Abbazia di San Domenico
| Abbazia di San Domenico | |
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| Località | Sora |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Sora-Aquino-Pontecorvo |
| Anno consacrazione | 1011 |
| Sito web | Sito ufficiale |
L'abbazia cistercense di San Domenico di Sora, ubicata alla confluenza del fiume Fibreno con fiume Liri, sulle rovine della villa natale di Marco Tullio Cicerone, fu fondata nel 1011 da San Domenico abate su commissione del Governatore di Sora e di Arpino Pietro di Rainiero e di Doda sua moglie.
Al titolo di "Beata Maria Vergine", nella riconsacrazione del 1104 da parte di papa Pasquale II, fu aggiunto quello di "San Domenico". L'abbazia ebbe un rapido sviluppo. Dopo due secoli di vita monastica, con l'intervento di papa Onorio III e di Federico II, nel 1222, fu unita giuridicamente all'abbazia di Casamari.
Dopo un lungo periodo di alterne fortune, nel 1833 l'abate commendatario di Casamari, Sergio Micara, insediò una vera comunità ristabilendo così la vita monastica.
In tutto questo susseguirsi di eventi, inalterata è rimasta la devozione a San Domenico abate.
Nel 1098, il giorno 21 marzo, 21 monaci lasciarono il monastero benedettino di Molesme, legato a Cluny, guidati dal loro abate Roberto, per fondare a 20 km a sud di Digione un nuovo monastero, Citeaux, Cistercium in latino, dal nome del luogo. La nascita di questo nuovo monastero è legata al desiderio di incarnare in modo autentico la Regola di San Benedetto, di tornare ad uno stile di vita autentico, radicato profondamente nello spirito del Vangelo e delle prime comunità cristiane.
La fondazione dell'Ordine Cistercense fu, dunque, nelle intenzioni dei fondatori, un ritorno a San Benedetto, la cui Regola è divenuta, "la carta del monachesimo occidentale" in quanto, fornisce, più che un codice giuridico, un itinerario spirituale in cui il monastero sia "una scuola del servizio del Signore", in cui si osserva, il silenzio, condizione per l'ascolto della voce di Dio, in cui si pratica, l'obbedienza e l'umiltà in una vita scandita dal lavoro dalla preghiera e dalla "lectio divina", cioè dalla lettura meditata della Parola di Dio.
Lo studioso Leopoldo Janauschek ha calcolato che le abbazie cistercensi, comunità maschili, tra il 1098 e il 1675, siano state 742, di cui 88 in Italia.
Dopo che l'Abbazia di San Domenico fu affidata ai monaci questi dettero alla struttura l'impronta dello stile gotico-cistercense. L'originaria struttura aveva tre navate (di cui quella centrale più alta), tre absidi sul fondo, presbiterio rialzato al quale si accedeva tramite una scalinata.
Il 13 maggio del 1950 a San Domenico fu inaugurata alla presenza di autorità civili, militari, religiose e alunni dei licei, istituti tecnici e magistrali di Sora la nuova lapide di M. T. Cicerone, posta nel muro vicino alla facciata della chiesa. Essa ricorda il luogo natale di Cicerone, il quale nacque nella villa paterna che era edificata proprio dove San Domenico poi costruì il suo monastero. L'epigrafe come si legge nell'iscrizione, venne installata la prima volta nel 1912, poi, per via di vari avvenimenti e in seguito al terremoto del 1915, per interessamento del Comune di Sora e del prof. Achille Lauri nel 1950 la vecchia lapide fu cambiata con una nuova e ricollocata nello stesso posto chiamato "torre di Cicerone".
Nel punto in cui il fiume Fibreno si biforca, era collocata un'altra lapide fatta incidere nel 1818 dall'inglese Carlo Kelsall, perché proprio il grande oratore ciociaro nel "De Legibus", descrive il paesaggio che circondava la sua casa natale sorta fra i due rami del fiume.
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