Amsterdamsche Football Club Ajax

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AFC Ajax
Calcio Football pictogram.svg
Campione d'Olanda in carica
Ajax Amsterdam.png
Joden (Gli Ebrei), I Lancieri[1], Godenzonen (Figli degli Dei)[2]
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Bianco Rosso e Bianco.png Bianco • Rosso
Dati societari
Città Amsterdam
Paese Paesi Bassi Paesi Bassi
Confederazione UEFA
Federazione Flag of the Netherlands.svg KNVB
Campionato Eredivisie
Fondazione 1900
Presidente Paesi Bassi Hennie Henrichs
Allenatore Paesi Bassi Frank De Boer
Stadio Amsterdam ArenA
(51.628 posti)
Sito web www.ajax.nl
Palmarès
Coppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.png Coppauefa.png Supercoppaeuropea.pngSupercoppaeuropea.png Copa Intercontinental.svgCopa Intercontinental.svg
Titoli nazionali 33 Campionati Olandesi
Trofei nazionali 18 Coppe d'Olanda
8 Supercoppe d'Olanda
Trofei internazionali 4 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
1 Coppe UEFA/Europa League
2 Supercoppe UEFA
2 Coppe Intercontinentali
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Ajax (nl. uffic. Amsterdamsche Football Club Ajax, Euronext: AJAX), è una società calcistica olandese con sede nella città di Amsterdam. Milita nella Eredivisie, la massima serie del campionato nazionale, e gioca le partite casalinghe all'Amsterdam ArenA. È la squadra più titolata del Paese, avendo vinto 33 campionati, 18 Coppe e 8 Supercoppe d'Olanda.

A livello internazionale è uno dei quattro club, insieme a Juventus, Bayern Monaco e Chelsea ad essere riuscito a vincere tutti e tre i maggiori tornei europei di calcio per club (Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa UEFA)[3]. Inoltre, è una delle società calcistiche europee, insieme alla Juventus, al Bayern Monaco ed al Chelsea, ad avere vinto tutte le competizioni UEFA per club a cui ha partecipato,[4] oltre ad aver vinto, per prima, la Coppa Piano Karl Rappan (antenata della Coppa Intertoto)[5]. L'Ajax ha inoltre vinto due Coppe Intercontinentali ed altrettante Supercoppe UEFA, ed è inoltre riuscita in due occasioni, nel 1972 e nel 1995, a centrare il treble, vincendo cioè nello stesso anno il titolo di campione del proprio Paese, del proprio continente e del mondo.

La società possiede una succursale in Sudafrica, l'Ajax Cape Town.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione e l'era amatoriale[modifica | modifica sorgente]

I fratelli Han e Johan Dade con una delle prime divise della squadra

L'Ajax viene fondato il 18 marzo 1900 dai fratelli Han e Johan Dade, insieme a Floris Stempel, Autumn e Carl Reeser. Il nome Ajax deriva dalla mitologia greco-romana: Aiace Telamonio (gr. Αἴας) era un valoroso condottiero. All'inizio la squadra adotta un'uniforme di gioco nera con banda rossa, che viene ben presto sostituita da una a righe bianco-rosse con pantaloncini neri: il rosso, il bianco ed il nero sono i colori della bandiera di Amsterdam.

L'Ajax prende parte al campionato olandese nella stagione 1902-1903 disputando il torneo di terza divisione. Ottiene subito la promozione al secondo livello, e dopo alcuni campionati disputati in questa categoria, nel 1910 avviene la prima storica promozione nella massima serie olandese, con in panchina l'irlandese Jack Kirwan. Per l'occasione vengono costruiti gli spalti nello stadio casalingo, l'Het Houten Stadion (lo "stadio di legno"), ma la squadra è costretta a variare la propria casacca: all'epoca infatti non esistevano ancora le "seconde maglie", e si sarebbe creata confusione con le divise dello Sparta. Viene così scelta una maglia bianca con banda verticale rossa in mezzo, che diventerà nel tempo una delle casacche più famose al mondo.

Kirwan nel 1915 lascia la squadra, che intanto è tornata in seconda divisione. Viene sostituito da uno degli allenatori più vincenti nella storia del club, l'inglese Jack Reynolds: sotto la sua guida i Lancieri ritornano in massima serie nel 1917, e in quello stesso anno conquistano la prima Coppa nazionale. L'Ajax vince il primo campionato al termine della stagione 1917-1918, a cui fa seguito il secondo l'anno successivo. Reynolds lascia una prima volta il club nel 1925 per farvi fa ritorno nel 1928: nuovamente sotto la sua guida, e aiutati in campo dai gol di Piet van Reenen, i Lancieri vincono altri cinque titoli prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Intanto, nel 1934 viene inaugurato lo Stadion De Meer, la cui costruzione si rende necessaria per contenere il sempre maggior afflusso di tifosi.

Nel Dopoguerra la squadra vince l'ottavo titolo nella stagione 1946-47, sempre con Reynolds alla guida, nel frattempo tornato per la terza e ultima volta in seno alla società. In quella stagione fa il suo esordio in campo un giovane attaccante, Rinus Michels, tuttavia per alcuni anni l'Ajax ha difficoltà a vincere il campionato.

Il professionismo[modifica | modifica sorgente]

La stagione 1954-1955 è la prima dopo l'introduzione del professionismo[6], mentre due anni dopo nasce l'Eredivisie: un unico girone accoglie le squadre di tutto il Paese. L'Ajax torna a vincere il campionato nella stagione 1956-1957, la prima con il nuovo formato, e in rosa c'è Sjaak Swart, detentore del record di presenze complessive in maglia biancorossa. L'esordio nelle competizioni europee avviene invece l'anno seguente, con la disputa della Coppa dei Campioni 1957-1958. Qui i Lancieri arrivano a disputare i quarti di finale, ma vengono eliminati dai campioni ungheresi del Vasas: questi infatti, dopo aver pareggiato 2-2 la gara di andata ad Amsterdam vincono quella di ritorno a Budapest con un secco 4-0.

Nel 1959 l'inglese Vic Buckingham diventa l'allenatore dell'Ajax, che conquista subito il decimo titolo; tra i giocatori c'è anche il capocannoniere del campionato, Henk Groot, uno dei giocatori più prolifici di sempre in maglia biancorossa. Nella stagione successiva si aggiunge al gruppo un altro giocatore ai primi posti nella classifica dei gol segnati nel club, Piet Keizer. La squadra partecipa nuovamente alla Coppa dei Campioni, ma il cammino nella manifestazione termina al primo turno, dopo aver affrontato i norvegesi del Fredrikstad.

La stagione 1964-65 segna l'esordio in prima squadra di un giovane Johan Cruijff, tuttavia la squadra non naviga in buone acque; all'inizio del 1965 la squadra subisce la sconfitta più pesante della sua storia, un 9-4 contro il Feyenoord[7]. Proprio in seguito a questa sconfitta Buckingham viene esonerato[8].

