Associazione Sportiva Dilettantistica Lodigiani

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AS Lodigiani Calcio
Calcio Football pictogram.svg
Lodigiani Logo.jpg
l"Incredibile" Lodigiani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Rosso e Bianco.png Rosso-Bianco
Simboli una "L" stilizzata color rosso e blu, affiancata da un pallone color oro
Dati societari
Città Roma
Paese bandiera Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Fondazione 1972
Rifondazione 2005
Presidente Giuseppe Malvicini
Stadio Borghesiana
(2.000 posti)
Sito web nuke.nuovalodigiani.it
Palmarès
Scudetti 3 (due titoli nazionali al "Torneo Giovanile Dante Berretti", un titolo Giovanissimi Nazionali
Trofei nazionali 1 (una Coppa Italia Dilettanti)
Trofei internazionali
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio

L’Associazione Sportiva Lodigiani 1972, semplicemente nota come Lodigiani, è una squadra storica di Roma; il suo titolo sportivo fu rilevato dall’Associazione Sportiva Cisco Roma la quale, nel 2004, squadra allora militante in Serie D che, dopo un anno di transizione col nome Cisco Lodigiani la fece diventare definitivamente Cisco Roma, salendo così in C2 e cedendo il proprio titolo di Serie D alla Lupa Frascati. La vecchia dirigenza, nel 2005, riprese lo storico nome rifondando la Lodigiani con la denominazione "Nuova Lodigiani" e rinominandola A.S.D. Lodigiani nel 2008, ridando così ufficialmente vita al vecchio sodalizio romano.

Dalla stagione 2011/2012 la Lodigiani gestisce solamente il settore giovanile e la scuola calcio.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini: i tornei aziendali

La Lodigiani Calcio nasce nel 1972. Fondata da Giuseppe Malvicini, è inizialmente la squadra aziendale della Lodigiani Costruzioni, uno dei colossi edilizi dell'epoca. Nel 1972 e nel 1973 la Lodigiani gioca 2 trofei amatoriali, il torneo SACOP e il trofeo Giovanni XXIII, entrambi vinti.Il suo giocatore più rappresentativo era Pietro Stelluzzi detto "Pietrino".

[modifica] I primi campionati regionali

Gli ottimi risultati e l'entusiasmo dei successi aziendali furono il passo successivo: nel 1974 la Lodigiani viene affiliata alla F.I.G.C. e giocò il campionato di Seconda Categoria, fondendosi con l'A.C. Orma I.T.R. Vescovio di Roma. La squadra arrivò terza ma Malvicini, non soddisfatto della categoria, prese il titolo di Promozione Laziale (allora la massima categoria regionale) fondendosi con la U.S. Maia Cat, squadra aziendale di Mentana con la quale la Lodigiani Costruzioni aveva ottimi rapporti. Cominciò l'epoca della Lodigiani di Scaratti che, dopo un avvio difficile nella prima stagione di Promozione (1974-75, 11º posto), fece seguire una trafila di secondi e terzi posti che non valsero però mai la promozione in Interregionale. Dopo vari tentativi, nella stagione 1979-80, la Lodigiani (allenatore Mastrantonio) salì finalmente in Interregionale.

[modifica] La Lodigiani di San Basilio

Gli anni della Promozione dal 1974 al 1980 videro la Lodigiani piantarsi in maniera stabile nel quartiere di San Basilio, al centro sportivo Francesca Gianni, ristrutturato ed ampliato dalla Lodigiani Calcio. In questo periodo, durato fino al 1983, la Lodigiani e San Basilio erano una sola anima: le partite della Lodigiani si svolgevano in un autentico catino, con gente assiepata sulle recinzioni; tali partite erano temute dalle squadre avversarie, non furono poche le partite sospese per intemperanze del pubblico e spesso anche le tifoserie ospiti dovevano fare i conti con quello che una volta era uno dei quartieri più temuti della Capitale. Va detto che anche in Serie C2, fino al 1990, la Lodigiani, in particolari momenti di crisi, giocava al Francesca Gianni anziché al Flaminio per avere una spinta maggiore dal pubblico.

[modifica] L'Interregionale

Nel campionato 1980-81 la Lodigiani esordì in Serie D, stagione travagliata che vide l'esonero di Mastrantonio per De Rossi. Con un buon finale di campionato la squadra terminò in dodicesima posizione, lasciandosi dietro Angelana, Audax Rufina, Iglesias, Orbetello, Isili e Calangianus. Da questa stagione la Lodigiani, inserita in un interessantissimo girone con squadre toscane e sarde, cominciò a giocare partite di livello nazionale, incontrando subito squadra blasonate come Torres e Frosinone (promosse al termine della stagione), Foligno, Viterbese e Olbia. Già da questa stagione, inoltre, la Lodigiani poteva considerarsi, data la fase discendente di Almas e Romulea, la terza squadra di Roma. La stagione 1981-82 vide l'esordio in panchina di un tecnico aquilano giovane e di belle speranze: Guido Attardi; allenatore offensivista, allenò per ben 9 stagioni la Lodigiani, garantendogli sempre ottimi risultati. Le partite della gestione Attardi, in ogni stagione, erano garanzia di spettacolo. Attardi cercò subito di inserire i giovani più validi nell'intelaiatura della prima squadra, adattandosi a quelle che diventeranno le vere esigenze della Lodigiani a partire dagli anni '90. A lui si deve la scoperta di giocatori come David Di Michele e Luca Toni. La prima stagione di Attardi terminò con un ottimo terzo posto, a soli 5 punti da Foligno (promosso) e Cynthia. Durante questa annata furono giocati i derby con la Romulea (già destinata a divenire Lupa Frascati), Casalotti, Tor Sapienza e Montespaccato (retrocesse a fine campionato).

[modifica] L'ascesa in Serie C

Nella stagione 1982-83 la squadra, guidata da Attardi, beffò proprio la squadra che diede i natali al suo allenatore, L'Aquila, staccata di ben 5 punti (la vittoria valeva 2 punti). Inoltre la prima squadra vinse la Coppa Italia Dilettanti e il settore giovanile, cresciuto in maniera esponenziale, vinse il suo primo titolo nazionale, nella categoria Giovanissimi.

[modifica] La Lodigiani in Serie C2

La stagione 1983-84, segnò due importanti svolte: il primo campionato professionistico di C2, e il trasferimento allo stadio Flaminio per le partite casalinghe (tranne ricorrere, in casi urgenti alla fedelissima casa del Francesca Gianni, che rimase comunque il quartier generale della squadra). Le avversarie non erano più VJS Velletri, Elettrocarbonium e Romulea (Lupa Frascati), bensì Reggina, Nocerina, Siracusa, Turris, Ischia, Marsala ecc. e i derby erano con Frosinone e Latina. Il primo campionato di Serie C2 finì col 10º posto, con Frosinone e Nocerina promosse in C1 e Latina, Marsala e Grumese retrocesse in Interregionale. La Lodigiani tenne alla grande l'impatto del suo primo campionato professionistico. La Lodigiani migliorò ulteriormente ma senza grandi picchi nelle stagioni 1984-85, 1985-86 e 1986-87, tutte sotto la gestione Attardi, con piazzamenti, rispettivamente di 7º, 8º ed 8º posto. In questi anni di gestione Attardi le squadre più blasonate affrontate furono Siena, Prato, Alessandria, Torres, Lucchese, Massese, Spezia, Pistoiese, Frosinone, Siracusa, Juve Stabia, Cavese, Trapani e Latina. Nel 1986 la Lodigiani vinse inoltre il primo dei due trofei Dante Berretti della sua storia. La Lodigiani ebbe in questi anni, fino alla sua scomparsa momentanea nel 2004, squadre in tutti i campionati nazionali giovanili, vincendo diversi titoli e arrivando sempre più spesso tra le prime. Il settore giovanile della Lodigiani già da questo periodo divenne estremamente competitivo, e fu rotto il monopolio di Roma e Lazio. Il primo pubblico della Lodigiani al Flaminio era abbastanza numeroso (circa 2000 unità a partita), nacquero dal 1986 i primi gruppi organizzati.

[modifica] La nascita del "Modello Lodigiani"

Fu proprio a partire dagli anni '80 che Malvicini, Rinaldo Sagramola e i principali consiglieri (tra cui spiccava Gino Giovannelli, storico dirigente che ha accompagnato la Lodigiani per più di vent'anni), delinearono il futuro della squadra, sempre più indipendente dalla sua azienda: da una parte la Lodigiani era al massimo del suo splendore e della sua potenza economica, dall'altra parte doveva cominciare a pensare ai tempi più duri, quando forse la Lodigiani Costruzioni non avrebbe più potuto sostenere finanziariamente la Lodigiani. Fu da questa preveggenza che la Lodigiani cominciò ad adottare una politica calcistica fino ad allora sconosciuta in Italia: lanciare i giovani del proprio vivaio (o trovare giovani di altre squadre ancora inesperti del professionismo) direttamente in prima squadra, coadiuvati da un solido nucleo di giocatori più navigati ed esperti della categoria: quella che oggi è un'esigenza per ogni squadra professionistica che ha un occhio al bilancio, era allora un'autentica innovazione. Inoltre, la consapevolezza dei giocatori delle giovanili di poter puntare ad un posto in prima squadra nel futuro, ha garantito un valore aggiunto al già forte vivaio biancorosso.

Stagione 1987-88: la Lodigiani affidò a Rampanti il ruolo di allenatore della prima squadra. I biancorossi vennero inseriti in un girone tosto con squadre sarde, toscane e piemontesi: un autentico girone di ferro composto da Siena, Pro Vercelli, Massese, Cuoiopelli, Carrarese, Montevarchi e Pistoiese tra le altre. La squadra di Rampanti puntò decisamente al salto di categoria nonostante la spietata concorrenza: ne uscì fuori un campionato equilibratissimo, tanto che, alla fine, tra l'ultima classificata, il Civitavecchia, e le prime intercorsero solamente 17 punti. Il campionato terminò con tre squadre a 41 punti in testa: la Carrarese fu direttamente promossa per la classifica avulsa, Massese e Montevarchi furono costrette ad un drammatico spareggio vinto da quest'ultima ai calci di rigore. La Lodigiani arrivò a 40 punti, una sola lunghezza dalle capoliste, a pari punti con la Cuoiopelli e due punti sopra la Pro Vercelli. Un campionato ricco di rimpianti per i troppi pareggi, che del resto caratterizzarono l'interono girone. Fu in questa stagione che Francesco Totti militò negli Esordienti nella Lodigiani e, nelle due stagioni successive, nei Giovanissimi, prima di andare alla Roma, nel 1989.

