A Rush of Blood to the Head

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A Rush of Blood to the Head
Artista Coldplay
Tipo album Studio
Pubblicazione 27 agosto 2002[1]
Durata 54 min : 08 s
Dischi 1
Tracce 11
Genere Alternative rock[1]
Indie rock[1]
Pop rock[1]
Etichetta Parlophone
Produttore Ken Nelson
Formati CD, LP, download digitale
Certificazioni
Dischi d'oro Brasile Brasile[2]
(Vendite: 50.000+)
Danimarca Danimarca[3]
(Vendite: 25.000+)
Finlandia Finlandia[4]
(Vendite: 15.000+)
Francia Francia (2)[5]
(Vendite: 200.000+)
Germania Germania (2)[6]
(Vendite: 450.000+)
Spagna Spagna[7]
(Vendite: 40.000+)
Svezia Svezia[8]
(Vendite: 30.000+)
Svizzera Svizzera[9]
(Vendite: 20.000+)
Dischi di platino Australia Australia (7)[10]
(Vendite: 490.000+)
Austria Austria[11]
(Vendite: 20.000+)
Canada Canada (4)[12]
(Vendite: 400.000+)
Europa Europa (5)[13]
(Vendite: 5.000.000+)
Italia Italia[14]
(Vendite: 120.000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda (4)[15]
(Vendite: 60.000+)
Regno Unito Regno Unito (8)[16]
(Vendite: 2.400.000+)
Stati Uniti Stati Uniti (4)[17]
(Vendite: 4.000.000+)
Coldplay - cronologia
Album precedente
(2000)
Album successivo
(2003)
Singoli
  1. In My Place
    Pubblicato: 5 agosto 2002
  2. The Scientist
    Pubblicato: 4 novembre 2002
  3. Clocks
    Pubblicato: 2 aprile 2003
  4. God Put a Smile upon Your Face
    Pubblicato: 7 luglio 2003

A Rush of Blood to the Head è il secondo album studio del gruppo musicale britannico Coldplay, pubblicato il 27 agosto 2002.[1] Pubblicato il 26 agosto in Gran Bretagna con l'etichetta Parlophone, l'album è stato prodotto dalla band e dal produttore inglese Ken Nelson. Le registrazioni del disco ebbero inizio dopo che la band divenne famosa in tutto il mondo con la pubblicazione dell'album di debutto, Parachutes, e uno dei suoi singoli, Yellow. La composizione delle canzoni risente degli attentati dell'11 settembre 2001, avvenuti una settimana prima che le registrazioni iniziassero. Le canzoni presenti nell'album sono caratterizzate da un ampio uso del piano e della chitarra elettrica rispetto al predecessore.

L'album è stato reso disponibile nell'agosto 2002, due mesi dopo la data di pubblicazione stabilita. È stato pubblicato il 27 agosto negli Stati Uniti dalla Capitol Records. La Capitol ha poi pubblicato una versione rimasterizzata dell'album nel 2008 su vinile a 180 grammi come parte della serie "From the Capitol Vaults". L'album debuttò e continuò la grande eredità commerciale della band sulla scia di Parachutes che fece dei Coldplay una delle band con maggiori vendite in tutto il mondo. È stato in cima alla classifica britannica nella prima settimana dalla data di pubblicazione nel Regno Unito, oltre ad essere diventato l'ottavo album con maggiori vendite del 21esimo secolo sempre nel Regno Unito. La British Phonographic Industry ha certificato l'album 9 volte platino per le vendite accumulate di 2,7 milioni di copie in Gran Bretagna e più di 15 milioni nel mondo.