Il Gloria Ajax[modifica | modifica sorgente]

L'inglese viene sostituito da un uomo che rivoluzionerà il calcio: Rinus Michels. Michels viene infatti considerato il padre del calcio totale, una nuova concezione tattica che supera la tradizionale divisione del lavoro in campo tra difensori, centrocampisti ed attaccanti: tutti i giocatori partecipano al gioco in tutti i suoi aspetti, con una organizzazione in cui, senza difficoltà, ogni calciatore può ricoprire una qualsiasi zona del campo a seconda delle esigenze. Stava nascendo su queste basi la squadra che sarebbe stata nota in tutto il mondo come Gloria Ajax[9].

Michels guida l'Ajax alla salvezza in quel campionato; vince poi il titolo nella stagione 1965-66, ripetendosi nelle due stagioni successive; ottiene inoltre un double nella stagione 1966-67. Gli olandesi partecipano così a tre edizioni della Coppa dei Campioni: in particolare nell'edizione 1966-1967 i Lancieri eliminano il Liverpool dopo averlo sconfitto per 5-1 ad Amsterdam negli ottavi. Questa partita, come spesso accade in occasione di gare importanti, non viene disputata nello Stadion De Meer, ma nel più capiente Olympisch Stadion[10]. Il cammino degli olandesi si arresta però al turno successivo, dopo aver incontrato il Dukla Praha. Va decisamente meglio nella Coppa dei Campioni 1968-1969: l'Ajax elimina tra gli altri il Benfica di Eusébio nei quarti, sicuramente una delle migliori squadre del periodo, e arriva poi a giocare la finale. La partita, disputata allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid, vede i Lancieri di fronte al Milan di Nereo Rocco: i rossoneri terminano il primo tempo in vantaggio per 2-0 grazie ad una doppietta di Pierino Prati. Nel secondo tempo un calcio di rigore trasformato dal capitano biancorosso Velibor Vasović riapre la partita, ma in seguito un altro gol di Prati ed uno di Angelo Benedicto Sormani consegnano la coppa nelle mani del Milan.

L'Ajax conclude il campionato 1968-1969 al secondo posto, e nella stagione successiva disputa la Coppa delle Fiere: qui elimina tra gli altri il Napoli negli ottavi ma viene eliminato dall'Arsenal, raggiungendo comunque la semifinale. La stagione viene chiusa con un altro double, grazie alla contemporanea vittoria del quattordicesimo titolo e della quinta coppa nazionale. Intanto, in questi anni sono arrivati in squadra altri giocatori importanti, come Heinz Stuy, Barry Hulshoff, Ruud Krol, Dick van Dijk, Gerrie Mühren e Arie Haan.

Ajax - Panathinaikos, Coppa dei Campioni 1970-1971 finale

Nella stagione 1970-1971 arriva anche Johan Neeskens, e l'Ajax partecipa alla Coppa dei Campioni; qui elimina tra gli altri gli scozzese del Celtic, finalisti nella passata edizione e vincitori del trofeo solo quattro anni prima. I Lancieri arrivano poi a disputare per la seconda volta la finale della manifestazione, che si gioca il 2 giugno 1971 nello stadio Wembley di Londra contro il Panathinaikos. I greci, che sono allenati da Ferenc Puskás, vengono sconfitti 2-0, grazie ad un gol di van Dijk ad inizio partita ed un altro di Haan a poco dalla fine. L'Ajax può così mettere in bacheca il prestigioso trofeo, e poco dopo conquista anche la coppa nazionale, tuttavia Michels lascia la squadra a fine stagione per trasferirsi al Barcellona.

Per la stagione 1971-1972 Michels viene sostituito da Stefan Kovács, allenatore romeno arrivato dalla Steaua Bucurest. Durante la stagione l'Ajax decide di non partecipare alla Coppa Intercontinentale: è la prima squadra a rifiutare. Ad ogni modo questa stagione si conclude con il treble, e verrà ricordata come una delle migliori di sempre: i Lancieri conquistano infatti il titolo olandese, il quindicesimo, la Coppa d'Olanda, e soprattutto la seconda Coppa dei Campioni: la finale della manifestazione viene giocata a Rotterdam il 31 maggio 1972, e i Lancieri vi arrivano senza aver subito sconfitte. Si trovano di fronte l'Inter allenata da Giovanni Invernizzi, che viene battuta 2-0 grazie ad una doppietta del Pallone d'oro Cruijff nel secondo tempo.

La stagione 1972-1973 si apre con la conquista della Coppa Intercontinentale, giocata in un doppio confronto con i campioni sudamericani dell'Independiente: nella gara di andata, disputata ad Avellaneda, gli olandesi si portano subito in vantaggio con un gol di Cruijff, ma nel finale riporta il risultato in parità. La gara di ritorno finisce invece 3-0 per l'Ajax: i biancorossi segnano un gol con Neeskens, e chiudono la partita con la doppietta di Johnny Rep, giovane attaccante al debutto in prima squadra[11] entrato in campo nel corso del secondo tempo. L'Ajax vince poi il campionato e infine, dopo aver eliminato tra gli altri anche Bayern Monaco e Real Madrid, il 30 maggio 1973 gioca la terza finale di Coppa dei Campioni consecutiva: i giocatori olandesi arrivano a Belgrado come al solito, accompagnati da mogli e fidanzate e con una folta capigliatura[12]. Ad attenderli c'è nuovamente una squadra italiana, la Juventus di Čestmír Vycpálek, che viene battuta grazie ad un gol di Rep ad inizio primo tempo: l'attaccante supera in elevazione il terzino bianconero Silvio Longobucco, e con un colpo di testa spedisce la palla in rete. L'Ajax vince così la terza coppa consecutiva, evento che in passato era successo solo al Real Madrid negli anni cinquanta.

Nel 1973 Cruijff segue Michels al Barcellona, e Kovács diventa commissario tecnico della nazionale francese; sulla panchina dei Lancieri si siede invece George Knobel. La squadra decide nuovamente di non partecipare alla Coppa Intercontinentale, manifestazione alla quale partecipano invece i bianconeri. Gli olandesi conquistano però la prima edizione della Supercoppa europea, battendo nel doppio confronto il Milan per 6-1. Già l'anno precedente l'Ajax aveva sconfitto il Glasgow Rangers detentore della Coppa delle Coppe, ma in palio non c'era la Supercoppa, bensì la Coppa del Centenario del Rangers F.C.: l'evento non era infatti stato organizzato dall'UEFA[13].

