Abbazia di Luxeuil

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Abbazia di Luxeuil
Il palazzo abbaziale di Luxeuil
Il palazzo abbaziale di Luxeuil
Stato Francia Francia
Regione Franche-Comté.svg Franca Contea
Località Luxeuil-les-Bains
Religione Cattolicesimo
Inizio costruzione 585 / 590

L'abbazia di Saint-Pierre et Saint-Paul di Luxeuil è situata a Luxeuil-les-Bains, nel dipartimento dell'Alta Saona, nella regione della Franca Contea, giusto a sud dei monti Vosgi.

Fu fondata nel 590 da San Colombano insieme a san Deicolo, sul sito dell'antica Luxovium, importante città in epoca romana e caduta completamente in rovina con le invasioni barbariche. I Saraceni saccheggiarono l'abbazia nel 732, ma Carlo Magno la ricostruì, e l'ordine benedettino rimpiazzò i monaci colombaniani.

L'abbazia era famosa per il suo scriptorium, attivo dalla metà del VII secolo, e probabilmente luogo di nascita della prima scrittura calligrafica in lettere minuscole; uno dei manoscritti più celebri è il Lezionario di Luxeuil composto alla fine del VII secolo.

Il sito è in parte classificato (basilica di San Pietro, chiostro ecc.), ed in parte iscritto (cappella del XIX secolo), fra i monumenti storici francesi[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa di localizzazione: Francia
Localizzazione dell'Abbazia di Luxeuil in Francia

Il monastero fu fondato verso il 585-590 dal missionario irlandese San Colombano. Colombano e i suoi discepoli in un primo tempo costituirono delle comunità nella zona di Annegray (La Voivre); in cerca di un luogo più propizio per un insediamento permanente, Colombano scelse le rovine di un centro gallo-romano, Luxovium, a 12 km di distanza, le cui fortificazioni erano ancora esistenti. La cittadina, distrutta da Attila nel 451, si trovava sperduta nei boschi che, dopo oltre un secolo di abbandono, avevano coperto i luoghi, ma al fondo di una valle le terme romane («costruite con straordinaria cura» secondo Giona di Bobbio, primo biografo di Colombano) erano ancora in piedi: quel ricordo si conservò nel nome della città, Luxeuil-les-Bains. Giona di Bobbio diede una descrizione precisa dell'edificio:[2]

(LA)
« Ibi imaginum lapidearum densitas vicina saltus densabat, quas cultu miserabili rituque profano vetusta Paganorum tempora honorabant »
(IT)
« Là, statue di pietra, che i pagani nei tempi antichi adoravano secondo una miserabile fede e un rito profano, si innalzavano nel mezzo della vegetazione »

Grazie alle donazioni di un dignitario della corte di Childeberto II, i monaci edificarono sulle rovine un'abbazia cristiana. Sotto l'impulso intellettuale e spirituale del monachesimo irlandese, l'abbazia di Luxeuil, consacrata a San Pietro apostolo, divenne rapidamente uno dei centri monastici più importanti e dinamici dell'intera Gallia; la comunità era così numerosa che i cori potevano avvicendarsi in continuazione nella laus perennis, importata a Luxeuil dall'abbazia di Agauno.

Se i primi riti osservati a Luxeuil erano retaggio delle tradizioni monastiche irlandesi, in seguito furono soppiantati dalla più formale regola benedettina.

Nel 603 un sinodo dei monaci accusò Colombano di celebrare la Pasqua secondo il calendario liturgico celtico: in realtà è più probabile che la sua severità e il carattere inflessibile della regola che aveva imposto fossero stati causa di attriti col re dei Burgundi[3].

Lezionario di Luxeuil; manoscritto Lat. 9427. (f° 144) della Bibliothèque nationale de France.

Colombano fu esiliato su ordine di Teodorico II e della reggente regina Brunechilde; a succedergli a capo dell'abbazia fu Eustasio di Luxeuil, responsabile di una scuola monastica divenuta celebre anche per opera di Valdeberto suo successore. La dottrina della scuola e l'autorità morale dell'abbazia contribuirono grandemente alla conversione dei Burgundi.

Luxeuil inviò tre delegazioni di monaci a fondare nuovi monasteri: una fra Milano e Genova, a Bobbio, dove Colombano si propose come nuovo abate; le altre a Saint-Valery-sur-Somme e a Remiremont.