Nella stagione 1988-89 la Lodigiani allestì una squadra ugualmente competitiva (allenatore Malatresi), ma nulla poté contro lo strapotere di Campania Puteolana e Siracusa, promosse rispettivamente con 49 e 44 punti, mentre la Lodigiani ne fece 36, piazzandosi al sesto posto. La stagione 1989-90 la Lodigiani (allenatore Volpi) tornò a giocare le partite interne al Francesca Gianni di San Basilio, a causa dell'utilizzo del Flaminio da parte di Roma e Lazio, sfrattate dall'Olimpico per i lavori di ristrutturazione in vista dei Mondiali di Italia '90. Molte tifoserie di Serie C affrontate quell'anno furono costrette, a loro spese, a conoscere il calore del Francesca Gianni e della gente di San Basilio, non propriamente ospitale con le squadre ospiti e con i loro tifosi. Inserita nel girone meridionale, la Lodigiani soffrì più delle ultime stagioni, si piazzò nona, mentre furono promosse Battipagliese e Nola. Nonostante ciò le due tribune del Francesca Gianni registrarono il pieno in quasi tutte le partite. Fu il canto del cigno del lungo rapporto tra la Lodigiani e il quartiere di San Basilio. Già dalla Primavera del 1990 la Lodigiani si trasferì al più moderno impianto della Borghesiana, prendendo la gestione del grande centro sportivo e dell'albergo/ristorante. Inoltre quelle della stagione 1989-90 furono le ultime partite della Lodigiani giocate al Francesca Gianni. Questa stagione vide anche l'importante ingresso del presidente Borgia, in carica fino al 2000: amico di Vincenzo Lodigiani e Giuseppe Malvicini, amplificò i già ambiziosi progetti della Lodigiani.

[modifica] Il passaggio alla Borghesiana

Il passaggio della Lodigiani dal Francesca Gianni alla Borghesiana coinvolse vari fattori: innanzi tutto il Francesca Gianni apparteneva all'omonima famiglia, e la Lodigiani ivi poteva avere un potere non molto ampio, mentre alla Borghesiana poteva vantare un impianto polivalente in proprietà. Secondo fattore la continua crescita del Vivaio biancorosso, che contava oltre 500 ragazzi: impossibile farli giocare tutti in quelle strutture. Infine ci fu un fattore ambientale: per scelta filosofica si volle passare da un quartiere popolare (del quale la Lodigiani subiva la sua influenza) ad una zona più tranquilla, ma comunque dalle alte possibilità ricettive. Con buone ambizioni, soprattutto a causa del passaggio della C2 da quattro a tre gironi, la Lodigiani disputò la stagione 1990-91 con una squadra altamente competitiva, che finì terza a pari merito con Sangiuseppese e Vigor Lamezia con 38 punti. La squadra di mister Moro finì dietro alle promosse Ischia (46 punti) e Acireale (45 punti), la cui supremazia non fu mai discussa. In questa stagione la squadra Primavera arrivò in finale, persa, contro il Torino.

[modifica] La promozione in Serie C1

Dopo tanti tentativi di salire in Serie C1, alla Borghesiana si decise, nell'Estate del 1991, di puntare con decisione e con un estremo sforzo economico alla promozione in Serie C1. Nella prima Serie C2 a tre gironi, la Lodigiani fu inserita nel classico raggruppamento meridionale, assieme ad altre quattro realtà regionali (Formia, Cerveteri, Latina e Astrea) che non fecero benissimo. La squadra allenata dall'ottimo, per la categoria, Specchia era composta da validissimi elementi tra i quali possono essere citati Agostinelli, Bianchini, Baldari,D'Onofrio, D'Adderio, Di Nicola, Perna, Chirico, Pierozzi, Corazza, Loreti, Romualdi e Marino. La Lodigiani, nelle prime sette partite partì a razzo, in perfetta media inglese (vittorie casalinghe con Molfetta, Latina e Savoia, pareggi esterni con Altamura, Juve Stabia, Trani e Cerveteri). All'ottava giornata la Lodigiani vinse la sua prima gara esterna (2-1 con la Battipagliese), e replicò al Flaminio con una vittoria di misura col Catanzaro. L'imbattibilità finì alla 10ª giornata con la sconfitta,1-0 a Lamezia con la Vigor. Dall'undicesima alla diciannovesima giornata la Lodigiani fece ben 8 pareggi su nove partite (con Bisceglie, Astrea, Potenza, Puteolana, Sangiuseppese, Leonzio, Turris e Matera), vincendo solamente in casa col Formia per 1-0 (92º Marino). La marcia riprese alla 20ª giornata, prima di ritorno, con la vittoria 2-1 in rimonta con l'Altamura (due gol negli ultimi 10 minuti di gara). Era il segno che la Lodigiani, quell'anno era già destinata a salire. Dopo una battuta d'arresto a Molfetta, per uno a zero, la Lodigiani subì il primo stop casalingo, 0-2 inflitto dalla Juve Stabia, in lotta per non retrocedere. La squadra rialzò subito la testa a Latina, vincendo 2-0, ma i tre pareggi successivi (in casa con l'ostico Trani ma anche col più modesto Cerveteri e in trasferta col Savoia) diedero un campanello d'allarme: Sagramola diede, nonostante tutto, la fiducia a mister Specchia, comunque cosciente di avere tra le mani un ottimo gruppo. La Lodigiani era terza, a una manciata di punti dalle capoliste Potenza e Trani (salivano le prime due squadra in C1). La ventisettesima giornata di campionato fu l'inizio della riscossa della Lodigiani: 3-0 alla Battipagliese. La Lodigiani, tuttavia incontrò al Ceravolo il Catanzaro, che vinse 2-1 e raggiunse i biancorossi in classifica. La successiva giornata casalinga col Lamezia, uno scialbo 0-0, sembrava la fine dei sogni biancorossi. Fu la trentesima giornata a suonare le prime note della marcia trionfale per la Lodigiani, con la vittoria esterna di misura a Bisceglie, replicata una settimana dopo in casa con l'Astrea, in un derby alquanto inedito. Il pareggio a Formia fu il preludio della trionfale partita in casa col Potenza capolista, vittoria per 1-0 su goal di Perna e aggancio in vetta. Le ultime giornate di quel campionato videro un testa a testa tra Trani, Potenza, Lodigiani e, poco più dietro, Catanzaro, che però non recuperò mai il minimo distacco. Dalla vittoria con l'Astrea alla trentunesima giornata fino alla trentottesima, l'ultima, la Lodigiani finì come aveva cominciato, in perfetta media inglese: vittorie in casa (oltre a quella coi ministeriali e col Potenza vanno aggiunti il 2-0 alla Sangiuseppese e il 2-1 alla Turris) e pareggi in trasferta (Formia, Puteolana, il rocambolesco 2-2 di Lentini, lo 0-0 finale di Matera). Fu a Matera che la Lodigiani fu promossa in Serie C1: di fronte a 200 tifosi romani giunti in terra lucana, la Lodigiani prese senza sforzi il punto che le bastava per salire in C1. Il campionato finì con Lodigiani e Potenza appaiate a 48 punti, in testa, promosse entrambe; a due punti di distanza il Trani, crollato nel finale di campionato, e a quattro il Catanzaro. Roma si ritrovò, per la prima volta, con una terza squadra in terza serie, decenni dopo le esperienze della Tevere Roma e dalla Romulea. La stagione vide un Flaminio con presenze che variavano dai 2.000 ai 3.000 spettatori a partita. Al momento della promozione in C1 la Lodigiani aveva già lanciato in Serie A giocatori come Silenzi, Apolloni, Francesconi, Onorati, Saurini, Savorani, e in Serie B molti altri giocatori. Nel corso di questa stagione nacque anche il "Lodigiani Club", giornalino ufficiale della Lodigiani, distribuito gratuitamente in ogni partita casalinga, fino al 2000.

[modifica] Il primo campionato di C1

La stagione 1992-93 coincise, quindi, col primo campionato in Serie C1 di una squadra romana dai tempi della riforma dei campionati. Il pubblico romano rispose abbastanza numeroso, il sabato al Flaminio divenne un appuntamento fisso per molti. La prima rosa della Lodigiani in C1 era composta dai portieri Paolo Bordoni e Oscar Verderame, dai difensori Roberto Arrigoni, Emanuele Bianchini, Mario De Rosa, Alessandro Battisti, il capitano Pino La Scala, Raffaele Perna, Claudio Valletta e Andrea Viola, dai centrocampisti Marco Chirico, Andrea Corazza, Antonio Presta, Maurizio Manieri, Alessandro Loreti, Bruno Baldari, Gianluca De Pirro, Stefano Pauselli, Simone Madocci, e dagli attaccanti Roberto Di Nicola, Fulvio D'Adderio, Giuseppe Campione, Francesco Marino, Pierluigi Pierozzi, Fabio De Sibbi, Fabrizio Giraldi. Confermato l'allenatore Paolo Specchia. Il campionato cominciò sotto i migliori auspici e con l'entusiasmo di affrontare squadre blasonate: il girone era composto dal Perugia (che arrivò secondo in quel campionato ma non venne promosso in quanto condannato per illecito sportivo), Palermo e Acireale (promosse in Serie B), Salernitana, Avellino, Casertana, Messina, Reggina, Catania, Siracusa, oltre a squadre più piccole ma non meno forti quali Chieti, Potenza, Nola, Giarre, Casarano, Ischia e Barletta. La prima giornata al Flaminio cominciò col botto: la Lodigiani batté, al termine di una partita combattutissima, il Palermo favorito del girone, che poi effettivamente vinse il campionato. Furono i risultati seguenti a fiaccare il morale dei tifosi biancorossi, come la sconfitta interna con l'Acireale e lo scialbo pareggio, sempre in casa, per 0-0 contro il Barletta. A metà del girone d'andata tuttavia qualcosa si sbloccò: la Lodigiani trovò la prima vittoria in trasferta a Siracusa, replicata la settimana dopo in casa per 2-0 contro l'Ischia, anche se la vittoria più esaltante del girone d'andata fu ottenuta in casa della Reggina, partita in cui la Lodigiani segnò ben tre reti di fronte alla blasonata squadra amaranto. Fu il girone di ritorno a segnare una improvvisa quanto inaspettata flessione, con una Serie impressionante di sconfitte e di pareggi casalinghi, alcuni dei quali (Chieti e Siracusa) ottenuti solo all'ultimo minuto. La sconfitta in casa della Reggina fu la partita della svolta: esonerato Specchia, subentra Juan Carlos Morrone, ex giocatore della Lazio e già allenatore vincente delle giovanili della Lodigiani. La squadra reagisce e inanella quattro vittorie consecutive che rimangono nella storia della squadra: in trasferta a Caserta e a Catania, in casa con il Messina e la Salernitana. La Lodigiani si salvò con una giornata d'anticipo. Il primo anno in Serie C1 si concluse con un nono posto a pari merito di Reggina e Barletta e con 31 punti.