La squadra partecipa naturalmente alla Coppa dei Campioni 1973-1974, ma questa volta non riesce ad arrivare in fondo: fatale è l'incontro nel secondo turno con i bulgari del CSKA Sofia, che ribaltano ai tempi supplementari l'1-0 subito nella partita di andata disputata ad Amsterdam. In estate si disputano poi i mondiali tedeschi, e sulla panchina della nazionale olandese c'è Michels, che applica anche qui le sue idee. Gli Arancioni arrivano a disputare la finale contro la Germania Ovest, e vanno in vantaggio dopo due soli minuti con un calcio di rigore procurato da Crujiff e trasformato da Neeskens, senza che i padroni di casa siano riusciti a toccare palla; alla fine però a conquistare la coppa saranno i tedeschi. Il periodo del Gloria Ajax può ora dirsi concluso.

Gli anni 1974-1986[modifica | modifica sorgente]

La stagione 1974-1975 si apre senza Neeskens, che segue Cruijff e Michels al Barcellona; negli anni a seguire anche altri protagonisti dei recenti successi della squadra si trasferiranno altrove. Dal Bruges arriva però Ruud Geels, che sarà sempre capocannoniere in Eredivisie nelle quattro stagioni passate in biancorosso. L'Ajax partecipa per la prima volta alla Coppa UEFA nella stagione 1974-75, e qui negli ottavi ritrova la Juventus. Questa volta i bianconeri hanno la meglio sugli olandesi, che vengono così eliminati. Una nuova partecipazione alla manifestazione avviene nella stagione successiva: qui il cammino della squadra si ferma agli ottavi, ma Geels è capocannoniere; da segnalare in questa stagione il ritorno sulla panchina della squadra di Rinus Michels.

I Lancieri, guidati da Tomislav Ivić, tornano al successo in campionato nella stagione 1976-77; anche nella successiva partecipazione alla Coppa dei Campioni la compagine olandese viene eliminata dalla Juventus, che nei quarti di finale ha la meglio dopo i calci di rigore. Successivamente la squadra conquista il campionato 1978-79 e quello successivo; durante quest'ultima stagione i biancorossi, allenati da Leo Beenhakker, arrivano a disputare la semifinale della Coppa dei Campioni, dove sono sconfitti dai futuri vincitori della coppa, gli inglesi del Nottingham Forest.

Verso la fine degli anni settanta cominciano a farsi notare nuovi talenti, quali Marco van Basten, che sarà quattro volte capocannoniere del campionato, Wim Kieft, che conquista la Scarpa d'oro 1982, oltre a Frank Rijkaard, John van 't Schip, Jesper Olsen e Gerald Vanenburg. Anche grazie ad alcuni di loro l'Ajax conquista il campionato 1981-82, il ventesimo, e quello successivo, ottenendo tra l'altro un altro double; questi due titoli vengono vinti anche da Cruijff, tornato nel frattempo in biancorosso. In questo periodo, nella Coppa UEFA 1984-1985, l'Ajax ottiene la vittoria più ampia di sempre, un 14-0 contro i lussemburghesi del Red Boys Differdange[14]; a fine stagione la squadra può festeggiare il successo nel campionato 1984-85, tuttavia in questo periodo i Lancieri non fanno molta strada in campo europeo.

La rinascita[modifica | modifica sorgente]

La situazione cambia però presto: Cruijff, smessi da poco i panni da calciatore, diventa allenatore della squadra nel 1985. L'Ajax, dopo aver vinto la Coppa d'Olanda 1985-1986 partecipa alla successiva edizione della Coppa delle Coppe. Qui la squadra, grazie anche ai gol del capocannoniere John Bosman riesce a disputare una finale europea dopo quattordici anni. La partita si gioca il 13 maggio 1987 ad Atene contro i tedeschi orientali della Lokomotive Lipsia, che vengono sconfitti 1-0 grazie ad un colpo di testa di Marco van Basten, che devia in porta un cross dalla destra di Sonny Silooy; in questo modo l'Ajax conquista la sua prima e unica Coppa delle Coppe. Nella stagione successiva Marco van Basten e Frank Rijkaard lasciano la squadra, che gioca la Supercoppa UEFA ma viene sconfitta nel doppio confronto dai Campioni d'Europa del Porto. Il 4 gennaio 1988, invece, Cruijff rassegna le dimissioni e in seguito lascia la squadra, ma l'Ajax, con in panchina Barry Hulshoff e con un giovane Dennis Bergkamp in campo raggiunge nuovamente la finale della Coppa delle Coppe. La partita si gioca a Strasburgo, ma vede prevalere però i belgi del Malines per 1-0.

L'Ajax, nuovamente sotto la guida di Leo Beenhakker vince il campionato 1989-1990, ed ottiene il ventitreesimo titolo olandese. La stagione per il club non era però cominciata nel migliore dei modi: nei trentaduesimi della Coppa UEFA alcuni tifosi olandesi si erano resi protagonisti di intemperanze nei confronti dei giocatori dell'Austria Vienna, che culminano con il ferimento del portiere avversario. Questo viene colpito da una barra di ferro lanciata dagli spalti, e per questo motivo l'Ajax viene squalificato un anno dalle competizioni europee[15].

Nell'estate 1991 viene nominato allenatore il vice di Beenhakker, Louis van Gaal, che comincia la sua avventura alla guida della squadra nel migliore dei modi, conquistando cioè l'ultima delle tre classiche competizioni UEFA per club che mancava: la Coppa UEFA. Gli olandesi partecipano infatti all'edizione 1991-1992 della manifestazione, e nel loro percorso verso la finale eliminano tra gli altri il Genoa. Nel doppio confronto per il titolo i Lancieri si trovano ad affrontare un'altra squadra italiana, il Torino. Alla fine la coppa viene assegnata grazie alla regola dei gol fuori casa, in quanto l'andata allo Stadio delle Alpi finisce 2-2, mentre il pareggio a reti inviolate all'Olympisch Stadion è sufficiente agli olandesi per conquistare il trofeo. In questo modo l'Ajax diventa la seconda squadra, dopo la Juventus, ad aver conquistato tutte tre i maggiori tornei europei di calcio per club.

In seguito i biancorossi tornano al successo in campionato nella stagione 1993-94, in cui vincono anche la prima Supercoppa olandese; poco prima il club era stato eliminato dal Parma nei quarti di finale della Coppa delle Coppe.

Coppa dei Campioni 1994-95

L'Ajax torna nuovamente al vertice del calcio europeo nella stagione 1994-1995, quando vive la sua seconda epopea: la squadra, forgiata da van Gaal, è protagonista di una cavalcata in Champions League, che la porta prima a vincere il girone di qualificazione davanti al Milan, sconfitto tra l'altro 2-0 in entrambe le partite, poi ad eliminare nella successiva fase ad eliminazione diretta l'Hajduk Spalato e il Bayern Monaco, sempre pareggiando 0-0 in trasferta vincendo con ampio margine il ritorno in casa. Nella finale, disputata a Vienna il 24 maggio 1995, l'Ajax si trova di fronte nuovamente i rossoneri, che sono anche i detentori della Coppa. L'Ajax gioca praticamente a memoria il suo 3-1-3-3[16], mentre nel collettivo spicca l'esperienza di giocatori quali Frank Rijkaard e Danny Blind, la polivalenza dei gemelli Frank e Ronald De Boer, la classe di Clarence Seedorf, l'agonismo di Edgar Davids, la rapidità dell'ala Marc Overmars, il talento del fantasista finlandese Jari Litmanen, la solidità dei nigeriani Finidi George e Nwankwo Kanu, ed infine la freschezza del diciannovenne attaccante Patrick Kluivert che, subentrato nel corso della ripresa è autore dell'unico gol della partita. Questa squadra conta nove giocatori autoctoni tra i titolari della finale[17], visto che ai giocatori già citati vanno aggiunti Michael Reiziger ed il portiere Edwin van der Sar; numerosi di questi giocatori diventano anche titolari nella Nazionale olandese. Nella stessa stagione la squadra conquista anche il venticinquesimo titolo.