Fra i religiosi celebri che frequentarono l'abbazia di Luxeuil, è da menzionare Conone, abate di Lerino, che vi concepì la riforma del proprio monastero, Vandregisilo abate e Filiberto abate, fondatori rispettivamente delle abbazie di Fontenelle e di Jumièges in Normandia, che imperniarono la regola dei propri monasteri sulla tradizione di Luxeuil.

Nel 731 i Saraceni, agli ordini del generale Abd al-Rahman ibn Abd Allah al-Ghafiqi, penetrati da Arles in Borgogna, si impadronirono di Luxeuil e massacrarono la gran parte della comunità[4]. I pochi sopravvissuti ricostruirono gli edifici, ma il monastero e il piccolo borgo che vi era sorto intorno furono devastati dai Normanni nel IX secolo e saccheggiati più volte in altre occasioni.

Con l'opera riformatrice di Benedetto d'Aniane, che si compì a Luxeuil dall'817 ad opera di Ansegiso di Fontenelle, Ludovico il Pio rinnovò le prerogative dell'abbazia, ordinò la riparazione della chiesa e del chiostro, e contribuì a rinforzare l'osservanza alla regola.

L'attuale chiesa abbaziale fu costruita fra il 1330 e il 1340 sulla più vecchia chiesa, edificata su vestigia romane e distrutta da un incendio nel 1201[5].

A partire dal XV secolo l'istituzione della figura dell'abate commendatario incoraggiò il calo dell'osservanza alla regola e l'abbazia conobbe un lungo periodo di decadenza; Carlo V ridimensionò il potere degli abati di Luxeuil.

Nel 1550 fu edificato il palazzo abbaziale, per iniziativa di François Benvalot, abate di Saint-Vincent di Besançon e commendatario di Luxeuil[6].

Nel 1633, su iniziativa della principessa Isabella Clara Eugenia d'Asburgo e di don Jérôme Coquelin, da essa posto a capo dell'abbazia, la carica di abate commendatario fu soppressa, e Luxeuil ricevette la regola della congregazione dei Santi Vitone e Idulfo[7]. Coquelin intraprese anche un'opera di ricostruzione degli edifici abbaziali, conservando la chiesa, il chiostro, il palazzo abbaziale e la cappella di Nôtre Dame, per riedificare tutto il resto.[8]

La commenda fu ripristinata nel 1720[9].

Da un rapporto della "Commission des Réguliers" del 1768, la comunità risulta nuovamente fiorente, e la regola rispettata.

Il 21 luglio 1789, allo scoppiare della Rivoluzione francese, l'abbazia fu presa d'assalto da orde di abitanti delle campagne desiderosi di distruggere i documenti comprovanti i possedimenti abbaziali. Nel saccheggio andò distrutta gran parte della ricca biblioteca e della collezione di sigilli[10]. Negli anni seguenti l'abbazia fu disciolta e i monaci dispersi. Venduti come beni nazionalizzati, molti edifici del monastero sono oggi scomparsi, ad eccezione della chiesa, esempio superbo di architettura gotica, del chiostro e del palazzo abbaziale, che fino alla legge sulle associazioni (1901) e alla legge sulla separazione fra Stato e Chiesa (1905) servì da seminario per l'arcidiocesi di Besançon.

La chiesa conserva un pregevole organo monumentale.

Elenco degli abati[modifica | modifica wikitesto]