[modifica] 1993-94: la Lodigiani sfiora la Serie B

Il campionatò 1993-94 partì con diverse novità nel campionato di Serie C1: per la prima volta la vittoria valse tre punti invece di due, al fine di motivare le squadre a vincere le partite anziché accontentarsi di un pareggio. Inoltre furono introdotti i play-off e i play-out in tutta la Serie C. L'Estate fu una delle più nere della Serie C, e alcune società storiche come Ternana, Arezzo, Catania, Taranto, Messina e Casertana non si ripresentarono ai nastri di partenza dei campionati di Serie C1 a causa dei loro problemi finanziari. La Lodigiani, rinforzatasi con gli innesti di Matticari (dalla Salernitana) e Baglieri (dal Napoli), oltre che da quelli di Ferraro, Roberto Romualdi e Roberto Sala, dichiarò ambizioni play off. Grazie ad una buona campagna mediatica, la Lodigiani registrò 1500 abbonati. Il ritorno di Guido Attardi e del suo calcio spumeggiante fu la novità più lieta di quella stagione. Ma le prime 11 partite di campionato registrarono soltanto 9 pareggi e due sconfitte, sembrava una Lodigiani si difficile da battere, ma che non sapeva vincere. La svolta arrivò dopo il 2-2 in casa contro il Giarre fanalino di coda, dopo che la Lodigiani, a fine primo tempo, perdeva 2-0. Secondo molti fu la reazione avuta in quella partita che scaturì la molla vincente di quel campionato. Ad Attardi fu confermata la piena fiducia. Iniziò una serie incredibile di vittorie per tutto il girone di andata (Ischia, Sambenedettese, Siracusa, Nola, Barletta, Matera) ma il culmine arrivò all'inizio del girone di ritorno contro la capolista Perugia, partita che, contro tutti i pronostici, la Lodigiani vinse per 2-0 contro ogni pronostico, una partita impeccabile, con doppietta del capocannoniere della Serie C1 Francesco Marino, sbloccatosi quell'anno: il gioco offensivista di Attardi pagava, la coppia gol Marino - Baglieri divenne una delle più temute del girone, il portiere Paolo Bordoni un'autentica "saracinesca", come lo avevano soprannominato i tifosi. Tutto il campionato continuò con una Serie di vittorie, qualche pareggio, e pochissime sconfitte, peraltro tutte in trasferta. Le ultime partite in casa quell'anno, nella stagione regolare, furono vinte 5-0 in casa col Chieti e 5-1 in casa col Nola, davanti a 5000 spettatori, tutti della Lodigiani. La media presenza di quell'anno, abbonati compresi, si aggirava sulle 3000 unità. La Lodigiani era sulla bocca di tutti gli sportivi romani, emittenti e giornali locali parlavano non solo di Roma e Lazio, ma anche del miracolo Lodigiani. Rinaldo Sagramola, il presidente Enrico Borgia, l'allenatore Attardi diventavano personaggi familiari. L'armata Perugia concluse il campionato al primo posto e la promozione diretta in Serie B, con 71 punti. Seconde si piazzarono Reggina e Salernitana a 64 punti (la Reggina fu seconda per migliore differenza reti), la Lodigiani quarta a 53 punti e la Juve Stabia quinta a 50 punti. Gli accoppiamenti play-off per salire in Serie B furono Lodigiani - Salernitana e Juve Stabia - Reggina. In un afoso pomeriggio del 4 giugno si svolsero all'Olimpico i primi spareggi play-off della Serie C. L'Olimpico quel giorno registrò ben 25.000 spettatori, più o meno divisi in 15.000 campani e 10.000 tifosi romani accorsi a sostenere la Lodigiani, un record per la terza società romana. La Lodigiani scese in campo con il piglio delle grandi e dominò la prima frazione di gioco, capitalizzando con uno stupendo gol di Chirico in contropiede al 28º minuto. L'Olimpico esplose nel boato più fragoroso nella storia dell'AS Lodigiani. La Salernitana subì il colpo e rischiò di prendere anche il secondo gol, ma non crollò e tenne fino al secondo tempo. Quando la vittoria sembrava a portata di mano dei biancorossi, l'arbitro assegnò un rigore alla Salernitana. Pisano non si fece sfuggire l'occasione dell'1-1 finale, coi tifosi campani in tripudio. La domenica successiva, sotto una pioggia torrenziale, fu annullata la gara, che si giocò tre giorni dopo in un'Arechi stracolmo all'inverosimile. Il 4-0 finale per la Salernitana, pur ingeneroso, dimostrò la forza superiore degli uomini allenati da Delio Rossi. Fu la fine della favola di quell'anno, che vide, per breve tempo, profilarsi un nuovo polo romano nelle prime due Serie del calcio professionistico. La Salernitana salì in Serie B battendo in finale la Juve Stabia. Grazie alla partecipazione ai play-off la Lodigiani ottenne il diritto a partecipare alla successiva edizione della Coppa Italia. Nel frattempo, da oltre un anno, si erano messi in moto meccanismi ben più grandi del campo di calcio. Il ciclone tangentopoli, nel quale crollò parte della classe politica della Prima Repubblica, trascinò dietro di sé conseguenze anche al di fuori della politica. La Lodigiani Costruzioni fu tra le prime a salire sul banco degli imputati, a causa delle tangenti a politici per ottenere gli appalti. Vincenzo Lodigiani ci mise 10 anni a uscire pulito da tutti e 53 i processi ai quali era stato sottoposto, senza una condanna. Riuscì infatti a dimostrare che non era l'azienda ad essere marcia, ma l'intero sistema, che tagliava fuori tutte le aziende edili che non accondiscendevano alle richieste della classe politica. La Lodigiani Costruzioni, danneggiata nell'immagine, si fuse con la Girola, e, in seguito, diventò Impre.gi.lo. con l'entrata del gruppo Fiat nella società, tuttora esistente. Nonostante la Lodigiani Calcio fosse indipendente dalla società madre da ormai oltre un decennio, risentì della situazione, e non poté più usufruire delle erogazioni liberali della Lodigiani Costruzioni. Conseguenza immediata fu che, per andare avanti, i dirigenti della Lodigiani, di lì a venire, dovettero far fronte ai propri risparmi e puntare ulteriormente sul settore giovanile, da sempre fiore all'occhiello della società.

[modifica] La stagione 1994-95 e la Coppa Italia

La stagione 1994-95 iniziò con la curiosità degli addetti ai lavori di vedere se la Lodigiani sarebbe stata o meno in grado di ripetersi. Ovviamente Attardi venne confermato. Con le promozioni di Salernitana e Perugia nella stagione precedente il campionato aveva due favorite d'obbligo: la Reggina, che doveva rifarsi dello smacco subito ai precedenti play-off, e l'Avellino. Per il resto, oltre alla Lodigiani, vi fu la novità delle squadre Toscane: Empoli, Siena e Pontedera vennero inserite nel girone sud, assieme al Gualdo (che si rivelò l'outsider terribile del campionato), alle siciliane Atletico Catania (ex Leonzio), Siracusa e Trapani, alle campane Turris, Ischia, Nola e Juve Stabia, alle pugliesi Barletta e Casarano, e all'abruzzese Chieti. Inoltre in quell'anno, col Sora appena promosso in C1, cominciarono i tanti, in futuro, derby coi bianconeri ciociari, gli unici derby laziali che la Lodigiani ha conosciuto in 10 anni di militanza in Serie C1. Un girone dove la Lodigiani poteva, teoricamente, cercare di ripetere l'avventura dell'anno precedente, nonostante lo sfavore degli addetti ai lavoro. Molti giovani della squadra che aveva sfiorato la B nella precedente stagione erano partiti verso più alte categorie, Francesco "Ciccio" Marino andò all'Udinese, Christian Baglieri all'Ancona. La squadra si ringiovanì ulteriormente con l'innesto dei nuovi Giammarco Frezza ed Emiliano Leva in difesa, Giorgio Gorgone, Giuseppe Selvaggio e Vincenzo Botticelli a centrocampo e, infine, in attacco il giovanissimo David Di Michele,il giovane Maurizio Rinaldi e la coppia Daniele Beltrammi e Gianmario Rassu (proveniente dalla primavera del Milan, il quale l'aveva pagato 800 milioni di Lire dall'Olbia), i quali, secondo la dirigenza, potevano non far rimpiangere gli attaccanti appena partiti. Prima del campionato la Lodigiani ebbe la sua passerella davanti al pubblico romano in Coppa Italia in una serata d'Agosto: un sorteggio malevolo o benevolo a seconda dei punti di vista le fece capitare l'avversaria peggiore che le potesse uscire dall'urna, ovvero l'Inter. Quella sera molti dei tifosi della Lodigiani ebbero una delle poche, storiche occasioni per vedere la propria squadra giocare in notturna, con diretta Rai, ampi sorrisi da parte della dirigenza Lodigiani verso gli intervistatori televisivi, e un colpo d'occhio notevole: circa 6000 spettatori, almeno metà dei quali tifosi dell'Inter. Sotto i riflettori del Flaminio, in un primo momento, la partita sembrò persino equilibrata e, sullo 0-0, Beltrammi sbagliò un gol a tu per tu col portiere dell'Inter. Passato quell'unico episodio clamoroso per la Lodigiani, l'Inter inanellò tre gol, uno dopo l'altro, e chiuse così l'unica storica partita della Lodigiani nella Coppa Italia di Serie A. La Lodigiani poté così subito concentrarsi per il campionato, e la partenza non andò poi così male: 1-1 in casa con l'Empoli e vittoria inaspettata a Siena alla prima partita in trasferta. Ma nonostante tutto, quel campionato, equilibrato in maniera incredibile, non vide la Lodigiani decollare. In trasferta il ruolino di marcia fu disastroso: quella a Siena rimase l'unica vittoria esterna della stagione, per il resto furono, fuori dalle mura amiche, 8 pareggi e 8 sconfitte. Ben diverso il tabellino di marcia in casa, dove la Lodigiani venne battuta solo tre volte (da Reggina, Avellino e Pontedera), per il resto vinse 8 partite (il risultato più rotondo un 4-0 col Barletta) e ne pareggiò 6. Da segnalare l'equilibrio totale nei primi derby contro il Sora: 2-0 a Sora per i bianconeri, 2-0 a Roma per la Lodigiani. Il campionato fu, quindi, di quelli "senza infamia e senza lode", con la Lodigiani classificatasi in decima posizione, ad appena sei punti dai play-off, ma ad appena due dalla zona play-out. Con 28 gol fatti e ben 38 subiti, fu sicuramente la meno spettacolare delle squadre guidate da Guido Attardi.

