AIM (satellite)

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Explorer 90 - AIM
Dati della missione
Proprietario NASA
Destinazione orbita polare
Esito in orbita
Vettore razzo Pegasus
Lancio 25 Aprile 2007 20:26:03 UTC con lancio aereo dopo decollo da Vandenberg
Massa 192 kg
Strumentazione 4 telecamere UV, un radiometro, un sensore di polveri
Programma Explorer
Missione precedente Missione successiva
THEMIS IBEX

AIM (acronimo inglese per Aeronomy of Ice in the Mesosphere ovvero Aeronomia del ghiaccio nella mesosfera), a volte citato anche come Explorer 90, è un satellite artificiale messo in orbita dalla NASA nell'ambito del Programma Explorer.

Immesso su un'orbita polare di 600 km di quota da un razzo Pegasus-XL con lancio aereo da un velivolo Lockheed L-1011 il 25 aprile 2007[1], conduce una missione dedicata allo studio delle nubi nottilucenti, la cui durata era stata inizialmente prevista in 26 mesi ma successivamente prolungata[2] fino a settembre 2012.

Si vuole determinare quali fattori - ad esempio temperatura, vapore acqueo, polveri - contribuiscono alla formazione di questo fenomeno naturale osservato per la prima volta nel 1885 e sempre più frequentemente da allora.

Il satellite e la strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

Il satellite AIM durante la fase di assemblaggio.

Il satellite, pesante circa 192 kg, è approssimativamente largo 110 cm e alto 140 cm, costituito nella metà inferiore da un corpo principale, per l'alloggiamento del combustibile e delle batterie, a forma di tamburo esagonale mentre l'altra metà è occupata dalla strumentazione. La parte esterna del satellite è costituita da 6 pannelli solari che possono essere dispiegati per costituire una superficie piana contigua.[3]

La strumentazione comprende tre elementi:

  1. CIPS (Cloud Imaging and Particle Size): con quattro telecamere diversamente angolate permette di stabilire le dimensioni delle particelle di ghiaccio costituenti le nubi nottilucenti e di avere con cadenza giornaliera immagini panoramiche delle nubi sulla calotta polare.
  2. CDE (Cosmic Dust Experiment): misura la quantità di polveri spaziali che raggiunge l'atmosfera dallo spazio esterno aiutando a capirne il ruolo nella formazioni delle nubi.
  3. SOFIE (Solar Occultation for Ice Experiment): sfruttando gli occultamenti solari misura le particelle delle nubi, i gas atmosferici e la temperatura durante la formazione delle nubi. Le osservazioni dovrebbero determinare le condizioni e gli elementi chimici necessari per la formazione delle nubi nottilucenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Scheda del lancio di AIM dal sito della NASA. URL consultato il 16-02-2009.
  2. ^ (EN) Comunicato stampa del 20 maggio 2008. URL consultato il 02-06-2009.
  3. ^ (EN) Galleria fotografica dal sito di AIM. URL consultato il 16-02-2009.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Programma Explorer
Lancio di explorer 1
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Voci correlate: Esplorazione spaziale
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