Abbeveratoio

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Gebbia al Parco della Ficuzza (Sicilia)
Fontanile di s. Maria in Cosmedin (Roma)

Il termine abbeveratoio indica il luogo dove bevono gli animali domestici. Indica inoltre la vasca o il recipiente atto a contenere l'acqua utilizzata per dissetarsi.

Gli abbeveratoi tradizionali sono generalmente costituiti di tronchi di albero o tegole. Ne esistono anche tipi realizzati in pietra o in muratura, particolarmente diffusi nelle zone rurali dell'Italia meridionale, localizzati in luoghi pubblici di transito, a volte realizzati in grandi dimensioni ed ornati di elementi architettonici, come epigrafi, stemmi e sculture.

In Sicilia ed in alcune parti della Calabria prende il nome di "gebbia" che deriva da "djeb", cioè "cisterna per la raccolta delle acque" ed ha quasi sempre il duplice scopo di abbeveratoio per le mandrie e gli animali da soma e raccolta delle acque per irrigazione.

La metodologia moderna più efficace ed efficiente è l'abbeveratoio a goccia, un sistema capillare di distribuzione dell'acqua che comporta minore spreco, nessuna superficie esposta a potenziali contaminazioni da batteri (soprattutto nella stagione estiva), praticità nella regolazione dell'altezza della fonte d'acqua in funzione delle dimensioni crescenti dell'animale.

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