[modifica] La Lodigiani targata Viscidi

La società della Borghesiana iniziò la nuova stagione nel segno del rinnovamento più totale della prima squadra. A cominciare dall'allenatore, il giovane Maurizio Viscidi, che aveva fatto bene nella sua precedente esperienza a Casarano. Si volle sperimentare un allenatore giovane con una squadra giovane. Di fatti, accanto alle pietre miliari Bordoni, La Scala, Sala, Sorrentino e Matticari, si puntò sui giovani confermati Gorgone, Di Michele e Selvaggio. Molti invece i giovani entrati dalla primavera o da altre squadre: Roberto Stellone, Fabio Firmani, Stefano Bellé, Giampaolo Castorina, Giuseppe Perrone, lo specialista dei calci da fermo Marco Napolioni, Fabio Di Fausto, Daniele Corona e Nicola Marchini. Una squadra notevole, e alcuni di loro, secondo gli addetti ai lavori, erano già pronti per salire in categorie superiori. Inaspettatamente, il gioco di Viscidi, basato su una eccessiva copertura difensiva e su un massiccio pressing di centrocampo, ben poco si adattava alle caratteristiche dei giovani calciatori. Per tutto il campionato gli attaccanti ebbero difficoltà ad esprimersi, e inoltre, in fase di inizio campionato, i giocatori pagarono (come quasi in tutte le stagioni del resto) la loro inesperienza di fronte a squadre dall'età media decisamente più alta. Per capire come alla Lodigiani mancasse la cattiveria agonistica e la mancanza di convinzione in attacco, bisogna pensare che, su 34 partite, ben 16 finirono in pareggio. La fortuna volle che quel girone non era particolarmente insidioso per i biancorossi. Due sembravano le squadre elette per la promozione in Serie B, ovvero le appena retrocesse Lecce e Ascoli. Il pronostico valse solo per i salentini (che però in campionato con la Lodigiani colsero solo due pareggi), mentre l'Ascoli era destinato a rimanere in Serie C1 fino al 2002. Quel campionato passò agli annali per l'incredibile quanto meritata promozione del Castel di Sangro in Serie B. Il campionato cominciò col classico pareggio in casa per 1-1 con la Turris e, quasi da pronostico, la Lodigiani perse abbastanza nettamente le due partite in trasferta consecutive con Siena e Nocerina. Solo alla quarta giornata la Lodigiani si sbloccò, vincendo per 1-0 una gara soffertissima contro il Trapani. Il primo punto in trasferta arrivò col Savoia la giornata dopo, mentre la giornata successiva Viscidi batté il suo Casarano al Flaminio per 2-1. Alla nona giornata il derby Laziale, giocato a Sora, fu una replica della stagione precedente, un 2-0 per i ciociari senza repliche che lasciava sempre delusi i tifosi biancorossi accorsi. Alla decima giornata la Lodigiani rivinse in casa con la Juve Stabia, poi la bruciante sconfitta per 2-1 a Nola e le sei restanti partite di andata finirono con altrettanti pareggi, in casa e fuori con, nell'ordine, Acireale, Gualdo (bestia nera della Lodigiani), Atletico Catania, Castel Di Sangro e Lecce. In un campionato con tre punti a vittoria non era assolutamente il massimo, e la sconfitta a Torre Del Greco per 2-1 alla prima di ritorno sembrava mettere fine all'esperienza Viscidi nella Lodigiani. Proprio quando sembrava sull'orlo del baratro, in terzultima posizione, la Lodigiani riuscì a rialzarsi e a centrare una serie di ben 10 risultati utili consecutivi, vincendo in casa con Siena, Ischia e Nola e in trasferta con Casarano, Chieti e Juve Stabia, pareggiando in casa con Nocerina, Savoia e Sora e fuori casa con il Trapani. La serie si interruppe quando già si ipotizzava che la Lodigiani potesse ripetere il miracolo di due stagioni prima, ad Acireale. Sconfitta netta e ambizioni ridimensionate. Anzi, nelle ultime cinque giornate la Lodigiani dovette ringraziare quella lunga serie positiva fatta in precedenza, in quanto non riuscì più a centrare una vittoria, perdendo fuori casa ad Ascoli e Castel di Sangro e pareggiando in casa con Gualdo, Atletico Catania e Lecce all'ultima giornata, partita in cui, per fortuna, i giallorossi avevano già ottenuto la promozione e alla Lodigiani serviva il punto per l'aritmetica salvezza (anche se poi i risultati dimostrarono che la Lodigiani si sarebbe salvata anche in caso di sconfitta). La partita al Flaminio, con oltre 2000 tifosi, dei quali 500 leccesi, fu una festa generale, e anche la partita non fu affatto combattuta. Al termine della stagione la Lodigiani,decima con 43 punti, poté dire grazie per la salvezza al miracoloso Bordoni, allo specialista nelle punizioni Napolioni, e ad alcune belle giocate di Perrone, Corona, Matticari e, soprattutto, Di Michele che, quell'estate, passò al Foggia, trampolino di lancio per la sua brillante carriera. Mentre i gruppi della tifoseria si stavano sempre più organizzando e iniziarono (da lì fino al 2004, anno della scomparsa della Lodigiani dai campi di gioco), oltre ad aumentare di numero, a seguire ovunque la squadra con i gruppi Official Fans e Ultras (Ultrà Lodigiani dal 2000), la dirigenza biancorossa programmò nei minimi dettagli il campionato 1996-97, con la convinzione di poter impiegare il capitale umano a disposizione e confermando, forse inaspettatamente, Viscidi alla panchina. Stavolta però lo scetticismo dei tifosi sarebbe stato smentito da un campionato bello quanto spettacolare della Lodigiani. Ai confermati Bordoni, La Scala, Sorrentino, Stellone, Vitiello, Corona, Di Fausto, Bellé e Gorgone, si aggiunsero due giocatori di esperienza, l'attaccante Nicola Martini e i difensori Massimiliano Manni e Alessandro Quattrini. Più, ovviamente, la solita truppa di giovani promesse: gli attaccanti Alessandro Sgrigna, Cristian Biancone e Carmelo Augliera, i difensori Andrea Cupi e Andrea Gennari, e il centrocampista Alfredo Cardinale. Solo a leggere i nomi si capisce perché poi quella squadra entusiasmò il pubblico del Flaminio. L'inizio del campionato, tuttavia, fu disastroso: le prime due partite in casa finirono con due sconfitte per 2-1 rispettivamente con Fermana e Ancona, le prime tre trasferte con un pareggio 2-2 a Giulianova e con due sconfitte, a Casarano e di misura a Catania contro l'Atletico. Ma, al contrario di quella dell'anno precedente, questa squadra dava l'impressione ai propri tifosi di essere più combattiva, e, soprattutto, più propensa all'offensiva. Prima vittima della Lodigiani, alla sesta giornata, fu l'Avellino, che arrivò al Flaminio col piglio delle grandi ma perse per 2-0, con una delle partite più belle, dal punto di vista del gioco tattico, realizzate dalla Lodigiani. Per la cronaca quell'Avellino, a fine stagione, finì a pari punti con la Lodigiani. La successiva trasferta ad Avezzano, che vide un insolito esodo di tifosi biancorossi, finì 1-1 ma la Lodigiani passò in vantaggio e, dopo il pareggio abruzzese, rischiò a più riprese di vincere quella partita. Seguì una inevitabile sconfitta in casa con la capolista Fidelis Andria (appena retrocessa dalla B ma già pronta a ritornarvici) per 2-0, per poi riprendersi con un roboante 3-0 in casa del Trapani. Purtroppo l'inesperienza dei giovani in campo, nonostante l'agonismo espresso, non bastava a vincere tutte le partite: perciò vennero i due pareggi in casa consecutivi con Acireale e Nocerina e il pareggio 3-3 a Gualdo: quella in terra umbra fu la partita in cui venne usato per la prima volta il termine di "Incredibile Lodigiani", soprannome che sopravvisse poi sempre: era un soprannome che tendeva ad esaltare l'impredivibilità della Lodigiani, capace di passare da partite squallide a partite esaltanti nel giro di pochi giorni e capace, spesso, di stavolgere il punteggio di una partita, a favore o a sfavore, anche nel giro di pochi minuti. Quella partita da incredibile, di fatti, terminò col primo tempo col Gualdo, come al solito, in vantaggio per 1-0. A metà secondo tempo la Lodigiani segnò di fila ben tre reti per portarsi avanti sul 3-1: ma infine si concretizzò, negli ultimi finali, la reazione del Gualdo, e la partita finì, incredibilmente, 3-3. Di fatti, l'"Incredibile", il sabato dopo riuscì a perdere 0-1 contro la Juve Stabia in una partita orrenda. Ma, la settimana dopo, col punteggio di 0-0, ottenne il primo punto in casa del Sora in tre anni di derby al Tomei. Un'altra esaltante partita, di fronte ad un discreto pubblico, fu quella in casa contro l'Ascoli, che la Lodigiani umiliò per tre reti a zero, col pubblico in visibilio. Era una Lodigiani che, pur non brillando eccessivamente in classifica, piaceva e divertiva. La coppia d'attacco, affiatatissima, Biancone - Stellone macinava gol e belle azioni in continuazione. La squadra poteva stupire ancora. In piene vacanze di Natale però, la Lodigiani perse 1-0 ad Ischia, partita caratterizzata da un campo ai limiti dell'impraticabilità. Ma un'altra partita da "Incredibile" fu l'ultima di andata, contro la corazzata Savoia: una squadra fortissima, con ambizioni di Serie B, che sembrava dovesse ammazzare il campionato e che, fino a quel momento, era capolista lottando con la concorrenza di Ancona e Fidelis Andria. La partita finì 5-1 per la Lodigiani, col tripudio della tribuna coperta del Flaminio, quasi piena, e i tifosi del Savoia visibilmente scoraggiati. Se la Lodigiani avesse sempre giocato in maniera così spettacolare, spietata e decisa, avrebbe potuto ambire ad un posto nei play-off. Ma, come accennato, la squadra mancava di continuità, e i risultati ne erano la prova evidente: le successive partite furono Lodigiani - Giulianova 1-0, Ancona - Lodigiani 1-0, Lodigiani - Casarano 2-0, Lodigiani - Atletico Catania 0-1, Avellino - Lodigiani 1-1, Lodigiani - Avezzano 2-0, Fidelis Andria - Lodigiani 2-0, Lodigiani - Trapani 1-0, Acireale - Lodigiani 0-1, Nocerina - Lodigiani 5-0. Quella a Nocera fu una delle partite più umilianti della storia della Lodigiani, e la dirigenza richiamò pesantemente la squadra e il tecnico ad una maggiore disciplina e ad una maggiore concentrazione. La risposta arrivò in casa col Gualdo con la vittoria perentoria per 2-1 e il successivo pareggio per 0-0 a Castellammare di Stabia. Intanto una notizia scosse l'ambiente biancorosso: tracce di cocaina erano state rilevate nelle urine di Christian Biancone, il primo caso di doping nella storia della Lodigiani. L'attaccante, giovane e promettente, ammise l'errore e si scusò con squadra, dirigenza e tifoseria, che comunque non gli portava rancore e, al successivo derby col Sora (pareggiato 0-0) fu accolto in maniera trionfale in mezzo agli ultrà biancorossi, che lo abbracciarono e lo incoraggiarono. Il giocatore se la cavò con una squalifica di sei mesi che, calcolando che il campionato stava giungendo al termine, non era poi così pesante. La Lodigiani terminò in maniera abbastanza tranquilla le ultime tre giornate di campionato, regalando tre pareggi e soprattutto un'altra partita da incredibile, ad Ascoli, dove riuscì ad agguantare il pareggio per 2-2 nei minuti finali quando la partita sembrava ormai segnata. L'ultima giornata a Portici contro il Savoia terminò 1-1. La corazzata Savoia, pur non bisognosa di punti, non riuscì nemmeno stavolta a battere una rilassata Lodigiani. La Lodigiani finì per la terza volta di fila decima a fine campionato, con 42 punti, ad un punto dai play-out ma con tanti rimpianti. Quella della stagione 1996-97 è una delle più belle stagioni che il tifoso della Lodigiani ricordi.

