A spasso con Daisy

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A spasso con Daisy
ASpassoConDaisy.jpg
Una scena del film.
Titolo originale Driving Miss Daisy
Paese di produzione USA
Anno 1989
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere commedia drammatica
Regia Bruce Beresford
Soggetto Alfred Uhry
Sceneggiatura Alfred Uhry
Produttore Lili Fini Zanuck, Richard D. Zanuck
Casa di produzione Majestic Films International, The Zanuck Company
Fotografia Peter James
Montaggio Mark Warner
Effetti speciali B.J. Shelley, Bob Shelley
Musiche Hans Zimmer, Willie Best, Antonín Dvořák, Robert Hill, Joan Javits, Philip Springer
Scenografia Bruno Rubeo, Crispian Sallis
Trucco Manlio Rocchetti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Un vecchio negro e una vecchia ebrea che vanno a spasso in macchina: adesso le ho viste proprio tutte... »
(Agente di polizia stradale)

A spasso con Daisy (Driving Miss Daisy) è un film del 1989 diretto da Bruce Beresford con Morgan Freeman e Jessica Tandy.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Atlanta, 1948. Miss Daisy Werthan è un'anziana e distinta signora ebrea di settantadue anni, vedova di un ricco produttore di tessuti ebreo e maestra elementare ormai in pensione. Molto attiva e indipendente, è soprattutto nota come una donna molto burbera, cocciuta, bacchettona e tirchia e vive da sola nella sua bella casa, dove è assistita dalla domestica di colore Idella, che con gli anni ha imparato a sopportare il suo indomito temperamento quanto le sue bizzarre fissazioni e i molteplici pregiudizi.

Un giorno perde il controllo della sua automobile sbagliando la marcia mentre esce dal garage, finendo nel giardino dei vicini. Benché uscita dall'incidente miracolosamente illesa, il danno riportato dall'automobile è catastrofico, e costa all'assicurazione un gran numero di soldi, tanto che suo figlio Boolie, erede dell'azienda paterna, decide di assumerle un autista nonostante le sue furiose proteste. Poco tempo dopo, su presentazione di un suo operaio, Boolie conosce un uomo di colore di quasi settant'anni, Hoke Colburn, autista delle consegne del latte analfabeta e in ritiro, che opportunamente avverte circa le inesauribili particolarità caratteriali della spigolosa e pignola signora. Hoke assiste quindi miss Daisy armandosi di una massiccia dose di pazienza e di un sorriso sempre spontaneo e solare, concedendosi molto di frequente frecciate d'umorismo pungente.

All'inizio la donna rifiuta categoricamente lo chauffeur, in quanto la farebbe a suo dire "passare scioccamente per ricca davanti a tutti", e fa di tutto per tenerlo seduto in cucina in silenzio, ben lontano dalla nuova automobile, arrivando poi a trovare ogni pretesto per convincere il figlio a cacciarlo via, ma senza successo. Dopo una settimana, miss Daisy accetta di ricorrere ai servizi di Hoke, che le ripete di continuo di non poter accettare di essere pagato da Boolie solo per girare i pollici in cucina, facendosi portare al supermercato, dalle amiche, al cimitero ebraico e poi alla festa del novantesimo compleanno del fratello.

Con il tempo Daisy si ammorbidisce e si fa più amichevole con l'autista, ogni tanto si concede ancora qualche istante di burbera pedanteria. Con la morte improvvisa di Idella per infarto, l'anziana vedova e il suo autista continuano a smorzare le difficoltà relazionali, al punto che lui si improvvisa con grande entusiasmo giardiniere, cuoco, e cameriere. Complice il passare del tempo, fra i due nascerà una bella storia d'amicizia, tanto che la maestra si decide a insegnargli a leggere e a scrivere.

Nel 1966, Boolie amplia la propria azienda tramutandola in un'industria di grande successo, tanto da venire insignito dalla Camera di Commercio del titolo di uomo d'affari dell'anno, mentre Daisy, ormai novantenne ma sempre in ottima salute, partecipa a un discorso di Martin Luther King in occasione di una cena sociale a cui partecipa l'alta società di Atlanta. Questa scena costituisce un momento molto importante in quanto svela la vera morale del film: le discriminazioni dei bianchi a danno dei neri costituiscono un fenomeno che non si limita soltanto alle violenze pubbliche e materiali e alla ghettizzazione dei neri, ma che trae vantaggio dal silenzio complice da parte della gente perbene che preferisce chiudere gli occhi anziché contribuire a migliorare le cose anche per quegli statunitensi del sud bianco che vivono in condizioni precarie. A suo giudizio, gli Stati Uniti si proclamano con fierezza una terra di onestà, di giustizia e prosperità per tutti, ma in realtà sono una terra di indifferenza, discriminazione e ipocrisia.

Ormai novantaquattrenne, Daisy si ammala di demenza ed entra improvvisamente in uno stato di confusione, convincendosi di essere ancora a scuola a insegnare ai suoi bambini; il finale la vede ospitata in una casa per anziani dove riceve saltuariamente la visita del figlio e di Hoke anche lui invecchiato, ma rimasto il suo vero amico di una vita che sta finendo per entrambi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  • Il film fu vincitore di quattro premi Oscar nel 1990;
  • Tratto dall'opera teatrale di Alfred Uhry, scelto come sceneggiatore del film, la pellicola affronta un problema importante come quello del razzismo da una prospettiva insolita ed originale: senza scene violente o particolarmente forti e con i toni della commedia divertente, come denotano le battute della domestica Idella. Ma, da un'analisi più attenta, emergono le contraddizioni di una società che si proclama fieramente libera da pregiudizi, come afferma Daisy all'inizio del film, e che in realtà si rivela indifferente e ipocrita. Così, il tema principale del film traspare da tanti piccoli momenti, come quello in cui Hoke rammenta a Daisy che le persone di colore non possono entrare nei bagni pubblici. La morale di questo film classico, attuale ancora oggi, sta nel discorso finale di Martin Luther King: il razzismo non è solo animato dai Ku Klux Klan, ma anche da quanto ognuno possiede dentro il cuore, quindi non basta condannare a parole gli atti razzisti più estremi, solo per liberarsi la coscienza, ma serve l’azione per mutare il corso degli eventi.
  • Il personaggio di Florine, moglie di Boolie, non si trova nella pièce teatrale ed è stato creato appositamente per il film.

Frasi famose[modifica | modifica sorgente]

« Se non hanno emendato la costituzione senza farmelo sapere, ho ancora i miei diritti! »
(Daisy)
« Io non vorrei essere nei tuoi panni, neppure se nostro Signore venisse giù a chiedermelo di persona! »
(Idella)
« Io i miei affari li faccio in questa città... a molti miei clienti la cosa non piacerebbe, potrebbero storcere un po' il naso e chiamarmi "Martin Luther Werthan" dietro le spalle »
(Boolie)
« Dice che le cose stanno cambiando, ma non sono cambiate mica tanto! »
(Hoke)
« Hoke... sei il mio migliore amico! »
(Daisy)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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