La stagione 1995-96 comincia per l'Ajax con la conquista della Supercoppa olandese, e prosegue con la conquista della seconda Coppa Intercontinentale: il 28 novembre 1995, a Tokio, gli olandesi sconfiggono i brasiliani del Grêmio ai calci di rigore; in questo modo la squadra conquista per la seconda volta il treble. In febbraio arriva anche la seconda Supercoppa europea, ottenuta battendo 5-1 il Real Saragozza nel doppio confronto. A fine stagione poi, la squadra conquista il ventiseiesimo titolo, il terzo consecutivo e ultimo della gestione van Gaal. La matematica certezza arriva il 28 aprile 1996, quando si gioca Ajax-Willem II, incontro valevole per la trentatreesima giornata di campionato. La gara, che termina 5-1 per l'Ajax, è anche l'ultima disputata nello Stadion De Meer. Il 22 maggio, invece, i Lancieri disputano a Roma la seconda finale consecutiva della Champions League. L'Ajax si trova davanti la Juventus di Marcello Lippi, che si porta in vantaggio con Fabrizio Ravanelli. Il pareggio viene raggiunto grazie ad un gol del capocannoniere della manifestazione, Jari Litmanen; questo risultato non cambia nemmeno dopo i tempi supplementari. Ai calci di rigore, invece, il portiere bianconero Angelo Peruzzi è bravo a neutralizzare i tiri dal dischetto di Edgar Davids e di Sonny Silooy, mentre i bianconeri conquistano la coppa dopo il gol di Vladimir Jugović.

Nella stagione 1996-1997 viene inaugurata l'Amsterdam ArenA, inoltre l'Ajax ottiene un altro buon risultato nella Champions League, raggiungendo la semifinale della manifestazione; è sempre la compagine bianconera ad eliminare i Lancieri, sconfitti in entrambi gli incontri. A fine stagione van Gaal lascia la squadra e si trasferisce al Barcellona.

Dal 1997 al 2014[modifica | modifica sorgente]

La maglia di Jari Litmanen

Intanto però, nel 1995 viene emanata la sentenza Bosman, che di fatto dà un maggior potere contrattuale ai calciatori. Questi talvolta vengono attirati da sontuosi contratti offerti loro dai grandi club europei, con i quali i Lancieri non possono competere a livello economico[18]. Per questo motivo, nella seconda metà degli anni novanta molti dei protagonisti dei recenti successi lasciano il club: Clarence Seedorf, Edgar Davids, Nwankwo Kanu, Finidi George, Winston Bogarde, Patrick Kluivert, Marc Overmars, Frank e Ronald de Boer, Edwin van der Sar e Jari Litmanen sono solo alcuni di essi.

Intanto la squadra riparte dal danese Morten Olsen, inoltre c'è da segnalare l'acquisto del connazionale Michael Laudrup. L'Ajax partecipa alla Coppa UEFA 1997-1998 dove elimina nei sedicesimi l'Udinese, ma si deve arrendere nei quarti allo Spartak Mosca. A fine stagione la squadra può comunque festeggiare la vittoria del ventisettesimo titolo olandese.

Nel 2001 viene ingaggiato come allenatore Ronald Koeman, e l'Ajax conquista nella stagione 2001-2002 un nuovo double, vincendo sia il campionato che la Coppa. Nella stagione successiva gli olandesi partecipano quindi alla Champions League, dove, anche grazie ai gol di Zlatan Ibrahimović arrivano ai quarti: avanzano alla seconda fase a gironi insieme all'Inter, e qui incontrano un'altra squadra italiana, la Roma; gli olandesi si qualificano insieme al Valencia, ma nei quarti è fatale l'incontro con il Milan, che poi vincerà la coppa.

L'Ajax torna alla vittoria in campionato nella stagione 2003-2004, tuttavia nella successiva Champions League la squadra finisce ultima in un gruppo vinto dal Milan; nella successiva edizione della manifestazione i biancorossi finiscono invece al terzo posto in un girone vinto dalla Juventus. Questo li fa partecipare alla Coppa UEFA, ma qui sono i francesi dell'Auxerre ad eliminare la squadra ai sedicesimi; in seguito a questa sconfitta Koeman si dimette dall'incarico[19].

Nella stagione 2005-2006 l'Ajax, sotto la guida dall'ex-giocatore biancorosso Danny Blind raggiunge gli ottavi della Champions League. In questa manifestazione i Lancieri, a cui si aggiunge in gennaio Klaas-Jan Huntelaar, vengono eliminati dall'Inter, ma la stagione termina con la conquista sia della Supercoppa che della coppa nazionale; questa stessa combinazione viene ottenuta nella stagione 2006-2007, quando sulla panchina c'è Henk ten Cate. Nell'estate 2007 si registrano le cessioni multimilionarie di Ryan Babel e Wesley Sneijder e l'acquisto di Luis Suarez, giocatore che si rivelerà importante; poco dopo però, la squadra non riesce a qualificarsi né alla fase a gruppi della UEFA Champions League 2007-2008, né a quella della Coppa UEFA 2007-2008.

Nella stagione 2008-2009 è Marco van Basten a sedersi in panchina, e la squadra riesce a qualificarsi per la fase ad eliminazione diretta della Coppa UEFA; qui l'Ajax elimina la Fiorentina nei sedicesimi, ma viene battuto nel turno successivo dal dall'Olympique Marsiglia. L'avventura di van Basten si conclude però con le dimissioni presentate a fine stagione, dopo aver mancato la qualificazione alla Champions League[20]. In seguito il club chiama Martin Jol a guidare la squadra, che arriva ai sedicesimi dell'UEFA Europa League 2009-2010: qui incontra la Juventus, che riesce a recuperare il gol iniziale di Miralem Sulejmani ed espugna l'Amsterdam ArenA grazie alla doppietta di Amauri. I Lancieri sono poi eliminati dalla competizione dopo il pareggio a reti inviolate nella gara di ritorno, ma a fine stagione conquistano la diciottesima Coppa nazionale, e si classificano inoltre al secondo posto in campionato.