[modifica] La Nuova Lodigiani e il ritorno della Lodigiani

Nel 2005 la Cisco Lodigiani divenne Cisco Calcio e di fatto quest'operazione fece salire la vecchia squadra biancoverde, militante in Serie D, in Serie C2 al posto della Lodigiani. La Cisco abbandonò l'impianto della Borghesiana per stabilire il proprio quartier generale al Francesca Gianni di San Basilio, già vecchia casa dove la Lodigiani conobbe molti dei suoi anni ruggenti. Ex giocatori e dirigenti della Lodigiani decisero, nell'immediato, di non far morire il vecchio glorioso nome, e di dare vita alla Nuova Lodigiani 2005. Il nome originario scelto fu Polisportiva Lodigiani ma il Comitato FIGC Lazio bocciò questa denominazione perché i dirigenti della Cisco immatricolarono poco prima la "AS Lodigiani", nome rimasto vacante. Di fatti, in quella stagione, la Lodigiani di proprietà Cisco giocò all'impianto del Francesca Gianni (per le sole categorie Giovanissimi Fascia B ed Esordienti), mentre la Nuova Lodigiani, costretta per vie federali ad assumere questa denominazione, si impiantò nello storico impianto della Borghesiana. Assistiti da figure storiche come il fondatore Giuseppe Malvicini, i dirigenti della Nuova Lodigiani si misero duramente al lavoro per ritrasformare l'impianto sportivo della Borghesiana e ricostruire l'intero settore giovanile. Primo presidente della Nuova Lodigiani fu Luigi Maura, sostituito nel 2007 da Silvio Salini, ex giocatore della Lodigiani. Direttore sportivo il capitano di sempre, Tonino Ceci. In maniera del tutto inaspettata, con pochi mezzi e tanta buona volontà, la scuola calcio contò immediatamente 200 bambini iscritti e la Nuova Lodigiani fece registrare ottimi campionati in tutti i tornei provinciali delle categorie Allievi e Giovanissimi. Nella stagione 2005-06 la Nuova Lodigiani, oltre a rimettere in gioco lo storico marchio, risistemò l'intero impianto della Borghesiana, portandolo all'avanguardia e trasformando tutti i campi di terra in sintetico. Nella stagione 2006-07 la Nuova Lodigiani ridisputò tutti i campionati provinciali giovanili dell'anno prima più la categoria Juniores Primavera, dove si piazzò prima nel suo girone ma fu eliminata in semifinale a fine stagione. La scuola calcio crebbe ulteriormente, così come l'organigramma tecnico e societario. A fine stagione 2006-07 gli Allievi vinsero il girone per passare ai regionali l'anno successivo. Inoltre si cominciò ad allestire la scuola calcio femminile. Gli esordienti della Nuova Lodigiani arrivarono nelle finalissime nazionali della Danone Cup, la manifestazione nazionale di categoria più importante. Nel corso della stagione l'"AS Lodigiani" affiliata dalla Cisco venne dichiarata inattiva dalla FIGC Lazio, liberando di fatto il nome storico della Lodigiani. La stagione 2007-08 è stata la più esaltante della Nuova Lodigiani. Di fatti si sono definiti nuovi innesti societari mentre è iniziata a pieno regime l'attività di scuola calcio femminile. Gli Allievi regionali hanno concluso il campionato con un ottimo quarto posto, mentre sia la Juniores Provinciale sia i Giovanissimi Provinciali hanno raggiunto la promozione ai campionati regionali ed entrambe le squadre hanno rischiato seriamente di salire direttamente nelle categorie élite. Sia i Giovanissimi Fascia B sia gli Allievi Fascia B hanno raggiunto le rispettive finali, perdendole. Gli esordienti per il secondo anno consecutivo hanno raggiunto le finali della Danone Cup in Versilia, arrivando persino in finale con una sconfitta solo ai rigori con i ragazzini più titolati della Reggina. Al termine della stagione 2007-08 e con l'avvento della stagione 2008-09 la denominazione della società è passata da "Nuova Lodigiani" ad "A.S.D. Lodigiani", mettendo definitivamente la parola fine sull'infinita querelle tra coloro che sostenevano che fosse la Cisco la continuazione della Lodigiani e chi, come i tifosi della Lodigiani in primis, hanno sempre pensato che l'eredità spettasse solo alla dirigenza di Via della Capanna Murata. Nella stagione 2008-09 tutte le squadre giovanili disputano i campionati regionali ed inoltre le squadre fascia B sono state ammesse alla più importante Coppa Lazio sia nella categoria Allievi sia nella categoria Giovanissimi.

[modifica] 2008/09, l'accordo con lo Stilecasa Calcio

Per la prima volta in tre anni, la Lodigiani pensa seriamente ad un progetto per riavere una prima squadra, e poter agonisticamente tornare a calcare campi più consoni alla propria storia. Mentre negli anni prima la società romana ha cercato timidamente titoli sportivi in Eccellenza laziale, nell'Estate 2008 capita l'occasione propizia: lo Stilecasa Calcio, appena salito dalla Seconda Categoria laziale con la denominazione Gallicano Stilecasa, deve giocare il campionato di Prima Categoria in un campo diverso da Gallicano, per esigenze pratiche. Il presidente dello Stilecasa, Cristian Federici, chiede ospitalità all'impianto sportivo della Borghesiana per la stagione che deve venire. Così Federici, che da ragazzo ha a lungo militato nelle giovanili della Lodigiani, incontra alcuni suoi vecchi dirigenti che gli illustrano il loro obiettivo di riavere una prima squadra. A questo punto i due club si incontrano: lo Stilecasa gioca alla Borghesiana con colori e simbolo della Lodigiani, e con l'impegno dello Stilecasa di procedere ad una fusione con la Lodigiani nell'estate successiva per ridare a quest'ultima una prima squadra. Gli accordi prevedono comunque per entrambi dei chiari vantaggi. Di fatto, quindi, in prima Categoria Laziale girone F scende in campo lo Stilecasa Calcio futura Lodigiani. Cristian Federici gestisce l'intero staff tecnico della prima squadra coi suoi stretti collaboratori, portando con sé diversi giocatori che hanno militato la stagione precedente nel Gallicano Stilecasa: il portiere Titti, il difensore D'Innocenzo, gli attaccanti Martino, Casarola e Catani. A completare la prima rosa che esordisce in campionato vi sono i portieri Petrucci e Vitale; i difensori Cappelletti, Pizziconi, Lettieri, Catalucci, Dolci; i centrocampisti Ragaglia, Mercuri, Magnanimi, Sabelli, Sarnoni, Liverotti e Lunadei; gli attaccanti Bartolini, Gianni, Giordano, Angotzi e Lattanzi. Allenatore mister Longo. In campionato la Lodigiani Stilecasa capita nel girone F con Bellegra, Rocca di Papa, Rocca Priora, Audace Genazzano Sanvitese, Vis Cave, Garbatella, Trevi, Pro Marino, semprevisa, Colonna, Grottaferrata, Il Torre Maura, Torre Gaia, Garbatella e La Vetrice. Nonostante l'entusiasmo iniziale dell'ambiente, e l'ottimismo dimostrato dai dirigenti, la Lodigiani Stilecasa esce subito dalla Coppa Lazio perdendo a Rieti di misura contro l'Alba Villa Reatina e vincendo in casa col Pro Calcio San Basilio, tre punti che non bastano a dispetto dei quattro dell'Alba Villa Reatina che passa il turno nel girone. Alcune incomprensioni con la società costano l'incarico all'allenatore Longo; al suo posto subentra Streccioni, che rimane alla guida della squadra per tutto il campionato. La Lodigiani Stilecasa si butta subito nell'avventura in Prima Categoria con 3 vittorie nelle prime 3 giornate: esternamente a Rocca Priora, e in due partite consecutive casalinghe contro Il Torre Maura e la quotata Audace Genazzano Sanvitese. La prima doccia fredda arriva sul campo del Castelverde, sconfitta per 3-0, con una ripresa sonante per 5-1 nel turno casalingo successivo contro la Cenerentola Vis Cave. Ma la crisi è dietro l'angolo, e per l'ambiziosa squadra biancorossa arrivano 3 sconfitte di fila: la prima, la più inaspettata, contro il Garbatella (terzultimoa fine campionato), la seconda in casa con la capolista Canarini Rocca di Papa, la terza di misura 2-1 a Grottaferrata. Non sembra conoscere vie di mezzo la squadra biancorossa, capace di vincere in casa con La Vetrice San Cesareo e fuori contro il Torre Gaia. Il primo "x" del campionato arriva in una fredda domenica di novembre contro il Trevi alla Borghesiana, pareggio bissato anche nella partita successiva a Castel Gandolfo contro il Pro Marino. Il mese di dicembre vede notevoli cambiamenti nella rosa biancorossa: partono Catalucci, Dolci, Sabelli, Magnanimi, Sarnino e Gianni; arrivano i centrocampisti Pignataro, Zurolo, Liguori e gli attaccanti Salvati e Ottobrini. L'effetto dei nuovi acquisti si vede con l'anno nuovo, in casa, dove il Semprevisa viene stracciato per 4 reti a 0. Altra svolta negativa, alla penultima di andata, è la trasferta col Colonna penultimo in classifica, partita persa male per 3-1, match risultato il più violento del campionato sul campo. Il girone di andata si chiude con la sconfitta casalinga per 1-0 col più forte Bellegra, che un altro giro di campionato dopo si laureerà campione salendo in Promozione. Il girone di ritorno inizia con un pareggio in casa con il Rocca Priora, raggiunto in extremis e in clima di aperta contestazione da parte dei tifosi delusi. La trasferta successiva nel vicino quartiere romano di Torre Maura vede la più larga affermazione del campionato per la Lodigiani Stilecasa, un 7-0 senza "se" e senza "ma" contro Il Torre Maura (comunque salvo a fine campionato). Mentre inizia a risultare chiaro che la vittoria del campionato se la sarebbero giocata i Canarini Rocca di Papa e il Bellegra, si pensa a come salvare la stagione, ovvero raggiungendo almeno un terzo o quarto posto valido per la Coppa Lazio dell'anno successivo. Effettivamente, pur essendo buona, è troppo lenta la marcia dei biancorossi, che con i pareggi per 1-1 a Genazzano contro l'Audace e in casa contro il Castelverde scendono fino al settimo posto, in una classifica comunque corta fino al terzo posto. La ripresa comincia con la vittoria esterna contro la Vis Cave 3-1 (esordio dell'esterno Nardi) fanalino di coda del campionato e con la goleada 8-2 in casa col Garbatella penultimo. Le vittorie più belle del campionato, che rilanciano definitivamente la squadra verso il terzo posto, avvengono nei due turni successivi. La prima vittoria, l'8 marzo, contro la capolista Rocca di Papa in trasferta per 2-1, vittoria maturata negli ultimi minuti, con due gol che hanno ribaltato l'iniziale svantaggio, in un clima ostile come non mai nel campionato, almeno fino a quel momento. Il successo casalingo per 4-3 contro il Grottaferrata è ancora più ricco di colpi di scena e ribaltamenti di risultato, col gol decisivo segnato nei minuti finali. Con la Lodigiani Stilecasa rilanciata verso il terzo posto si va a San Cesareo per giocare contro una diretta avversaria, il La Vetrice. In una partita decisamente equilibrata vincono i giocatori di San Cesareo per 1-0, e questa sconfitta è il primo passo falso dell'intero girone di ritorno. Si va verso la fine del campionato con una vittoria 1-0 in casa col Torre Gaia, col pareggio 1-1 a Trevi, con la vittoria casalinga per 1-0 col Pro Marino. Gli episodi più spiacevoli del campionato avvengono a Carpineto Romano con il Semprevisa: in un clima ostile dentro e fuori al campo i biancorossi riescono ad imporsi per 2-1, ma la domenica è segnata dalle provocazioni della tifoseria locale verso quella ospite che è l'unica a farne le spese (tutti i ragazzi al seguito dei biancorossi vengono portati al commissariato locale senza che all'interno dello stadio succede nulla di rilevante, e per la maggior parte di loro scatta una denuncia). L'ultima partita in casa, ovviamente, si gioca in un clima pesante nonostante la squadra sia lanciata verso il terzo posto del campionato, tanto che la vittoria contro il retrocesso Colonna segna il matematico terzo posto e certezza della Coppa Lazio l'anno successivo. Si chiude una stagione comunque più che buona con la sconfitta, inutile ai fini della classifica, con la già promossa Bellegra. La classifica finale vede il successo del Bellegra di 4 punti sul Rocca di Papa capolista per la maggior parte del torneo (e che nell'estate successiva viene comunque ripescato in Promozione). Terza la Lodigiani Stilecasa, ben staccata dalla coppia di testa, seguita da La Vetrice, Audace Genazzano Sanvitese, Castelverde e Torre Gaia. Retrocedono Vis Cave, Colonna e Garbatella (poi ripescato). Anche le giovanili biancorosse ottengono buoni risultati in categorie, e per la prima volta dalla rifondazione, una delle squadre accede al campionato d'èlite laziale: la Juniores Regionale che stravince il proprio campionato.