A Rush of Blood to the Head è stato acclamato dalla critica, e la band ha vinto il Grammy 2003 come Migliore Album Alternativo per il secondo anno consecutivo, e il Grammy 2004 come Traccia dell'anno per la canzone Clocks. Nel 2012 ha raggiunto la posizione 466 della Rolling Stone's 500 Greatest Albums of All Time. È stato anche votato come migliore album di tutti i tempi dagli ascoltatori della BBC radio 2 in un sondaggio condotto nel 2013.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

La band iniziò a registrare l'album a Londra una settimana prima degli attentati dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti, durante i quali le loro "struggenti canzoni ... raccoglievano un pubblico sempre più ampio". I Coldplay non furono mai a Londra per un periodo tanto lungo e furono bombardati dai problemi riguardanti l'andamento della produzione. Decisero quindi di trasferirsi a Liverpool, dove avevano registrato alcune canzoni di Parachutes. Il cantante Chris Martin svelò che una volta lì "diventarono ossessionati dalla registrazione". In My Place fu la prima canzone registrata per l'album, nonché quella pubblicata come singolo di lancio "perché era la canzone che ci portava a volere un secondo album. Era quella che ci spingeva ad andare avanti e ci faceva credere di poter ancora scrivere canzoni" in seguito ad "uno strano periodo in cui non sapevamo cosa stavamo facendo" tre mesi dopo il successo di Parachutes.

La band scrisse più di 20 canzoni per l'album ed alcune di queste nuove tracce, inclusa In My Place e Animal furono eseguite dal vivo durante il tour di supporto a Parachutes. Il titolo dell'album fu rivelato tramite un post sul sito ufficiale della band.

Durante l'iniziale sessione di registrazione a Liverpool, il cantante Chris Martin e il chitarrista Jonny Buckland lavorarono da soli e solo durante i fine settimana. Ogni lunedì avrebbero presentato le idee per le canzoni maturate agli altri componenti della band. Con A Rush of Blood to the Head quasi completata, Martin andò nello studio a notte fonda e scrisse il riff di piano che, come da lui stesso dichiarato, "venne semplicemente fuori". La band ha riconosciuto che l'iniziale versione della canzone, che sarebbe diventata "Clocks", era speciale così come lo era la prima volta che Martin la suonò loro. Dato che era troppo tardi per includere la canzone nell'album, registrarono una versione demo e la inclusero in un CD contrassegnato come "Songs for #3", con le tracce incompiute a cui intendevano lavorare per il loro terzo album studio.

Entro giugno 2002, la band completò A Rush of Blood to the Head, ma pensarono che quello che ne uscì era "spazzatura" e per questo raggiunsero un accordo con l'etichetta per posticipare la pubblicazione dell'album fino a quando non sarebbero stati completamente soddisfatti. Successivamente molte canzoni furono scartate perché sembravano essere più adeguate per Parachutes. Martin sostenne che sarebbero potute risultare poco interessanti: "Avrebbe indicato che saremmo stati felici di fermarci su ciò che abbiamo fatto, e non lo siamo. Per noi era importante progredire e provare a migliorare le nostre doti di musicisti". Queste ambizioni misero la band sotto pressione: "delle volte le sessioni di prova finivano improvvisamente con uno o più membri dei Coldplay che minacciava di separarsi dalla band".

Dopo aver fatto da headliner al Glastonbury Festival del 2002, i Coldplay ritornarono allo studio e lavorarono su alcune tracce dal "Songs for #3" che produssero poco prima. Phil Harvey, il manager della band, ascoltò Clocks e li esortò a ritornare a lavorare su di essa immediatamente: "No, dovete fare quella canzone ora perché [nel testo] insistete sull'urgenza, e sostenete di volerla mettere da parte. Questo non ha senso."

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

L'aver registrato l'album dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 offrì ai Coldplay una nuova prospettiva: "Le nuove canzoni riflettono un nuovo atteggiamento. [Incitano chi le ascolta] a non essere spaventati. Chiunque può ottenere ciò che vuole". Molti dei testi delle canzoni riguardano l'insistenza. Martin ha affermato che le canzoni precedenti erano più "rilassate" poiché i membri della band erano in uno stato d'animo disteso: "Magari c'è più insistenza in alcune di queste canzoni. E ciò è nato da tutti i posti in cui siamo stati e da tutto ciò di cui abbiamo fatto esperienza". Martin ha spiegato che, in relazione al tema dell'album, il titolo dello stesso significa "fare qualcosa di impulsivo". Alcune canzoni dell'album riguardano le relazioni. Queste tracce sono basate sulla realtà, ma secondo Martin, sono state scritte con un tocco di fantasia: "Le canzoni sono come le fiabe: hanno un inizio e una fine e puoi far funzionare tutto perfettamente. Nella vita vera non va così".