Nella stagione 2010-2011 l'Ajax ritorna in Champions League dopo un lustro di esilio, e viene inserito in un gruppo comprendente anche il Milan, il Real Madrid e l'Auxerre. A dicembre Martin Jol si dimette dall'incarico[21], e la squadra viene affidata a Frank de Boer, icona del club biancorosso e sino a quel momento tecnico delle giovanili. Questo avvicendamento avviene prima dell'ultima partita del girone, che si deve disputare a Milano contro i rossoneri già qualificati agli ottavi. Alla fine i Lancieri sconfiggono i padroni di casa per 2-0, e raggiungono il terzo posto che vale l'Europa League.

Intanto però Johan Cruijff dalle colonne del De Telegraaf critica la gestione della squadra operata dalla giunta direttiva; il presidente del club Uri Coronel reagisce, definendo provocatoriamente l'ex numero 14 un semidio[22], ma alla fine è costretto a rassegnare le dimissioni insieme agli altri componenti[23][24][25]. Sul campo, però, la squadra pare avere ritrovato la sua fisionomia: de Boer rilancia i giovani del vivaio e guadagna terreno in campionato. L'Ajax perde 3-2 la finale della coppa nazionale contro il Twente, ma può festeggiare contro questa stessa squadra la conquista del trentesimo titolo olandese. La squadra torna così alla vittoria in campionato dopo un digiuno durato sette lunghi anni, inoltre conquista la prestigiosa "terza stella". La rosa titolare di questa squadra ha un'età media di 22 anni, ed è la più giovane di sempre a laurearsi campione in Eredivisie[26]. Inoltre Frank de Boer è il terzo olandese della storia, dopo Rinus Michels e Ronald Koeman ad aver vinto in patria il campionato sia da giocatore che da allenatore.[27][28].

Il 7 giugno 2011 viene formato un consiglio direttivo, formato tra gli altri da Johan Cruijff e Edgar Davids, sotto la nuova presidenza di Steven ten Have. A novembre però Cruijff si lamenta di non essere stato informato dell'ingaggio di Louis van Gaal, Martin Sturkenboom e Danny Blind come nuovi dirigenti, commentando così la decisione del consiglio direttivo: "Qui sono impazziti"[29][30][31]. A Edgar Davids inoltre avrebbe detto: "Stai zitto, sei qui solo perché nero"[32]. Il 28 novembre Cruijff insieme agli allenatori del vivaio Wim Jonk, Dennis Bergkamp, Bryan Roy, Ronald de Boer, John Bosman, Jaap Stam, Marc Overmars, Michel Kreek, Orlando Trustfull e Dean Gorre ha annunciato che avrebbe adirato alle vie legali, ritenendo che gli ingaggi dei tre nuovi dirigenti violino la politica a livello tecnico adottata dal club[33][34]. Il giorno dopo Rob Been, presidente del consiglio direttivo, a nome del consiglio di amministrazione chiede a Cruijff di lasciare il club. Una giunta elettorale provvisoria guida il club fino al 12 dicembre, quando viene eletto il nuovo consiglio al posto dei cinque attuali membri del board, invitati a lasciare la società.[35] Il 7 febbraio 2012 viene poi pronunciata la sentenza, secondo la quale la nomina di van Gaal a direttore generale dei Lancieri sarebbe stata irregolare, e così il 10 febbraio il board (quattro consiglieri più Cruijff, che resta come consulente) si è dimesso insieme a Martin Sturkenboom e Danny Blind.[36]

Nel frattempo i Lancieri vengono beffati dal Lione all'ultima giornata nella UEFA Champions League 2011-2012: prima di giocare i francesi avevano cinque punti in classifica contro gli otto degli olandesi, che vantavano anche una differenza reti notevolmente migliore. Nell'ultima gara però, il Lione travolge in trasferta la Dinamo Zagabria per 7-1, mentre il Real Madrid vince ad Amsterdam per 3-0; questo relega gli olandesi all'Europa League, dove vengono eliminati dal Manchester United nei sedicesimi di finale. In Eredivisie invece, dopo una cavalcata di quattordici vittorie consecutive l'Ajax si conferma campione d'Olanda per la trentunesima volta con un turno d'anticipo.

L'Ajax apre la stagione 2012-2013 con la sconfitta per 4-2 subita contro il PSV Eindhoven nella Supercoppa d'Olanda, mentre in seguito partecipa alla Champions League. Viene tuttavia inserito in un girone durissimo, che comprende, oltre ai futuri vice-campioni del Borussia Dortmund anche il Real Madrid e il Manchester City. Alla fine arriva un onorevole terzo posto davanti agli inglesi che vale l'Europa League; in questa manifestazione viene tuttavia eliminato ai sedicesimi dalla Steaua Bucarest dopo i calci di rigore. Il 5 maggio 2013 l'Ajax vince la sua terza Eredivisie consecutiva con un turno di anticipo.