[modifica] La mancata fusione e la cavalcata in Promozione

La stagione 2009/10 inizia con una doccia fredda per tutto l'ambiente biancorosso: la domanda di fusione tra a.s.d. Lodigiani e Stilecasa viene respinta dal Comitato Regionale Laziale, con la motivazione che lo Stilecasa non può cambiare sede sociale per la seconda volta in due anni, come recitano le carte federali. I tifosi sfiduciano la società, e, pur appoggiandola, decidono comunque di non interessarsi alle sorti della squadra fino a che la fusione non sarebbe stata ufficializzata dalla F.I.G.C.. Tuttavia il dado è tratto e i cambiamenti in società avvengono: il presidente dello Stilecasa Cristian Federici abbandona la sua carica e diventa consigliere dell'asd Lodigiani del presidente Morgante. Alla presidenza dello Stilecasa succede Fabio Checchini (giovane rampante,ex socio lodigiani) e alla vicepresidenza l'ex team manager Giovanni Ponzo, anche se lo stesso Federici continua ad avere un ruolo di primo piano nell'organizzazione dello Stilecasa Calcio in Prima Categoria. A dare una svolta all'ambiente è l'arrivo, nel ruolo di direttore sportivo, di Marco Guidi, ex ds di Guidonia e Ferentino in "serie D", l'Aquila e Pisoniano in "Eccellenza" . È prevalentemente il suo intuito di dirigente esperto e vincente (6 promozioni sul campo) che dà il via alla costruzione di una squadra che deve puntare dritto alla vittoria del campionato; con lui si cambia radicalmente e molti giocatori vanno via, su tutti: Titti, D'Innocenzo, Catani, Casarola, Zurolo e Bartolini; ai confermati Petrucci, Pizziconi, Mercuri, Lettieri (Marco), Pignataro, Ragaglia, Salvati e Martino, si aggiungono il fortissimo portiere Angelucci (con un passato in serie C) e Camilloni come terzo; i difensori Di Luigi, Schiavino, Rippa, Papa, Mechelli, Lettieri (Matteo); i centrocampisti Laoreti, Chiocchio, Minafra, Curione, Di Tommaso, Fornacini; gli attaccanti Neroni, Donati, Crisari ed Arnold. A guidare la truppa biancorossa viene scelto un giovane e competente mister: Stefano Giumento (ex del settore giovanile Lodigiani poi Rieti,Giardinetti e Torbellamonaca). In Prima Categoria la Lodigiani Stilecasa viene inserita nuovamente nel girone F, assieme alle castellane Vivace Grottaferrata, Rocca Priora e Pro Marino,al le romane Il Torre Maura, Castelverde, Vigor Perconti, Roma 8 T.M. ,Quarticciolo e le provinciali Semprevisa, Trevi, La Vetrice e l'Audace Genazzano. Nuovi arrivi dalla Promozione le retrocesse Casilina BCCR e Morena di Roma, e infine il Gallicano, nato dalla fusione tra Torre Gaia e Gallicano 2005 (terza categoria romana l'anno precedente). L'esordio ufficiale è in Coppa Lazio, dove stavolta la Lodigiani Stilecasa supera in un confronto diretto ad andata e ritorno jl Morandi di Ostia: 0-0 in trasferta e 1-0 la settimana successiva in casa. Il successivo girone a 3 vede la compagine biancorossa impegnata in trasferta a Veroli e in casa contro l'Ostiantica: il primo turno vede l'1-1 tra Veroli e Lodigiani Stilecasa; nel secondo l'Ostiantica batte tra le mura amiche il Veroli 2-1 e ai biancorossi non resta che vincere il terzo ed ultimo turno in casa contro l'Ostiantica, salvo poi (estremamente rimaneggiati a causa del turno infrasettimanale) rimediare una brusca sconfitta per 4-1 con il conseguente abbandono della Coppa Lazio (la cui vittoria finale andrà proprio all'Ostiantica con l'accesso diretto in Promozione). Ma mentre la Coppa Lazio rimane abbastanza stregata per la Lodigiani Stilecasa, ben altra musica viene suonata in campionato, dove sin dalle prime battute la squadra conferma il suo ruolo di grande favorita alla vittoria finale. L'esordio a Marino contro la Pro Marino vede la Lodigiani Stilecasa imporsi per 1-0, vittoria poi bissata la settimana successiva in casa contro il Rocca Priora con lo stesso identico punteggio. Alla terza giornata primo mezzo passo falso, a Grottaferrata, contro la Vivace per 1-1, con i Castellani comunque co-favoriti per la vittoria finale. Poi sono ben 5 i successi consecutivi della squadra: in casa per 3-2 contro la bestia nera Castelverde; fuori casa per 1-0 contro il fanalino di coda Quarticciolo; 1-0 in casa col semprevisa, stesso risultato in casa della Vigor Perconti; infine una roboante vittoria per 4-1 tra le mura amiche contro la Roma Otto Torre Maura. Qui la prima svolta del campionato, dove le inseguitrici Casilina BCCR e Audace Genazzano Sanvitese perdono il primo contatto con la capolista di ben 4 punti, mentre fino a quel momento entrambe (soprattutto il Casilina) hanno retto il passo. Già emerge, rispetto all'anno prima, una Lodigiani forse meno spettacolare ma più solida ed essenziale, comunque votata alla sofferenza (lo dimostrano le molte vittorie di misura ottenute) e al conseguimento del massimo risultato. Dopo un pareggio combattuto sul campo del Trevi, il 2009 si chiude trionfalmente con il secondo filotto di vittorie, ben più rotonde: lo scontro diretto contro il Casilina alla Borghesiana si conclude con un secco 3-0 per la Lodigiani Stilecasa; seguono le vittorie a Morena per 2-0 e in casa col Gallicano per 4-0. Il mercato invernale vede altri nuovi innesti alla già competitiva rosa dei biancorossi: il difensore Limardi, il centrocampista Ciancarelli, gli attaccanti Catani (un ritorno, il suo, durato pochi mesi prima del definitivo distacco dalla società di via della Capanna Murata) e Regis,di contro lasciano il club: Petrucci,Crisari,Curione,Fornacini,Laoreti,i fratelli Lettieri,Pizziconi,Malaschini,Schiavino.Il nuovo anno comincia come era finito il vecchio, ovvero con un'altra serie di vittorie: il girone di andata si chiude con due vittorie casalinghe contro Il Torre Maura (6-1) e l'Audace Genazzano Sanvitese (3-0), con l'unico intermezzo della partita esterna contro il La Vetrice, rinviata per maltempo. I numeri del girone di andata parlano tutti a favore della Lodigiani Stilecasa capolista: 38 punti in 14 gare (12 vittore, 2 pareggi e zero sconfitte), 31 gol fatti e 5 subiti, 2,71 punti medi a partita, media goal fatti a partita 2,21 e media goal subiti a partita 0,35. Va da sé che diventa prevedibile quanto programmabile un girone di ritorno non all'altezza di quello di andata, vittorioso ma non nella misura della precedente fase della stagione. La seconda parte di campionato vede un'affermazione col minimo scarto (1-0) in casa col Pro Marino, e la settimana successiva, a Rocca Priora, un altro rinvio di gara a causa della neve. Prima sconfitta stagionale nel recupero del 14mo turno di andata a San Cesareo contro il La Vetrice, che da quel momento, per una decina di giornate, si candida ad una clamorosa rimonta per riaprire il campionato. Una regola del calcio insegna che una squadra imbattuta da troppo tempo che prende una sconfitta, quasi sempre, ne prende una seconda, e in pochi giorni arriva il primo tonfo casalingo contro un'altra diretta concorrente, il Grottaferrata, vittorioso per 2-0. Di seguito arriva addirittura la terza sconfitta consecutiva a Castelverde per 2-1. Dopo quella sconfitta un confronto serrato tra squadra, mister e società riporta alla calma una situazione che potrebbe diventare critica, con le più vicine inseguitrici, La Vetrice e Grottaferrata, ad appena 4 punti. Ma la squadra biancorossa è comunque portata, oltre che a vincere, a mostrare il carattere dei suoi giocatori, e, dal recupero con il Rocca Priora vinto perentoriamente per 4-1, arrivano ben 6 vittorie consecutive, che spiazzano la diretta concorrenza: oltre a quella già citata contro il Rocca Priora vi sono quella in casa per 5-1 contro il malcapitato Quarticciolo, quella ostica e sofferta, per 2-1 a Carpineto Romano (in un clima di aperta intimidazione per il secondo anno consecutivo), quella di misura, 1-0, in casa contro la Vigor Perconti, quella esterna per 3-0 contro la Roma Otto Torre Maura e infine il poker casalingo (4-0) contro un Trevi sempre ostico da affrontare per i Romani. Il percorso adesso è in discesa e lo stop per 4 a 2, nella trasferta con il Casilina dice comunque che ormai è troppo grande il divario della Lodigiani Stilecasa sulle inseguitrici dopo le 6 vittorie e 18 punti consecutivi. Con lo stesso punteggio (inverso) i biancorossi vincono la successiva partita alla Borghesiana contro il Morena. Mancano tre turni alla fine, e la partita a Gallicano (ironia della sorte) potrebbe dare la matematica certezza della vittoria in campionato ai biancorossi. le inseguitrici non reggono il passo con La Vetrice, secondo, già da diverse giornate in calo (a causa di una protesta della maggior parte della rosa titolare e il conseguente impiego, da parte della squadra di San Cesareo, di molti Juniores).quindi la domenica del 18 aprile 2010 arriva il successo che sancisce l'accesso in Promozione Laziale: vittoria larga fuori casa per 4-1 e campionato vinto aritmeticamente. Il trionfo biancorosso si completa nelle ultime giornate con un pareggio 2-2 a Torre Maura contro la squadra locale, e con la vittoria nella passerella finale in casa (con tanto di T V e banda musicale) per 3-0 contro un La Vetrice (che deve vincere ad ogni costo per riprendere il secondo posto ormai occupato dal Grottaferrata). L'ultima giornata termina festosamente a Genazzano dove i locali si impongono di misura 2-1 (in un clima tipicamente estivo) con l'impiego di tutti i calciatori meno utilizzati durante la stagione. Finisce dunque così, con la Lodigiani Stilecasa prima a 69 punti, inseguita da Vivace Grottaferrata a 63 punti (e successivamente ripescata in Promozione) e La Vetrice, terza, a 59 punti. Retrocedono Quarticciolo, Trevi e Pro Marino. Ad ulteriore conferma di un immutato stile Lodigiani la squadra regala alla società la prestigiosa Coppa Disciplina, fregiandosi del titolo di squadra più corretta di tutti i gironi della prima categoria laziale. Anche i campionati giovanili della Lodigiani ottengono discreti risultati, con l'eccezione della neopromossa Juniores Regionale d'Elite, che arriva terzultima nel girone B e retrocede ai Play Out contro il Torrenova. I Giovanissimi Regionali vincono il campionato accedendo per la stagione 2010/11 ai Giovanissimi Regionali d'Élite, ed anche gli Allievi Regionali nei ripescaggi conquistano l'Elite al termine di un onorevole campionato. Nel neonato campionato Giovanissimi Coppa Lazio d'Élite viene mantenuta la categoria con uno score di medio-alta classifica per la durata dell'intera stagione. Così rinasce la Lodigiani.

