ADC Cirrus

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Cirrus
ADCCirrusII.JPG
L'ADC Cirrus II esposto allo Science Museum di Londra
Descrizione
Costruttore Regno Unito Aircraft Disposal Company
Regno Unito Cirrus Aero-Engines
Tipo motore in linea
Numero di cilindri 4
Raffreddamento ad aria
Alimentazione carburatore Claudel
Distribuzione OHV 2 valvole per cilindro
Dimensioni
Lunghezza 116,3 cm (45.8 in)
Larghezza 46,4 cm (18.26 in)
Altezza 87,1 cm (34.3 in)
Cilindrata 4,5 L (274.36 in³)
Alesaggio 105 mm (4.13 in)
Corsa 130 mm (5.12 in)
Rap. di compressione 4,7:1
Prestazioni
Potenza 60 hp (45 kW)
Rapporto peso-potenza 0,78 kW/kg (0,48 hp/lb) 0.3 hp/lb
Combustibile benzina 70 ottani
Utilizzatori de Havilland DH.60 Moth
Avro Avian
Note
dati riferiti alla versione Cirrus I estratti da British Piston Engines and their Aircraft[1]
voci di motori presenti su Wikipedia

Gli ADC Cirrus e Cirrus-Hermes sono motori aeronautici a 4 cilindri in linea raffreddati ad aria sviluppati nel Regno Unito negli anni venti. Citato anche come Blackburn Cirrus, ma la designazione si applica solamente alla nuova gamma di modelli Cirrus prodotti dopo il 1934 dalla Blackburn, come ad esempio il Blackburn Cirrus Major, risulta ancora come dotazione in numerosi velivoli d'epoca che grazie alla sua longevità riesce a conservarli in condizioni di volo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Le differenze tra un Cirrus Hermes I (a sinistra) ed un Cirrus III (a destra).

I motori ADC Cirrus vennero originariamente costruiti dalla ADC Aircraft fino alla fondazione della Cirrus Aero Engines Limited avvenuta nel 1927. L'azienda cambiò ragione sociale in Cirrus-Hermes nel 1931, quando venne acquistata dalla Cirrus-Hermes Engineering Company, per divenire, nel 1934, la Cirrus Engine Section della Blackburn & General Aircraft Limited, gestita come una divisione separata fino alla fine della produzione continuata fin dopo al termine della Seconda guerra mondiale.[1]

Il primo motore sviluppato della serie fu il Cirrus I, in grado di erogare una potenza pari a 90 hp (67 kW) raggiungendo il traguardo delle 50 h di funzionamento nel 1925. Il Cirrus I fu il primo motore in linea raffreddato ad aria, un progetto dovuto a Frank Halford che si rivelò un successo commerciale ed estremamente diffuso come equipaggiamento di aerei leggeri.

L'impostazione del motore, un'architettura basata sul riutilizzo di una singola bancata di un motore V8, in questo caso l'ADC Airdisco[2], venne velocemente copiata da diverse altre aziende di produzione di motori aeronautici. Le successive versioni, indicate come Cirrus II e Cirrus III, si differenziavano da quella originale per un leggero aumento di cilindrata e potenza erogata (Cirrus II - 85 hp, Cirrus III - 90 hp).

La successiva linea di produzione, i Cirrus-Hermes I, II e IV, si differenziava per la gamma di potenza espressa, da 105 hp a 140 hp a seconda del modello. L'ultima evoluzione nel progetto dei motori Cirrus prevedeva la rotazione di 180° dei modelli precedenti[3], soluzione tecnica che avrebbe permesso di liberare il campo visivo davanti al pilota del velivolo sul quale erano installati.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Cirrus I
(1925)
Cirrus II
(1926)
Cirrus III
(1929)
Cirrus IIIA
(1933)
Cirrus-Hermes I
(1929)
Cirrus-Hermes II
(1930)
Cirrus-Hermes IIB
(1931) variante rovesciata del Cirrus-Hermes II
Cirrus-Hermes IV
(1930)
Cirrus-Hermes IVA
(1929) variante rovesciata del Cirrus-Hermes IV

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lista estratta da British Piston Engines and their Aircraft[4], che comprende anche i modelli che lo utilizzarono solamente durante test.

Cirrus[modifica | modifica wikitesto]

Cirrus IIIA

Cirrus-Hermes[modifica | modifica wikitesto]

Esemplari in esposizione[modifica | modifica wikitesto]

Un Cirrus Hermes.
Un Cirrus III montato su un de Havilland DH.60 Moth.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lumsden 2003, p. 130
  2. ^ Gunston 1989, p. 40
  3. ^ Lumsden 2003, p. 132
  4. ^ Lumsden 2003, pp. 130-132
  5. ^ Wesselink 1982 p.80
  6. ^ Wesselink 1982 p.81

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Alan Bransom, The Tiger Moth Story, Shrewsbury, UK, Airlife Publishing Ltd., 1991, ISBN 1-85310-294-6.
  • (EN) Bill Gunston, World Encyclopaedia of Aero Engines, Cambridge, England, Patrick Stephens Limited, 1989, ISBN 1-85260-163-9.
  • (EN) Alec Lumsden, British Piston Engines and their Aircraft, Marlborough, Wiltshire, Airlife Publishing, 2003, ISBN 1-85310-294-6.
  • (NL) Theo Wesselink, Thijs Postma, De Nederlandse vliegtuigen, Haarlem, Romem, 1982, ISBN 90-228-3792-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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