La stagione 2013-2014 si apre con la conquista della Supercoppa d'Olanda, ottenuta battendo l'AZ Alkmaar 3-2 dopo i tempi supplementari; la vittoria in questa competizione arriva dopo aver perso consecutivamente le tre edizioni precedenti. In Eredivisie, i lancieri si riconfermano campioni per la 33ª volta, con una gara d'anticipo sulla fine del torneo, e mettono a segno uno storico poker di vittorie mai centrato prima, record del campionato olandese, condiviso con il PSV Eindhoven e l'HVV.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Amsterdamsche Football Club Ajax
  • 1900: fondazione del club.
  • 1902-03 · 1° in Derde klasse Ovest A. Green Arrow Up.svg Promosso in Tweede klasse.
  • 1903-04 · 4° in Tweede klasse.
  • 1904-05 · 4° in Tweede klasse Ovest B.
  • 1905-06 · 4° in Tweede klasse Ovest B.
  • 1906-07 · 5° in Tweede klasse Ovest B.
  • 1907-08 · 1° in Tweede klasse Ovest B.
  • 1908-09 · 2° in Tweede klasse Ovest A.
  • 1909-10 · 3° in Tweede klasse Ovest A.
  • 1910-11 · 1° in Tweede klasse Ovest B. Green Arrow Up.svg Promosso in Eerste klasse.
  • 1911-12 · 8º in Eerste klasse girone Ovest.
  • 1912-13 · 9º in Eerste klasse girone Ovest.
  • 1913-14 · 10º in Eerste klasse girone Ovest. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Tweede klasse.
  • 1914-15 · 1° in Tweede klasse.
  • 1915-16 · 1° in Tweede klasse Ovest C.
  • 1916-17 · 1° in Tweede klasse Ovest C. Green Arrow Up.svg Promosso in Eerste klasse.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (1º titolo).
  • 1917-18 · 1º in Eerste klasse girone Ovest A, Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (1º titolo).
  • 1918-19 · 1º in Eerste klasse girone Ovest A, Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (2º titolo).
  • 1919-20 · 5º in Eerste klasse girone Ovest.
  • 1920-21 · 1º in Eerste klasse girone Ovest.
3º nel girone finale per il titolo.
  • 1921-22 · 3º in Eerste klasse girone Ovest.
  • 1922-23 · 5º in Eerste klasse girone Ovest.
  • 1923-24 · 6º in Eerste klasse girone Ovest I.
  • 1924-25 · 3º in Eerste klasse girone Ovest II.
  • 1925-26 · 4º in Eerste klasse girone Ovest II.
  • 1926-27 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I.
3º nel girone finale per il titolo.
  • 1927-28 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I.
2º nel girone finale per il titolo.
  • 1928-29 · 8º in Eerste klasse girone Ovest I.
  • 1929-30 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I.
2º nel girone finale per il titolo.
  • 1930-31 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I, Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (3º titolo).
  • 1931-32 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I, Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (4º titolo).
  • 1932-33 · 2º in Eerste klasse girone Ovest II.
  • 1933-34 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I, 1° nel gruppo di semifinale per il titolo, Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (5º titolo).
  • 1934-35 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I.
3º nel girone finale per il titolo.
  • 1935-36 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I.
2º nel girone finale per il titolo.
  • 1936-37 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I, Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (6º titolo).
  • 1937-38 · 2º in Eerste klasse girone Ovest I.
  • 1938-39 · 1º in Eerste klasse girone Ovest II, Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (7º titolo).
  • 1939-40 · 6º in Eerste klasse girone Ovest I.
  • 1940-41 · 2º in Eerste klasse girone Ovest I.
  • 1941-42 · 6º in Eerste klasse girone Ovest I.
  • 1942-43 · 6º in Eerste klasse girone Ovest II.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (2º titolo).
  • 1943-44 · 2º in Eerste klasse girone Ovest II.
  • 1944-45 · Non disputato
  • 1945-46 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I.
2º nel girone finale per il titolo.
  • 1946-47 · 1º in Eerste klasse girone Ovest I, Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (8º titolo).
  • 1947-48 · 3º in Eerste klasse girone Ovest I.
  • 1948-49 · 4º in Eerste klasse girone Ovest I.
  • 1949-50 · 1º in Eerste klasse girone Ovest II.
4º nel girone finale per il titolo.
  • 1950-51 · 8º in Eerste klasse B.
  • 1951-52 · 1º in Eerste klasse B.
4º nel girone finale per il titolo
  • 1952-53 · 3º in Eerste klasse A.
  • 1953-44 · 2º in Eerste klasse A.
  • 1954-55 · 3º in Eerste klasse D.
  • 1955-56 · 4º in Hoofdklasse A.
  • 1956-57 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (9º titolo).
  • 1957-58 · 3º in Eredivisie.
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
  • 1958-59 · 6º in Eredivisie.
  • 1959-60 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (10º titolo).
  • 1960-61 · 2º in Eredivisie.
Eliminato nel turno preliminare della Coppa dei Campioni.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (3º titolo).
  • 1961-62 · 4º in Eredivisie.
  • 1962-63 · 2º in Eredivisie.
  • 1963-64 · 5º in Eredivisie
  • 1964-65 · 13º in Eredivisie.
  • 1965-66 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (11º titolo).
  • 1966-67 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (12º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (4º titolo).
  • 1967-68 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (13º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa dei Campioni.
Finalista nella KNVB-Beker.png KNVB beker.
Finalista nella Coppa dei Campioni.
  • 1969-70 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (14º titolo).
Semifinalista nella Coppa delle Fiere.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (5º titolo).
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni (1º titolo).
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (6º titolo).
  • 1971-72 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (15º titolo).
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni (2º titolo).
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (7º titolo).
  • 1972-73 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (16º titolo).
Vince la Copa Intercontinental.svg Coppa Intercontinentale (1º titolo).
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni (3º titolo).
Vince la Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA (1º titolo).
Eliminato nel secondo turno della Coppa dei Campioni.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
  • 1976-77 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (17º titolo).
Eliminato nel primo turnoi della Coppa UEFA.
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Finalista nella KNVB-Beker.png KNVB beker.
  • 1978-79 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (18º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (8º titolo).
  • 1979-80 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (19º titolo).
Semifinalista nella Coppa dei Campioni.
Finalista nella KNVB-Beker.png KNVB beker.
Eliminato nel secondo turno della Coppa dei Campioni.
Finalista nella KNVB-Beker.png KNVB beker.
  • 1981-82 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (20º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa delle Coppe.
  • 1982-83 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (21º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa dei Campioni.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (9º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa dei Campioni.
  • 1984-85 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (22º titolo).
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa dei Campioni.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (10º titolo).
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (11º titolo).
Vince la Coppacoppe.png Coppa delle Coppe (1º titolo).
Finalista nella Coppa delle Coppe.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
  • 1989-90 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (23º titolo).
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Vince la Coppauefa.png Coppa UEFA (1º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (12º titolo).
  • 1993-94 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (24º titolo).
Vince la Supercoppa d'Olanda.svg Johan Cruijff Schaal (1º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa delle Coppe.
  • 1994-95 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (25º titolo).
Vince la Supercoppa d'Olanda.svg Johan Cruijff Schaal (2º titolo).
Vince la Coppacampioni.png UEFA Champions League (4º titolo).
  • 1995-96 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (26º titolo).
Vince la Supercoppa d'Olanda.svg Johan Cruijff Schaal (3º titolo).
Vince la Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA (2º titolo).
Vince la Copa Intercontinental.svg Coppa Intercontinentale (2º titolo).
Finalista nella Champions League.
Semifinalista nella Champions League.
  • 1997-98 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (27º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (13º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (14º titolo).
Eliminato nel terzo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
  • 2001-02 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (28º titolo).
Eliminato nel terzo turno preliminare della Champions League.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (15º titolo).
Vince la Supercoppa d'Olanda.svg Johan Cruijff Schaal (4º titolo).
Eliminato nei quarti della Champions League.
  • 2003-04 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (29º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Vince la Supercoppa d'Olanda.svg Johan Cruijff Schaal (5º titolo).
Eliminato negli ottavi della Champions League.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (16º titolo).
Vince la Supercoppa d'Olanda.svg Johan Cruijff Schaal (6º titolo).
Eliminato nel terzo turno preliminare della Champions League.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (17º titolo).
Vince la Supercoppa d'Olanda.svg Johan Cruijff Schaal (7º titolo).
Eliminato nel terzo turno preliminare della Champions League.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Vince la KNVB-Beker.png KNVB beker (18º titolo). :Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
  • 2010-11 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (30º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato negli ottavi dell'Europa League.
Finalista nella KNVB-Beker.png KNVB beker.
  • 2011-12 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (31º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato negli sedicesimi dell'Europa League.
  • 2012-13 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (32º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato negli sedicesimi dell'Europa League.
  • 2013-14 Trofeo Eredivisie.png Campione dei Paesi Bassi (33º titolo).
Vince la Supercoppa d'Olanda.svg Johan Cruijff Schaal (8º titolo). :Eliminato nella fase a gruppi della Champions League. :Disputa l'Europa League.

