Abbazia di San Giovanni in Argentella

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Abbazia di San Giovanni in Argentella
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Palombara Sabina
Religione cattolica
Diocesi Sabina Poggio Mirteto
Consacrazione VII secolo
Stile architettonico longobardo
Inizio costruzione VI secolo
Completamento VII secolo ma ricostruita e rimaneggiata in seguito
Sito web Dal sito del Comune

L'Abbazia di San Giovanni in Argentella è sita a Palombara Sabina, in provincia di Roma.

Per accedere all'abbazia bisogna percorrere una diramazione della Via Palombarese posta tra Palombara e Santa Lucia di Fonte Nuova a 2-3 chilometri da Palombara.
Tale diramazione è ubicata al Km 34.700 della SP Palombarese. Dopo 2-300 metri su questa diramazione si raggiunge l'abbazia. L'abbazia, dal 1963, è sede di un'associazione laicale che si occupa di ecumenismo: la Fraternità dei Santi Nicola e Sergio. I responsabili della Fraternità curano volontariamente l'apertura al pubblico del monumento. Gli orari di visita sono: il sabato dalle 16,00 alle 18.00 e la domenica dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 18,00[1]. Nel mese di agosto l'abbazia rimane chiusa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Giovanni in Argentella
Tipo Religioso
Indirizzo Palombara Sabina (RM)
Sito Dal sito del Comune

La consacrazione della chiesa è da ascrivere secondo alcuni studi ai Longobardi, sempre secondo questi studi, i Longobardi erano devoti a San Giovanni Battista. La denominazione "in Argentella" è da ascrivere, invece, ad una sorgente nei pressi (forse quella della Valle Lunga)[1].

Una villa o tempio romani erano site nei pressi.

La pianta a croce greca col simbolo basiliano, mentre altri la ipotizzano di utilizzo benedettino, mentre altri ancora ipotizzano la costruzione dell'oratorio posteriore al 529 sul quale fu edificata l'attuale chiesa utilizzata tra il VIII ed il IX sec.

Nell'XI secolo fu rimaneggiata per essere ricostruita del tutto 2 secoli più tardi.

Dal 1284 al 1445, per ordine del cardinale e signore di Palombara (Jacopo Savelli), l'abbazia fu gestita dai Guglielmiti.

Nel 1895[2] la chiesa fu elevata a monumento nazionale, mentre, secondo altri[3], lo fu nel 1900.

Si racconta che nel 1912 Vittorio Emanuele III volle visitare la chiesa ma fu costretto a passare da finestra tramite una scala a pioli, dato che la porta d'accesso era stata murata in un vicino stabile[4].

L'aspetto[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sorge su un edificio bizantino del quarto secolo.

La facciata col nartece sono stati inglobati da una cascina adiacente a protiro.

Il campanile consta di una campana tra le prime ad essere prodotte.

Attualmente il campanile è in muratura con trifore (site al 3º e 4º piano), bifore (site al 2º piano) e monofore (site al 1º piano), alcune strisce di pietra calcarea si alternano lungo le pareti esterne.

L'interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è, secondo alcuni, in stile spoletino (infatti, durante l'influsso longobardo, il ducato di Spoleto era in mano ai Longobardi).

Gli elementi in questo stile sono:

La pianta è a tre navate, terminanti ciascuna in un'abside, di cui le 2 laterali, più piccole sono spoglie, mentre la centrale è decorata a coppie di archetti pensili, mentre le finestrelle sono incorniciate da una ghiera.

Il ciborio[modifica | modifica wikitesto]

Il ciborio è una delle opere principali dell'abbazia ed è composto da baldacchino e tabernacolo e si eleva sopra l'altare mediante 4 colonne ed è costituito da materiale di spoglio, mentre i capitelli sono in stucco dell'XI-XII sec. ed è in stile arabescato.

  • la parte inferiore è a mo' di cesto;
  • la parte superiore è a mo' di foglie ed helices.

Una decorazione a file di perle è posta tra i capitelli e l'architrave.

Un arco leggermente sporgente è posto su ogni lato mentre una decorazione a pigna che sorregge una croce è a delimitazione del coronamento piramidale.

Gli affreschi[modifica | modifica wikitesto]

Molti degli affreschi sono spariti, quelli rimasti risalgono probabilmente all'epoca dei Guglielmiti (XIV secolo). Gli affreschi siti in basso sono rovinati causa dell'umidità.

  • Nella navata destra vi sono 2 riquadri incorniciati da una banda rosso-marrone di anonimo verosimilmente locale ma di scuola, forse, senese, commissionato dai benedettini.
  • Sulla sinistra vi è un affresco di un personaggio con una corona (forse un principe) col suo destriero, esso procede con la mano alzata in compagnia di 4 cavalieri, sulla sinistra sono raffigurati degli scudieri in atteggiamento di sottomissione, forse suoi servi (le fonti non sono molto chiare). 3 trombettieri sono posti avanti al nobile.
  • Sull'affresco di destra viene raffigurato un prelato con un monaco che offre un'ostia. Il prelato in testa ha uno scudo stemmato.
  • Sullo sfondo, ormai ricoperto di vegetazione, sono raffigurati due cavalieri di cui uno su un cavallo rampante.
  • San Guglielmo viene raffigurato con una veste rossa su di un'altra veste bianca. L'aureola è realizzata con stucco. Il santo, con la mano sinistra, tiene un libro. Davanti viene raffigurato il pittore in atteggiamento di preghiera e ringraziamento al santo per averlo aiutato a dipingere tutti gli affreschi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Info.
  2. ^ Storia dell'abbazia
  3. ^ Info.
  4. ^ Info

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]