[modifica] La nuova Scuola Calcio Lodigiani

Nell'anno 2005 con la rifondazione della societa dopo la cessione del titolo sportivo a favore della Cisco Roma, la Nuova Lodigiani ricompone l'organico tecnico di base diretto dal responsabile Prof. Gianmarco Migliorati e dopo un breve periodo di assestamento riesce già nell'anno successivo a conseguire importantissimi risultati a livello nazionale centrando diverse volte la conquista del Sei Bravo a Scuola Calcio negli anni 2007, 2008, 2009, 2011 con le rispettive categorie Pulcini 1996, 1997, 1998, 2000 rappresentando il Lazio alla Manifestazione Nazionale Finale di Coverciano nonché diversi trofei di rilevanza molto importante conquistati contro società professionistiche. In base ad un modello organizzativo molto efficente e funzionale la societa riesce inoltre a collocare diversi giocatori selezionati da società professionistiche nazionali. Un canale privilegiato si può certamente associare con la AS Roma che richiede alla Scuola Calcio Lodigiani diversi elementi tra cui si annoverano Daniele Ansini, Andrea Selvaggio, Elio Capradossi (convocato in Nazionale Under 16), Simone Ricozzi (convocato in Nazionale Under 16), Daniele Viola, Emanuele Spinozzi, Marco Foresi, Edoardo Filoia, Matteo Di Mascio, Gianluca Trastulli, Marco Mastrodonato.

[modifica] Cronistoria

Cronistoria dell'A.S.D. Lodigiani
  • 1972 - Nasce la Lodigiani.
  • 1972-73 - 1ª nei tornei amatoriali Sacop e Giovanni XXIII.
  • 1973 - Si fonde con l'A.C. Orma I.T.R. Vescovio (nel 1972-73 in 2ª categoria girone F) e ne acquisisce il titolo sportivo.
  • 1973-74 - 3ª nel girone B della Seconda Categoria Laziale.
  • 1974 - Acquisisce il titolo sportivo della Maia Cat e gioca il suo primo campionato in Promozione Laziale.
  • 1974-75 - 11ª nel girone A della Promozione Laziale.
  • 1975-76 - 2ª nel girone A della Promozione Laziale.
  • 1976-77 - 3ª nel girone A della Promozione Laziale.
  • 1977-78: Promozione Laziale - 3º
  • 1978-79: Promozione Laziale - 2º
  • 1979-80: Promozione Laziale - 1º - Sale in Interregionale
  • 1980-81: Interregionale - 12º
  • 1981-82: Interregionale - 3º
  • 1982-83: Interregionale - 1º - Viene promossa in Serie C2, vince la Coppa Italia Dilettanti. I Giovanissimi nazionali vincono il titolo.
  • 1983-84: Serie C2 - 10º
  • 1984-85: Serie C2 - 7º
  • 1985-86: Serie C2 - 8º - Vince il trofeo Dante Berretti
  • 1986-87: Serie C2 - 8º
  • 1987-88: Serie C2 - 5º
  • 1988-89: Serie C2 - 6º
  • 1989-90: Serie C2 - 9º - A fine stagione si trasferisce al Centro Sportivo La Borghesiana
  • 1990-91: Serie C2 - 3º
  • 1991-92: Serie C2 - 1º - Vince il campionato e viene promossa in Serie C1
  • 1992-93: Serie C1 - 9º
  • 1993-94: Serie C1 - 4º - Disputa i play-off per la Serie B contro la Salernitana, ma viene eliminata (1-1 all'Olimpico di Roma, 4-0 all'Arechi di Salerno). Accede alla Coppa Italia di Serie A.
  • 1994-95: Serie C1 - 10º - In Coppa Italia viene eliminata al primo turno dall'Inter (0-3 allo stadio Flaminio)
  • 1995-96: Serie C1 - 10º - Vince il suo secondo trofeo Dante Berretti
  • 1996-97: Serie C1 - 10º
  • 1997-98: Serie C1 - 14º - Va ai play-out per evitare la Serie C2. Si salva vincendo entrambe le partite contro la Turris (1-2 a Torre del Greco, 2-0 a Roma)
  • 1998-99: Serie C1 - 9º
  • 1999-00: Serie C1 - 12º - Viene eliminata in semifinale di Coppa Italia di serie C. A fine stagione la storica proprietà vende la Lodigiani e La Borghesiana a Longarini
  • 2000-01: Serie C1 - 14º - Si salva ai play-out contro l'Atletico Catania (3-4 al Cibali, 2-0 a Roma).
  • 2001-02: Serie C1 - 18º - Retrocede in Serie C2. Fino ad allora era l'unica squadra professionistica assieme ad Inter e Juventus a non essere mai retrocessa.
  • 2002-03: Serie C2 - 16º - Retrocede in Serie D dopo i play-out con l'Olbia (1-2 a Roma, 3-0 in Sardegna). Nell'Estate, a causa del fallimento di alcune squadre, la Lodigiani viene ripescata in Serie C2. Il gruppo Cisco acquisisce la Lodigiani da Longarini, e contemporaneamente gestisce la sua squadra (Cisco Calcio) in Serie D
  • 2003-04: Serie C2 - 10º
  • 2004 - La Lodigiani diviene Cisco Lodigiani, stagione di transizione prima di prendere il nome della squadra aziendale che militava in Serie D. I tifosi abbandonano in massa il seguito della squadra.
  • 2004-05: Serie C2.
  • 2005 - La Cisco Lodigiani diviene Cisco Roma, di fatto la continuazione della vecchia squadra Cisco, mentre l'A.S. Lodigiani scompare. Nel settembre 2005 nasce la Nuova Lodigiani, società di puro settore giovanile, coi vecchi dirigenti della Lodigiani e con sede alla Borghesiana. Nessuno identifica più la Cisco con la Lodigiani. Si attende la prima squadra della Nuova Lodigiani.
  • 2005-06: non iscritta
  • 2006-07: La Nuova Lodigiani vince il campionato Allievi Provinciali e viene promossa nella categoria Allievi Regionali. Silvio Salini diviene nuovo presidente della Lodigiani.
  • 2007-08: le squadre Juniores Provinciali e Giovanissimi Provinciali si piazzano prime nei loro gironi e vanno nelle rispettive categorie regionali. Sia Allievi Fascia B sia Giovanissimi Fascia B vanno in finale di torneo e guadagnano il diritto a disputare la Coppa Lazio nella stagione 2008-09.
  • 2008-09: la Nuova Lodigiani prende la denominazione di A.S.D. Lodigiani, restituendo di fatto la vecchia denominazione alla società. Il Settore Giovanile diviene di livello regionale, poiché la Lodigiani possiede tutte le squadre di ogni campionato a livello regionale. Grazie ad un accordo con l'A.S.D. Stilecasa la Lodigiani ha nuovamente una prima squadra, in prima categoria laziale, anche se la fusione burocratica avverrà nella stagione 2009-10.
  • 2009 - A seguito di accordo (giugno 2008) con l'A.S.D. Stilecasa (1ª Categoria) nella stagione 2008-09 la prima squadra disputa il campionato con il nome A.S.D. Stilecasa Lodigiani calcio.
  • 2009-10 - 1º nel girone F di Prima Categoria Laziale è promossa in Promozione,vincitrice Coppa Disciplina del girone F e di tutta la Prima Categoria. I Giovanissimi Regionali vincono il campionato e conquistano l'Elite. Gl Allievi Regionali arrivano terzi e vengono ripescati nell'Elite.
  • 2010: fusione ufficiale tra Stilecasa e l'ex Nuova Lodigiani 2005, nasce così A.S.D. Lodigiani Calcio. Partecipante con la 1ª squadra al campionato laziale di Promozione 2010/11.Tutto il settore giovanile torna a giocare al "Francesca Gianni" a San Basilio ad esclusione delle squadre Juniores e Promozione, che rimangono alla Borghesiana
  • 2010-11 - 7º nel girone B di Promozione Laziale.
  • 2011-12: non iscritta

[modifica] Colori e simbolo

I colori sociali della Lodigiani sono il Rosso e il Bianco. Terzo colore, utilizzato in tutti i simboli storici della Lodigiani, è il Blu.

