Abacuc

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il nome proprio, vedi Abaco (nome).
Sant'Abacuc
Abacùc, icona russa del XVIII secolo
Abacùc, icona russa del XVIII secolo
Profeta
Nascita VII secolo a.C.
Morte VI secolo a.C.
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 15 gennaio
Attributi Rotolo della profezia
Il profeta Abacuc, scultura di Donatello detta anche lo Zuccone

Abacùc o Abacucco (in ebraico: Hăbaqqūq, חֲבַקּוּק; in greco: Ἀμβακούμ; in latino: Habăcuc; ... – VI secolo a.C.) è l'ottavo dei 12 profeti minori.

L'etimologia del nome Abacuc è incerta, potendo derivare dal nome di una pianta in assiro, probabilmente la cassia, oppure da una parola in ebraico significante colui che abbraccia o colui che lotta[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È autore di una profezia presente nella Bibbia: il Libro di Abacuc costituito di 56 versetti, suddivisi in tre capitoli[2]. Nell'opera il profeta affronta vari temi, trattando della giustizia divina e della fedeltà all'alleanza, che conduce alla salvezza ed alla teofania. Nella prima delle due parti che compongono tale profezia, che consiste in un dialogo tra Dio e Abacuc, i capitoli I e II, viene annunciata la conquista di Israele da parte dei caldei (1,5-11), cioè i babilonesi, seguita dalla rovina degli empi (2,2-19). Nel terzo capitolo è invece presente una preghiera nella quale il profeta tesse le lodi della potenza di Dio. Gli accenni alla conquista e allo stato della società giudaica porterebbero la data della composizione ai primi del VII secolo a.C., cioè durante il regno di Joachim, che durò dalla fine del VII al principio del VI secolo a.C.

Di grande importanza sono anche i Pesher Habakuk (Commento ad Abacuc): si tratta di un rotolo, facente parte dei manoscritti non biblici di Qumran, in cui si trovano dei commenti ai primi due capitoli della profezia: l'originale dei rotoli è ad oggi conservato all'università ebraica di Gerusalemme.

Nella città di Tuyserkan (Iran) ha sede un mausoleo, il tempio di Hayaghoogh - protetto dai Beni Culturali iraniani - che si crede sia di Abacuc. Una leggenda narra che Abacuc fosse a guardia del Tempio di Salomone quando fu catturato dai babilonesi che lo imprigionarono.[senza fonte] Affrancato da Ciro II di Persia Abacuc si spostò presso Ecbatana: in quella zona morì e fu sepolto in quella che oggi è Tuyserkan nella regione di Hamadan.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Abacuc è venerato dalla Chiesa cattolica come santo e celebrato il 15 gennaio insieme ad un altro profeta minore, Michea.

Secondo una tradizione medievale le spoglie del profeta Abacuc si troverebbero nella cattedrale di Nocera Inferiore. Teodorico di Niem, mentre papa Urbano VI è assediato nel castello del Parco di Nocera, descrive il territorio della città riferendo della presenza in chiesa delle spoglie del profeta.

« si scorge nei campi la chiesa di San Prisco, che fu un tempo cattedrale dove si conservano le reliquie del profeta Abacuc »
(Teodorico di Niem, De schismate libri III)

Abacuc nella lingua italiana[modifica | modifica sorgente]

Secondo alcuni etimologi le espressioni italiane "vecchio come il cucco" e "vecchio bacucco" derivano proprio da Abacucco, in quanto egli venne spesso rappresentato come un vecchio con una lunga barba bianca.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Bibbia, ed. Piemme, Casale Monferrato 1996, ISBN 88-384-2400-4, pag. 2211
  2. ^ Difficilmente identificabile con l'omonimo personaggio citato in Daniele 14,33-39.
  3. ^ Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Ed. Zanichelli, Bologna, 1999, ISBN 88-08-09428-6, voce: bacucco

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]