ARM Cortex-A9 MPCore

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ARM Cortex-A9 MPCore
Central processing unit
Progettato da ARM
Frequenza CPU 0.800 GHz / 2.0 GHz
Set di istruzioni ARMv7
Numero di core 1-4
Cache L1 32 KB I/32 KB D

L'ARM Cortex-A9 MPCore è un processore multicore che può avere fino a 4 core Cortex basati su instruction set ARMv7 e dotati di gestione coerente della cache.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche chiave di ogni core Cortex-A9 sono:

  • Core superscalare con esecuzione fuori ordine speculatore che fornisce 2.50 DMIPS/MHz/core.[2]
  • Istruzioni SIMD NEON in grado di eseguire fino a 16 operazioni per istruzione (opzionali).
  • Unità di calcolo in virgola mobile VFPv3 che fornisce il doppio delle prestazioni della precedente unità ARM (opzionale).
  • Set di istruzione Thumb-2 che riduce la dimensione dei programmi con una minima riduzione delle prestazioni.
  • Estensione per la sicurezza TrustZone.
  • Jazelle DBX sper l'esecuzione del codice Java.
  • Jazelle RCT per la compilazione JIT.
  • Program Trace Macrocell e CoreSight Design Kit per il tracciamento non intrusivo delle istruzioni eseguite.
  • Controller cache L2 (0-4 MB).
  • Elaborazione dual-core.

ARM dichiara che l'implementazione TSMC 40G può operare a 2 Ghz di frequenza come singolo core e occupa 1.5 mm2 (senza cache) con il processo di fabbricazione TSMC 65 nanometri (nm).[3] Questo processore alla frequenza di 1 GHz consuma meno di 250 mW per core.[4]

Implementazioni[modifica | modifica sorgente]

Diversi sistemi system-on-a-chip implementano il core Cortex-A9:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ARM Cortex-A9 MPCore - ARM Processor
  2. ^ Cortex-A9 Processor (Click on Specifications tab), ARM. URL consultato il 5 agosto 2010.
  3. ^ Cortex-A9 Single Core Processor - ARM Processor
  4. ^ ARM spins multicore-enabled Cortex core - News - Linux for Devices. (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2012).
  5. ^ samsung.com > Application Processor > Cortex A9 Series > Exynos 4210
  6. ^ ST Ericsson U8500, ST Ericsson. URL consultato il 19 febbraio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]