Abbandono di persone minori o incapaci

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Delitto di
Abbandono di persone minori o incapaci
Fonte Codice penale italiano
Libro II, Titolo XII, Capo I
Disposizioni art. 591
Competenza tribunale monocratico[1]
Procedibilità d'ufficio
Arresto facoltativo
Fermo non consentito[2]
Pena reclusione da 6 mesi a 5 anni

Nel diritto penale italiano, l'abbandono di persone minori o incapaci (comunemente, secondo i casi, anche abbandono di minore e abbandono di incapace) è il delitto previsto dall'art. 591 del codice penale. È un reato contro la vita e l'incolumità individuale, ed è come l'omissione di soccorso un delitto di omessa solidarietà.

Gli obblighi solidaristici imposti dal sistema penale prima, e dalla Costituzione poi (art. 2), riguardano quel minimo di solidarietà richiesta ai soggetti che, all'interno di una qualsiasi società civile organizzata, viene imposta ai consociati. Tale norma impone il divieto di abbandono di determinati soggetti che versano in particolari condizioni, da parte di chi è gravato dall'obbligo di garanzia verso gli stessi.

La norma prevede tre fattispecie.

Abbandono di minore o di incapace[modifica | modifica sorgente]

L'art. 591 al primo comma recita: Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a sé stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere la cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Elementi oggettivi[modifica | modifica sorgente]

Reo di tale delitto è colui che ha la custodia o deve averne cura, si tratta pertanto di un delitto proprio (i soggetti destinatari della norma sono individuati dalla legge). L'obbligo della cura può derivare:

  • dalla legge: così ad esempio genitori, insegnanti, tutori
  • da un contratto: ad esempio guide alpine, infermieri, bambinai, bagnini[3]

Soggetto passivo è il minore di 14 anni o l'incapace. L'incapace non è inteso in senso normativo, come colui che sia stato interdetto o inabilitato ai sensi della legge. L'incapacità può derivare anche dalle circostanze concrete: si pensi al cliente di una guida alpinistica. La condotta consiste nell'abbandono materiale del soggetto passivo (non solo morale)[4]. Il delitto è un reato di pericolo, in quanto l'abbandono in sé non è sufficiente a cagionare un danno, ma pone il minore o l'incapace in una situazione di pericolo e ne mette a repentaglio l'incolumità. Perfezionandosi con il momento dell'abbandono, è un reato istantaneo.

Elemento soggettivo[modifica | modifica sorgente]

L'elemento soggettivo è il dolo generico, ossia la coscienza dello stato di incapacità e la volontà dell'abbandono.

Abbandono all'estero[modifica | modifica sorgente]

Il secondo comma punisce (con la stessa pena) Chi abbandona all'estero un cittadino italiano minore degli anni 18, a lui affidato nel territorio dello Stato per ragioni di lavoro. Anche qui trattasi di un reato proprio. Infatti l'obbligo giuridico a carico del soggetto attivo deve preesistere alla condotta di abbandono, e consiste in un rapporto di affidamento fondato nel territorio italiano[5].L'unica differenza con il reato precedente è l'età del minore, che si presume incapace di badare a sé stesso, all'estero, anche oltre i 14 anni.

Abbandono qualificato[modifica | modifica sorgente]

Parte della dottrina considera la terza fattispecie un'aggravante, parte un reato autonomo e recita: La pena è della reclusione da uno a sei anni se dal fatto deriva una lesione personale, ed è da tre a otto anni se ne deriva la morte. Si tratta di eventi che si sono verificati in conseguenza della prima condotta a che devono essere riconducibili al fatto dell'abbandono. Il codice prevede un aumento di pena nel caso che dall'abbandono derivino lesioni penali o morte. Non solo il soggetto attivo delle lesioni o della morte non è lo stesso dell'abbandono (altrimenti risponderebbe di concorso di reati); ma al momento dell'abbandono non doveva né volere né rappresentarsi l'evento di lesioni o morte (anche in questo caso risponderebbe del delitto di omicidio o lesioni).

Aggravante speciale[modifica | modifica sorgente]

Le fattispecie sono aggravate se l'abbandono è stato commesso da genitore, figlio, tutore, coniuge, dall'adottato o dall'adottando.

Pene[modifica | modifica sorgente]

  • reclusione da sei mesi a cinque anni per le prime due fattispecie
  • della reclusione da uno a sei anni per abbandono qualificato da lesioni o morte
  • pena aumentata per i soggetti qualificati nell'ultimo comma.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corte d'assise se dal fatto deriva la morte della vittima.
  2. ^ Consentito se dal fatto deriva la morte della vittima.
  3. ^ in questo caso il contratto può anche essere atipico: immaginiamo il caso di una persona che trovi un bambino solo nel parco che cerca i genitori. Dal momento in cui se ne prende cura non può abbandonarlo a sua volta
  4. ^ c'è chi considera necessaria anche la pericolosità del luogo dell'abbandono, perché la fattispecie sia integrata. Es. Mantovani, Delitti contro le persone, CEDAM p. 164
  5. ^ si pensi alle agenzie che organizzano viaggi studio all'estero per ragazzi

Testi normativi[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Diritto penale parte speciale Giovanni Fiandaca, Enzo Musco, Zanichelli 1997
  • Diritto penale parte speciale Mantovani CEDAM 2005
  • Manuale di diritto penale parte speciale Giuffrè 2002

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