L'album include ballate e musica acustica con un massiccio uso della chitarra e del piano. L'"epic rock" stile U2 della traccia d'apertura Politik, il piano di Clocks, e le fragorose chitarre di A Whisper sono viste come un'estensione del range musicale della band. Chris Martin ha dichiarato che il title track dell'album è un omaggio al cantautore americano Johnny Cash, considerato da Martin uno dei "più grandi ... uomini con solamente chitarre".

La canzone Green Eyes è stata scritta da Chris Martin per due persone: un "amico americano" e compagno di band, Jonny Buckland.

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina per A Rush of Blood to the Head fu disegnata dal fotografo Sølve Sundsbø. Sundsbø fu assunto dalla rivista di moda Dazed & Confused alla fine degli anni '90 per produrre qualcosa con un "sentimento tecnologico, qualcosa di completamente bianco". Come artista, provò a fare "cose che non sono mai state fatte prima, che sono virtualmente impossibili"; suggerì di fare degli scatti utilizzando uno scanner 3D.

Il modello per gli scatti aveva un makeup tutto in bianco in modo tale da produrre "i migliori risultati"; per l'immagine, il modello indossò un capo di saia colorato. Il computer non avrebbe letto i colori così fu sostituito con punte, e la testa dell'immagine fu tagliata poiché la macchina scannerizzava solo 30 centimetri. L'editore della rivista gradì l'immagine e successivamente la inserì in una delle sue pubblicazioni. Martin vide l'immagine nella rivista e chiese a Sundsbø i permessi di poter utilizzare l'immagine come copertina di A Rush of Blood to the Head. Per i singoli dell'album, Martin chiese a Sundsbø cosa avrebbe potuto fare: quest'ultimo suggerì di scannerizzare la testa di ognuno dei componenti della band (Sundsbø inoltre contribuì con delle opere d'arte per il Live 2003 home video).

Il booklet contiene anche due foto: una con i Coldplay in una location che si vociferava fosse una foresta, ed una con la stessa band in studio. La copertina fu tra le dieci scelte dalla Royal Mail per un set di francobolli "Classic Album Cover" distribuito nel gennaio 2010.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi di Guy Berryman, Jonny Buckland, Will Champion e Chris Martin.

  1. Politik – 5:18
  2. In My Place – 3:48
  3. God Put a Smile upon Your Face – 4:57
  4. The Scientist – 5:09
  5. Clocks – 5:07
  6. Daylight – 5:27
  7. Green Eyes – 3:43
  8. Warning Sign – 5:31
  9. A Whisper – 3:58
  10. A Rush of Blood to the Head – 5:51
  11. Amsterdam – 5:19

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) A Rush of Blood to the Head in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ ABPD | Associaусo Brasileira de Produtores de Disco
  3. ^ Hitlisten.NU
  4. ^ Musiikkituottajat - Tilastot - Kulta- ja platinalevyt
  5. ^ Snepmusique.com, le site du Snep
  6. ^ Bundesverband Musikindustrie: Gold-/Platin-Datenbank
  7. ^ http://promusicae.es/files/listassemanales/albumes/historial/TOP%20100%20ALBUMES%2009_36.pdf
  8. ^ http://www.ifpi.se/wp/wp-content/uploads/ar-20033.pdf
  9. ^ The Official Swiss Charts and Music Community
  10. ^ Accreditations - 2012 Albums, ARIA Charts. URL consultato il 12 ottobre 2012.
  11. ^ IFPI Austria - Verband der Österreichischen Musikwirtschaft
  12. ^ Gold and Platinum Search
  13. ^ IFPI Platinum Europe Awards - 2011
  14. ^ Coldplay in tour, come un tornado, Il Piccolo, 23 aprile 2003. URL consultato il 16 gennaio 2011.
  15. ^ WebCite query result
  16. ^ Certified Awards Search, BPI. URL consultato il 19 luglio 2013.
  17. ^ RIAA - Gold & Platinum Searchable Database - November 01, 2013

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