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

Colori[modifica | modifica sorgente]

I colori della maglia dell'Ajax sono il bianco e il rosso; la maglia in particolare, bianca con una banda verticale rossa, è sicuramente diventata nel tempo una delle casacche più famose al mondo.

L'attuale divisa è stata adottata a partire dal 1911: all'inizio la squadra ha usato infatti un'uniforme di gioco nera con banda rossa; questa viene ben presto sostituita da una a righe bianco-rosse con pantaloncini neri: il rosso, il bianco ed il nero sono i colori della bandiera di Amsterdam. Ma nel 1911 avviene la prima promozione in Eerste klasse, e la divisa dell'Ajax risulta uguale a quella dello Sparta Rotterdam. Non esistendo ancora le "seconde maglie", i Lancieri sono obbligati al cambio[37].

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo dell'Ajax rappresenta la testa di Aiace Telamonio. È disegnato con undici tratti, che rappresentano gli undici giocatori in campo.

L'attuale logo è stato introdotto a partire dal 1990, ed è la versione stilizzata del precedente, a sua volta introdotto nel 1928. Prima ancora ritraeva semplicemente un giocatore della squadra[38].

Mascotte[modifica | modifica sorgente]

La mascotte ufficiale dell'Ajax è Lucky Lynx. Introdotta a partire dal 2000, è una lince nata sul Monte Olimpo, in Grecia[39].

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amsterdam ArenA.
Veduta aerea dell'Amsterdam ArenA

Nei suoi primi anni di vita, l'Ajax comincia a giocare su alcuni campi ad Amsterdam-Noord. Il primo stadio è invece l'Het Houten Stadion (lo "stadio di legno"), situato a Watergraafsmeer. Questo viene costruito nel 1907, mentre le prime gradinate sono del 1911[40]. Col passare del tempo l'impianto diventa troppo piccolo, e il 9 dicembre 1934 viene inaugurato lo Stadion De Meer, mentre il vecchio stadio viene abbattuto. Il De Meer è capace inizialmente di 22.000 spettatori, in seguito aumentati a 29.500 e infine diminuiti a 19.500 per motivi di sicurezza[41].

Nella sua storia l'Ajax ha utilizzato anche un altro impianto, l'Olympisch Stadion, soprattutto in occasione degli incontri internazionali[42]; questo a causa della sua maggior capienza rispetto al De Meer. L'Olympisch Stadion è stato costruito su progetto di Jan Wils in occasione dei Giochi della IX Olimpiade, che si sono tenuti ad Amsterdam nel 1928.

Un nuovo trasferimento avviene nel 1996: l'Ajax si trasferisce nella nuova Amsterdam ArenA, e in seguito il De Meer viene abbattuto. Il nuovo stadio è capace di 51.628 posti, e può essere completamente chiuso per mezzo di un tetto retrattile. È stato utilizzato anche durante il campionato europeo di calcio 2000, ospitando, tra le altre partite, la semifinale tra Olanda e Italia.

Nel 2005 alcuni tifosi della squadra tentano, in seguito alla morte di Rinus Michels, di convincere l'amministrazione dello stadio a intitolare l'impianto all'ideatore del calcio totale. La proposta viene rifiutata, tuttavia nelle partite casalinghe dei Lancieri appare spesso uno striscione su cui compare la scritta Rinus Michels Stadion.

Società[modifica | modifica sorgente]

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Fonte: sito ufficiale[43][44][45][46]

Ajax Amsterdam.png
Staff dell'area amministrativa
  • Paesi Bassi Hennie Henrichs - Presidente del consiglio direttivo
  • Paesi Bassi Michael Kiesbergen - Direttore generale
  • Paesi Bassi Edwin van der Sar - Direttore marketing
  • Paesi Bassi Jeroen Slop - Direttore finanziario
  • Paesi Bassi Marc Overmars - Direttore sportivo
  • Paesi Bassi Hans Wijers - Presidente del consiglio di amministrazione
  • Paesi Bassi Leo van Wijk - Membro del consiglio di amministrazione
  • Paesi Bassi Theo van Duivenbode - Membro del consiglio di amministrazione
  • Paesi Bassi Dolf Collee - Membro del consiglio di amministrazione
  • Paesi Bassi Ernest Litghart - Membro del consiglio di amministrazione
  • Paesi Bassi Michel Hordijk - Responsabile del settore giovanile
  • Paesi Bassi Patrick Ladru - Responsabile del settore giovanile
  • Paesi Bassi Wim Jonk - Responsabile del settore giovanile

[modifica | modifica sorgente]

Ajax Amsterdam.png
Cronologia degli sponsor tecnici

Cronologia degli sponsor tecnici[47].

Ajax Amsterdam.png
Cronologia degli sponsor ufficiali

Cronologia degli sponsor ufficiali[48].


Impegno nel sociale[modifica | modifica sorgente]

Il 18 marzo 2010, a centodieci anni dalla fondazione del club, nasce la Ajax Foundation, attiva nel sociale in diversi campi[49].

Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

Il settore giovanile dell'Ajax gode di fama mondiale. Ha prodotto nel tempo un gran numero di giocatori che hanno fatto non solo la storia della società, ma spesso anche quella della nazionale olandese. A titolo di esempio, l'Ajax che ha conquistato la UEFA Champions League 1994-1995 era composta da ben nove giocatori provenienti dal florido vivaio biancorosso[50].

I giovani si allenano allo Sportpark De Toekomst ("il futuro" in lingua olandese), situato nei pressi dell'Amsterdam ArenA[51]. Qui vengono abituati a giocare in un modo comune a tutte le squadre dell'Ajax, inclusa la prima squadra, in modo da facilitare un loro eventuale inserimento all'interno di essa[52].

Lo Jong Ajax, la squadra riserve, in passato ha partecipato alla KNVB beker, raggiungendo le semifinali nell'edizione 2001-2002. Nella stagione 2013-2014, invece, partecipa alla Eerste Divisie, la seconda divisione del calcio olandese[53].

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.F.C. Ajax.
Ajax Amsterdam.png
Allenatori


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Vincitori di titoli[modifica | modifica sorgente]

Ajax Amsterdam.png
Riconoscimenti


L'Ajax e le nazionali[modifica | modifica sorgente]

Numerosi sono i giocatori dell'Ajax convocati con le loro nazionali a disputare eventi internazionali. Di seguito, manifestazione per manifestazione, i convocati militanti nell'Ajax al momento della convocazione.