  • 590-610 : san Colombano
  • 610-625 : sant'Eustasio
  • 625-665/670:[11] san Valdeberto
  • 6??-6?? : Vindologe
  • 6??-6?? : Bertoald
  • 6??-682 : sant'Ingofroy
  • 682-6?? : Cunctan
  • 6??-6?? : Rustique
  • 6??-700 : Sayfroce
  • 700-7?? : beato Adone
  • 7??-7?? : Arulfe
  • 7??-7?? : Rendin
  • 7??-7?? : Regnebert
  • 7??-7?? : Gérard I
  • 7??-7?? : Ratton
  • 7??-730 : Villicran
  • 730-731 : san Mellin
  • 731-746 : Vacante
  • 746-7?? : Frudoald
  • 7??-7?? : Gaylembe
  • 7??-764 : Ayribrand
  • 764-7?? : Boson
  • 7??-785 : Grimoald
  • 785-786 : André I
  • 786-7?? : Docton
  • 7??-8?? : Silierne
  • 8??-817 : Dadin
  • 817-820 : sant'Ansegiso di Fontenelle
  • 820-834?: Drogo di Metz
  • 834-855 : Fulberto
  • 856-888 : san Giberto
  • 888-948 : Eudes I
  • 948-983 : Guy I
  • 983-1018 : Aalongue
  • 1018-10?? : Milon
  • 10??-1049 : Guillaume Ier
  • 1049-10?? : Gérard II
  • 10??-10?? : Roger
  • 10??-10?? : Robert
  • 10??-10?? : Guy II
  • 1090-1023 : Thibaud I
  • 1123-1136 : Hugues I
  • 1136-1139 : Josserand
  • 1139-1147 : Etienne I
  • 1147-1160 : Gérard III
  • 1160-1165 : Pierre I
  • 1165-1178 : Sifroy
  • 1178-1186 : Bouchard
  • 1186-1189 : Gérard IV
  • 1189-1201 : Olivier d'Abbans
  • 1201-1204 : Frédéric
  • 1204-1209 : Hervé
  • 1209-1219 : Hugues II
  • 1219-1234 : Simon
  • 1234-1265 : Thibaud II
  • 1265-12?? : Régnier
  • 12??-1271 : Hugues III
  • 1271-1287 : Charles I
  • 1287-1308 : Thibaud III de Faucogney
  • 1308-1314 : Etienne II
  • 1314-1319 : Vacante
  • 1319-1345 : Eudes II de Châtillon
  • 1345-1351 : Fromond de Corcondray
  • 1351-1363 : Guillaume II de Saint-Germain
  • 1364-1382 : Aymon de Mollans
  • 1382-1416 : Guillaume III de Bussul
  • 1416-1416 : Pierre II de Lugney
  • 1416-1424 : Etienne III Pierrecy de L'Isle
  • 1424-1427 : Guy III Pierrecy de L'Isle
  • 1427-1431 : Jean Ier d'Ungelles
  • 1431-1449 : Guy IV Briffaut
  • 1449-1468 : Jean II Jouffroy
  • 1468-1495 : Antoine I de Neuchâtel
  • 1495-1533 : Jean III de La Palud de Varambon
  • 1534-1541 : François I de La Palud de Varambon
  • 1542-1560 : François II Bonvalot
  • 1560-1586 : cardinale Antoine II Perrenot de Grandvelle
  • 1587-1600 : cardinale Louis de Madruce
  • 1600-1601 : cardinale Andrea d'Austria
  • 1601-1622 : Antoine III de La Baume
  • 1622-1631 : Philippe de La Baume
  • 1633-1642 : Jérôme Coquelin
  • 1642-1671 : Jean-Baptiste Ier Clerc
  • 1671-1671 : Claude-Paul de Bauffremont
  • 1671-1671 : Emmanuel Privey
  • 1671-1680 : Jean-Baptiste II Joseph-Hyacinthe de Bauffremont
  • 1680-1733 : Charles II Emmanuel de Bauffremont
  • 1733-1741 : Vacante
  • 1741-1743 : René de Rohan-Soubise
  • 1743-1790 : Jean IV Louis-Aynard de Clermont-Tonnerre

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte.
  2. ^ Medieval Sourcebook: The Life of St. Columban, by the Monk Jonas
  3. ^ Bourassé, pag.108
  4. ^ Fonte
  5. ^ Paul Beauséjour, Notice sur l'église de Luxeuil, p.3
  6. ^ Paul Beauséjour, Clermont-Tonnerre comtois. A Vauvillers. A Luxeuil. A Hamonville, p.82
  7. ^ Paul Beauséjour, Clermont-Tonnerre comtois. A Vauvillers. A Luxeuil. A Hamonville, p.70
  8. ^ Paul Beauséjour, Clermont-Tonnerre comtois. A Vauvillers. A Luxeuil. A Hamonville, p. 76
  9. ^ Paul Beauséjour, Clermont-Tonnerre comtois. A Vauvillers. A Luxeuil. A Hamonville, p. 92
  10. ^ Paul Beauséjour, Clermont-Tonnerre comtois. A Vauvillers. A Luxeuil. A Hamonville, pp. 144 e segg
  11. ^ San Valdeberto di Luxeuil

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 47°48′59″N 6°22′53″E / 47.816389°N 6.381389°E47.816389; 6.381389