormai largamente personali, in un ambiente che era drasticamente cambiato sin dalla morte delle controculture degli anni sessanta e settanta. La psicosi, l'abuso di sostanze stupefacenti e la rottura di relazioni resero la sua vita personale molto disordinata; i media misero in risalto le contraddizioni e le pecche nel suo modo di agire. Nonostante questo continuò ininterrottamente a praticare il suo attivismo e a cercare di mobilitare gli studenti nei campus universitari. È il 1987 quando Abbie Hoffman viene arrestato per la quarantaduesima volta, mentre protesta, assieme a una trentina di persone, contro il reclutamento della C.I.A. all'Università del Massachusetts.

A una riunione dei Sette di Chicago nel 1988, Hoffman si descrisse come "un dissidente americano. Non credo che i miei obbiettivi siano cambiati sin da quando avevo 4 anni e combattevo con i bulletti a scuola." Sofferente di disturbo bipolare, fu trovato morto il 12 aprile 1989 e ufficialmente la sua morte fu registrata come suicidio causato dall'ingestione di una grossa dose di barbiturici. Non visse abbastanza a lungo per vedere la resurrezione del movimento antagonista e della dissidenza radicale negli anni novanta da parte di una varietà di individui e fondazioni progressiste (movimenti contro la globalizzazione economica).

È l'autore di vari libri tra cui Ruba questo libro (titolo originale: Steal this Book), Fuck the System e Revolution for the Hell of It. Il primo di questi, che negli Stati Uniti vendette 2 milioni di copie, è pubblicato in Italia da Stampa Alternativa. La vita di Abbie Hoffman è documentata nel film Steal this Movie. Nel film Forrest Gump viene mostrato un uomo la cui figura allude ad Abbie Hoffman, vestito con la sua famosa camicia ricavata da una bandiera americana, che tiene un discorso contro la guerra del Vietnam a Washington davanti a una folla di hippies. A Hoffman è dedicato il film Nato il quattro luglio di Oliver Stone.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri scritti da Abbie Hoffman[modifica | modifica sorgente]

  • "Revolution for the Hell of It", 1968
  • "Woodstock Nation: A Talk-Rock Album", 1969
  • "Steal This Book", 1971
  • "Vote!", 1972, scritto insieme a Jerry Rubin e Ed Sanders
  • "To America with Love: Letters from the Underground", 1976, scritto insieme ad Anita Hoffman
  • "Soon to be a Major Motion Picture", 1980
  • "Square Dancing in the Ice Age", 1982
  • "Steal this Urine Test", 1987, scritto insieme a Jonathan Silvers
  • "The best of Abbie Hoffman", 1989, selezione di passi da Revolution for the Hell of It, Woodstock Nation, e Steal this Book. Include altri scritti precedentemente mai pubblicati in un libro.
  • "Ho deriso il potere", 2009, edizione italiana di Shake edizioni di "The autobiography of Abbie Hoffman" 1980. ISBN 978-88-88865-73-7

Libri su Abbie Hoffman[modifica | modifica sorgente]

  • "Run Run Run: The Lives of Abbie Hoffman", 1994, di Jack Hoffman and Daniel Simon
  • "Abbie Hoffman: American Rebel", 1992, di Marty Jezer
  • "For the Hell of It: The Lives and Times of Abbie Hoffman", 1996, di Jonah Raskin
  • "Live This Book: Abbie Hoffman's Philosophy for a Free and Green America", 1991, di Theodore L. Becker e Anthony L. Dodson
  • "Steal This Dream", 1998, di Larry "Ratso" Sloman

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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