Ajax Amsterdam.png
Campionati mondiali


Ajax Amsterdam.png
Campionati europei


Ajax Amsterdam.png
Copa América


Ajax Amsterdam.png
Coppa delle Nazioni Africane


Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Alcuni dei trofei vinti dall'Ajax

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1917-1918, 1918-1919, 1930-1931, 1931-1932, 1933-1934, 1936-1937, 1938-1939, 1946-1947, 1956-1957, 1959-1960, 1965-1966, 1966-1967, 1967-1968, 1969-1970, 1971-1972, 1972-1973, 1976-1977, 1978-1979, 1979-1980, 1981-1982, 1982-1983, 1984-1985, 1989-1990, 1993-1994, 1994-1995, 1995-1996, 1997-1998, 2001-2002, 2003-2004, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014
1916-1917, 1942-1943, 1960-1961, 1966-1967, 1969-1970, 1970-1971, 1971-1972, 1978-1979, 1982-1983, 1985-1986, 1986-1987, 1992-1993, 1997-1998, 1998-1999, 2001-2002, 2005-2006, 2006-2007, 2009-2010
1993, 1994, 1995, 2002, 2005, 2006, 2007, 2013

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1972, 1995
1970-1971, 1971-1972, 1972-1973, 1994-1995
1986-1987
1991-1992
1973, 1995
1962

Altri piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

1987
1968-1969, 1995-1996
1979-1980, 1996-1997
1987-1988
1969-1970

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Eerste klasse 40 1911-1912 1954-1955 99
Hoofdklasse 1 1955-1956
Eredivisie 58 1956-1957 2013-2014
Tweede klasse 11 1903-1904 1916-1917 11
Derde klasse 1 1902-1903 1

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

L'Ajax ha vinto per trentatre volte il campionato olandese e per diciotto la KNVB beker, risultando la squadra più vincente in queste due competizioni. Per quanto riguarda la Johan Cruijff Schaal, la vittoria degli otto trofei non rappresenta un record: i Lancieri sono infatti superati dal PSV, che ne ha conquistati nove. La vittoria con margine più ampio è il 14-0 contro i lussemburghesi del Red Boys Differdange nella Coppa UEFA 1984-1985[54], mentre la sconfitta più pesante è il 9-4 subito contro il Feyenoord nella Eredivisie 1964-1965[55].

A livello internazionale l'Ajax e riuscito a vincere tutti e tre i maggiori tornei europei di calcio per club: Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa UEFA, oltre ad aver conquistato per due volte sia la Coppa Intercontinentale che la Supercoppa UEFA. È stato inoltre insignito dall'UEFA del multiple-winner badge, in virtù delle tre Coppe dei Campioni conquistate consecutivamente all'inizio degli anni settanta.

Da non dimenticare che la squadra ha conquistato per ben due volte il treble: la prima volta nel 1972 sotto la guida del romeno Stefan Kovács, e la seconda nel 1995 con in panchina Louis van Gaal.

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Ajax Amsterdam.png
Record di presenze
Ajax Amsterdam.png
Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

I tifosi dell'Ajax utilizzano ampiamente la stella di Davide e la bandiera israeliana fra i loro vessilli. Allo stesso modo sono chiamati "Gli Ebrei" da parte dei tifosi avversari. Tutto questo è dovuto al fatto che il club è originario della zona dell'antico ghetto ebraico di Amsterdam e nella sua storia ha avuto numerosi presidenti e dirigenti di origini ebraiche.

Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amsterdamsche Football Club Ajax 2013-2014.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 7 Luglio 2014.[56]

N. Ruolo Giocatore
1 Paesi Bassi P Kenneth Vermeer (Suriname)
2 Paesi Bassi D Ricardo van Rhijn
3 Paesi Bassi D Jöel Veltman
4 Finlandia D Niklas Moisander (capitano)
5 Danimarca D Nicolai Boilesen
6 Paesi Bassi D Mike van der Hoorn
7 Danimarca A Viktor Fischer
8 Paesi Bassi C Lerin Duarte
9 Islanda A Kolbeinn Sigþórsson
10 Paesi Bassi C Davy Klaassen
11 Paesi Bassi A Ricardo Kishna (Serbia)
12 Paesi Bassi D Jairo Riedewald
15 Paesi Bassi D Mitchell Dijks
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco con striscia verticale spessa Rossa.png
16 Danimarca C Lucas Andersen
17 Paesi Bassi D Daley Blind
19 Svezia A Tobias Sana (Burkina Faso)
20 Danimarca C Lasse Schøne
21 Angola A Lesly de Sa
22 Paesi Bassi P Jasper Cillessen
24 Paesi Bassi D Stefano Denswil (Suriname)
25 Sudafrica C Thulani Serero
26 Paesi Bassi D Nick Viergever
28 Polonia A Arkadiusz Milik
29 Paesi Bassi D Ruben Ligeon
30 Paesi Bassi A Richairo Živković
37 Slovacchia C Stanislav Lobotka

Maglie ritirate[modifica | modifica sorgente]

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Ajax Amsterdam.png
Staff dell'area tecnica
Ajax Amsterdam.png
Allenatori delle giovanili

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il soprannome Lancieri è un'invenzione giornalistica italiana: un giornalista, non sapendo come definire la squadra, prese ispirazione dalla lancia di Aiace presente nello stemma del club. cfr Perché non è vero che il soprannome dei giocatori dell'Ajax siano "i lancieri"? sportmediaset.mediaset.it
  2. ^ AFC Ajax in it.uefa.com. URL consultato il 29-09-2013.
  3. ^ (PDF(ES) Domènec García, Un dilema histórico in El Mundo Deportivo, 23 settembre 2003. URL consultato il 3/8/2009.
  4. ^ L'Ajax, (così come il Bayern Monaco ed il Chelsea), a differenza della Juventus, non ha partecipato alla Coppa Intertoto nel periodo in cui è stata organizzata dalla confederazione europea (1995-2008)
  5. ^ L'UEFA ha organizzato per la prima volta la Coppa Intertoto nel 1995 secondo la Storia della Coppa Intertoto in uefa.com.
  6. ^ (EN) Netherlands - Champions in rsssf.com. URL consultato il 10-09-2013.
  7. ^ AFC Ajax. URL consultato il 10-09-2013.
  8. ^ (EN) Noi siamo Leggenda- L’Ajax del calcio totale in www.maidirecalcio.com. URL consultato l'11-09-2013.
  9. ^ AFC Ajax. URL consultato il 10-09-2013.
  10. ^ (EN) History in www.olympischstadion.nl. URL consultato il 29-08-2013.
  11. ^ AJAX 1970 - 1973 in www.storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 12-09-2013.
  12. ^ AJAX 1970 - 1973 in www.storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 12-09-2013.
  13. ^ Scontro fra campioni in it.uefa.com. URL consultato il 12-09-2013.
  14. ^ AFC Ajax. URL consultato il 10-09-2013.
  15. ^ Settembre '89. L'Ajax paga le turbolenze dei propri tifosi venendo bandita dalle competizioni Europee in calcioolandese.blogspot.it. URL consultato il 13-09-2013.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simon Kuper, Ajax, la squadra del ghetto - Il calcio e la Shoah, Isbn Edizioni, Milano 2005, ISBN 88-7638-013-2

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