[modifica] Giocatori celebri del passato

[modifica] Allenatori celebri del passato

[modifica] Curiosità

  • La Lodigiani, fino alla stagione 2001-02, era l'unica società tra i professionisti assieme a Juventus, Inter e Chievo Verona a non aver mai subìto retrocessioni
  • La Lodigiani è sempre stata un modello di economia calcistica, tanto che anche esperti di calcio professionistico provenienti dal Giappone e dall'Australia, nel corso degli anni '90, vennero a Roma a studiare il "Modello Lodigiani": ovvero gestione trasparente, uso di numerosi e validi giovani da rivendere poi sul mercato, gestione oculata delle risorse. La Lodigiani, fino a quando è esistita, non è mai apparsa nella consuetudinale "lista nera" della Co.vi.soc, che ogni anno colpiva numerose società dalla Serie A alla Serie C. Questo non accadde neppure con la contestatissima dirigenza Longarini, l'ultima al timone della Lodigiani fino alla svendita del titolo.
  • La Lodigiani fu la prima società in tutta Italia, ad usare giovani del proprio vivaio in buon numero nella prima squadra, con l'intento di lanciare le giovani promesse in Serie A o in Serie B. Il modello, usato a forza in molte società professionistiche di oggi, cominciò ad essere applicato con la promozione in Serie C della Lodigiani a partire dal 1983. La Lodigiani non aveva allora nessuna difficoltà economica, e fu l'intuizione del presidente Malvicini e del suo vice Sagramola ad avviare il "modello Lodigiani".
  • Nel 1992 uscì un inserto speciale del "Guerin Sportivo" di ben venti pagine sulla Lodigiani, sulla sua storia, e sul suo modello di valorizzazione dei giovani.
  • Fino al 1990 la Lodigiani era identificata come la squadra del quartiere San Basilio. Fu lo stesso Malvicini ad avvertire un legame eccessivo tra il quartiere e la squadra, e di lì, oltre a esigenze strutturali, decise di trasferire la sede della Lodigiani al Centro Sportivo della Borghesiana.
  • La Lodigiani è forse l'unico esempio di squadra aziendale che è riuscita a ritagliarsi un proprio spazio all'esterno dell'azienda, diventando nel corso degli anni sempre più autonoma, fino a sopravvivergli in seguito alla crisi di Tangentopoli che decretò l'infelice fine della Lodigiani Costruzioni, fino ad allora azienda leader in Italia nel settore edile.
  • Vincenzo Lodigiani, pur approvando il progetto di Malvicini di realizzare una squadra aziendale, rimase sempre fuori dai quadri dirigenziali, così come tutta la famiglia Lodigiani.
  • Curiosa l'origine dell'esperienza di Francesco Totti alla Lodigiani. Quando il giovanissimo attaccante di Porta Metronia entrò nella Lodigiani era, di fatto, già destinato alla Roma. Un dirigente della Roma chiese alla Lodigiani di prendere Totti per poi poterlo tesserare quando i tempi sarebbero stati maturi, in quanto in quel periodo non vi erano ancora le condizioni per un passaggio diretto di Totti alla Roma. Tre anni dopo, la promessa fatta dalla Lodigiani alla Roma fu mantenuta, nonostante l'interessamento al giocatore della Lazio e nonostante la perplessità di alcuni dirigenti della Lodigiani, che l'avrebbero voluto ancora tenere nel proprio vivaio.
  • La Lodigiani, a partire dal suo esordio in Serie C2, nel 1983, cominciò a giocare le sue partite di sabato, per ritagliarsi una propria fetta di pubblico e aggirare così la concorrenza di Roma e Lazio. Il "Sabato della Lodigiani", appuntamento fisso per molti tifosi e ultrà, rimase una tradizione fino all'uscita di Borgia dalla società, nel 2000. Con l'ingresso di Longarini nella società, nella stagione 2000-01 la tradizione continuò a persistere, ma nei momenti di maggiore difficoltà del campionato l'ad Silvano Mecozzi impose di giocare la domenica per non dare vantaggi alle dirette avversarie. Anche nelle stagioni 2001-02 e 2002-03 si giocò sempre meno di sabato, a causa delle continue difficoltà in campionato della squadra. Infine, nell'unica stagione della Lodigiani con a capo il gruppo Cisco, si continuò a seguire la linea di Mecozzi: partite si al sabato, ma non in situazione delicate di campionato.
  • Al termine della stagione 2009/10, Cristiano Anella compone, per celebrare la vittoria della squadra, la canzone "Stile e Gloria", primo inno dedicato alla Lodigiani e alla sua storia

[modifica] Stadio

Testo del titolo Testo del titolo
1974/75 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1975/76 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1976/77 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1977/78 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1978/79 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1979/80 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1980/81 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1981/82 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1982/83 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1983/84 Stadio Flaminio di Roma
1984/85 Stadio Flaminio di Roma
1985/86 Stadio Flaminio di Roma
1986/87 Stadio Flaminio di Roma
1987/88 Stadio Flaminio di Roma
1988/89 Stadio Flaminio di Roma
1989/90 Stadio Francesca Gianni di San Basilio (Roma)
1990/91 Stadio Flaminio di Roma
1991/92 Stadio Flaminio di Roma
1992/93 Stadio Flaminio di Roma
1993/94 Stadio Flaminio di Roma
1994/95 Stadio Flaminio di Roma
1995/96 Stadio Flaminio di Roma
1996/97 Stadio Flaminio di Roma
1997/98 Stadio Flaminio di Roma
1998/99 Stadio Tre Fontane dell'EUR (Roma)
1999/2000 Stadio Flaminio di Roma

Stadio Tre Fontane dell'EUR (Roma)

2000/01 Stadio Flaminio di Roma
2001/02 Stadio Flaminio di Roma
2002/03 Stadio Flaminio di Roma
2003/04 Stadio Flaminio di Roma
2004/05
2005/06 centro La Borghesiana in via della capanna murata
2006/07 centro La Borghesiana in via della capanna murata
2007/08 centro La Borghesiana in via della capanna murata
2008/09 centro La Borghesiana in via della capanna murata
2009/10 centro La Borghesiana in via della capanna murata
  • Dal 1974 al 1982-83 e stagione 1989-90: Francesca Gianni di San Basilio (Roma).
  • Dal 1983-84 al 1997-98, dal 1999-00 al 2003-04: Stadio Flaminio di Roma.
  • Stagione 1998-99, 1999-00 (parte) e nelle partite in cui il Flaminio era occupato dal Torneo Sei Nazioni di Rugby, fino al 2004: Stadio Tre Fontane dell'EUR (Roma).
  • Dal 2005 al 2010 centro La Borghesiana in via della capanna murata.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stadio Flaminio.

[modifica] Tifoseria

Fino al 1990, anno in cui la Lodigiani ebbe casa al Francesca Gianni di San Basilio, vi era una forte identificazione tra stadio e quartiere, tanto che le partite della Lodigiani registravano spesso il pienone. Il cambio di campo casalingo, nel 1983, nel più noto e ampio Stadio Flaminio, fece divenire la Lodigiani non più una squadra di quartiere, ma la reale terza squadra della capitale. Se da una parte la Lodigiani, giocando al Flaminio, cominciò a coinvolgere un pubblico proveniente da tutte le zone della capitale e provincia, la perdita del feudo di San Basilio si dimostrò una scelta penalizzante in termini di calore e sostegno del pubblico. Tuttavia anche il Flaminio, dal 1983 al 1996 registrava dai 1.000 ai 3.000 spettatori a partita, con picchi di 4.000 / 5.000 persone nella stagione 1993-94, anno in cui la Lodigiani sfiorò la Serie B. A partire dal 1996 la Lodigiani ebbe un vistosissimo calo del pubblico che perdurò inesorabilmente fino all'anno della scomparsa della Lodigiani, nel 2004. Le uniche eccezioni erano le partite contro grandi squadre (di regola Catania, Ascoli, Avellino e Foggia, solo per citare le principali) e le partite-spareggio. Altro dato curioso è che la stagione 1998-99 costituì il ritorno di un buon pubblico al seguito della Lodigiani, complice il trasloco momentaneo dal Flaminio al Tre Fontane dell'EUR, cambiamento che attirò molta gente del popoloso quartiere romano. Anche nelle partite disputate nelle stagioni seguenti al Tre Fontane (in concomitanza, di solito, col Sei Nazioni di Rugby al Flaminio nei mesi di febbraio e marzo) si registrava decisamente un maggiore afflusso rispetto allo Stadio Flaminio.

[modifica] Tifoseria organizzata

Il primo gruppo organizzato al seguito della Lodigiani furono i Vigilantes, nel 1986. Si susseguirono nel corso degli anni vari gruppi di breve vita, fino al 1994, anno di fondazione dei Kaos, primo gruppo che poteva vantare un seguito numerico maggiore e una migliore organizzazione. I Kaos (coadiuvati dal Lodi Club Tufello), organizzarono le prime trasferte. Ultima svolta fu quella del 1996, con la nascita di Official Fans e Ultras, gruppi che si distinsero, oltre per un numero consistente (soprattutto in alcune stagioni) e un ottimo tifo, per aver seguito sempre e ovunque la squadra in trasferta, cosa inimmaginabile anni prima. Gli Official Fans presenziarono, inoltre, ai mondiali di Francia'98 in tutte le partite che la nazionale italiana disputò in quel torneo. Prima di quella esperienza organizzarono un raduno ultras nazionale per seguire l'Italia sotto un unico striscione, senza esito. Dopo la crisi del tifo nella stagione 1999-00, i gruppi Official Fans e Ultras si unirono sotto la sigla "Ultrà Lodigiani 1996", riportando entusiasmo e calore al Flaminio e non abbandonando mai la squadra neanche nelle trasferte più lontane, anche se spesso in numero esiguo. Gli Ultrà Lodigiani 1996, dopo l'avvento del gruppo Cisco al vertice della Lodigiani, nella stagione 2003/04, promossero una campagna a favore della tradizione calcistica della Lodigiani, nel timore che la Cisco avrebbe fatto sparire la storica denominazione dagli annali calcistici, cosa che avvenne puntualmente due anni dopo. Gli Ultrà Lodigiani 1996, nonostante non abbiano mai aderito al progetto Cisco, non sono ancora sciolti e cercano di promuovere il ritorno della Lodigiani sui campi di gioco, seppur a livello dilettantistico.

[modifica] Calcio a 5

A partire dal 2010 la Lodigiani partecipa anche al campionato di calcio a 5. La squadra prende così la nominazione di Sporting Lodigiani C5. La Lodigiani C5 nella sua prima stagione calcistica, riesce ad ottenere ottimi risultati, che portano così la squadra a vincere il campionato di Serie D.

Nella stagione 2011/2012 la società partecipa al campionato di Serie C2.

[modifica] Rosa 2011/2012

N. Ruolo Giocatore
Bandiera dell'Italia POR Matteo Zani
Bandiera dell'Italia CEN Dario Anzidei
Bandiera dell'Italia LAT Emanuele Ciaralli
Bandiera dell'Italia PIV Enrico Ugolini
Bandiera dell'Italia PIV Andrea Pignotta
Bandiera dell'Italia LAT Riccardo Torquati
Bandiera dell'Italia CEN Emanuele Fratini
Bandiera dell'Italia LAT Fabrizio Galasso
Bandiera dell'Italia LAT Cristiano Petrucci
Bandiera dell'Italia LAT Roberto Fratini
Bandiera dell'Italia PIV Andrea Di Pascasio
Bandiera dell'Italia POR Maurizio Licata
Bandiera dell'Italia LAT Alessio Perla
Bandiera dell'Italia UNI Marco Pignotta
Bandiera dell'Italia LAT Dario Cinti
Bandiera dell'Italia UNI Nicola Cirillo
Bandiera dell'Italia POR Leonardo Boni

[modifica] Collegamenti esterni

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